Commento CeSMar
30 Luglio 2026 2026-07-30 18:54Commento CeSMar
Cyber Security
-Un nuovo ruolo per il personale della US Navy-

L’evoluzione della dottrina militare contemporanea riflette una transizione fondamentale nella percezione dello spazio digitale, non più inteso come mero supporto logistico ma come dominio di scontro primario e decisivo. La recente decisione del Capo delle Operazioni Navali degli Stati Uniti di rinominare la comunità degli Information Professional in Communications Systems Warfare Officer (CSWO) segna un punto di svolta epistemologico e operativo. Tale mutamento non è una semplice variazione terminologica, bensì l’espressione di un imperativo bellico che riconosce nell’architettura digitale resiliente un sistema d’arma fondamentale, equiparabile alle piattaforme cinetiche tradizionali. In un’epoca caratterizzata da una competizione globale incessante e da minacce ibride, la capacità di garantire il comando e controllo assicurato diventa la precondizione per ogni forma di proiezione di potenza. Questo saggio analizzerà le implicazioni di tale trasformazione, esplorando come la centralità della connettività ridefinisca i paradigmi della sicurezza internazionale, la strategia marittima e il ruolo specifico dell’Italia nel contesto della difesa atlantica.
I fatti raccontati nell’Editoriale
L’analisi dei fatti delineati nei documenti ufficiali rivela che, con effetto immediato, la comunità con designatore 182X ha assunto la nuova identità di Communications Systems Warfare Officer. Questa decisione, formalizzata nel venticinquesimo anniversario della fondazione della comunità originaria, risponde alla rapida mutazione della natura dei conflitti moderni. Il vertice della Marina statunitense ha chiarito che il titolo di Information Professional non era più idoneo a descrivere la realtà strategica di un corpo incaricato di gestire l’ambiente digitale e di garantire il vantaggio informativo dal fondo degli oceani fino allo spazio profondo. La missione dei CSWO è ora definita in termini prettamente operativi: connettere la flotta, accelerare i processi decisionali e, in ultima analisi, abilitare la neutralizzazione delle minacce nemiche, ovvero il concetto di enable the kill (Il Kill Switch è una delle funzioni di sicurezza più importanti quando si usa una VPN o un software di protezione dei dati. In parole semplici, agisce come un salvavita elettrico: se c’è un guasto alla sicurezza, stacca immediatamente la corrente – in questo caso, la connessione internet – per proteggerti.
Questi ufficiali sono chiamati a guidare team di tecnici specializzati nella costruzione, gestione e difesa di reti di comunicazione globali, operando sia a bordo di navi da guerra che in centri di comando strategici. Il loro raggio d’azione comprende la difesa cibernetica di prima linea e lo sviluppo di tattiche per contrastare le interferenze e il disturbo elettronico da parte degli avversari. Il percorso formativo per questi ufficiali è estremamente rigoroso, iniziando dalla Officer Candidate School di Newport e proseguendo con corsi intensivi focalizzati sulle operazioni di rete globali e sulla sicurezza informatica avanzata. L’obiettivo dichiarato è quello di attrarre e mantenere i migliori talenti tecnologici, integrandoli perfettamente con le forze congiunte e gli alleati internazionali. In parallelo a questa ristrutturazione del personale, la Marina ha istituito un nuovo Centro di Innovazione presso la Naval Postgraduate School di Monterey e un comitato consultivo per la scienza e la tecnologia. Queste strutture avranno il compito di focalizzarsi sulle tecnologie trasformative a lungo termine, come l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e l’informatica quantistica, assicurando che la nuova classe di ufficiali disponga degli strumenti d’avanguardia necessari per mantenere la supremazia tecnologica nei prossimi decenni.
Conseguenze geopolitiche
Dal punto di vista geopolitico, la ridenominazione della comunità CSWO riflette la crescente militarizzazione del cyberspazio e della dimensione informativa. In un ordine mondiale multipolare, il controllo dei flussi di dati e la resilienza delle infrastrutture di comunicazione sono diventati pilastri della sovranità nazionale e della stabilità globale. Gli Stati Uniti, attraverso questa mossa, segnalano chiaramente ai propri concorrenti che la superiorità informativa non è più considerata un elemento ausiliario, ma una capacità di combattimento centrale. La capacità di operare senza soluzione di continuità in ambienti contestati, dove l’avversario cercherà attivamente di degradare le comunicazioni satellitari e sottomarine, definisce i nuovi confini dell’influenza geopolitica. Questo approccio rafforza la coesione con gli alleati, poiché la creazione di uno standard comune di guerra dell’informazione facilita la cooperazione internazionale e l’interoperabilità nelle coalizioni militari. Inoltre, l’integrazione tra il settore pubblico e quello privato, evidenziata dalla collaborazione con colossi tecnologici e piccole imprese innovative per lo sviluppo di AI e calcolo quantistico, sposta l’asse della competizione geopolitica sul piano dell’innovazione industriale e accademica. La sicurezza delle rotte marittime e la protezione dei cavi sottomarini, che trasportano la stragrande maggioranza del traffico dati mondiale, diventano dunque priorità assolute che richiedono una presenza costante di ufficiali esperti in guerra dei sistemi di comunicazione. Questa trasformazione sottolinea come la stabilità internazionale dipenda oggi dalla capacità di prevenire o mitigare attacchi cibernetici che potrebbero paralizzare non solo le flotte militari, ma anche le economie globali interconnesse.
Conseguenze strategiche
Sotto il profilo strategico, il passaggio alla figura del CSWO impone una revisione profonda delle modalità di conduzione della guerra moderna. La centralità del comando e controllo assicurato (AC2) significa che la superiorità tattica sul campo dipende direttamente dalla velocità con cui le informazioni fluiscono dai sensori ai decisori e, infine, ai sistemi d’arma. Questa architettura di guerra resiliente è ora considerata un sistema d’arma primario, essenziale per la sopravvivenza della flotta. Strategicamente, ciò comporta una maggiore enfasi sulla difesa proattiva delle reti e sulla capacità di rispondere in tempo reale alle minacce informatiche. L’integrazione di ufficiali CSWO in ogni livello della catena di comando, dal Pentagono ai comandi strategici globali, assicura che la dimensione informativa sia considerata in ogni fase della pianificazione operativa. La strategia navale si evolve così verso una visione in cui la guerra elettronica e la difesa cibernetica sono integrate organicamente nelle operazioni cinetiche. L’investimento in formazione continua e gradi accademici avanzati per questi ufficiali garantisce che la leadership militare possieda le competenze tecniche per gestire sistemi complessi basati sull’intelligenza artificiale e l’analisi dei dati. Questo rafforza la resilienza strategica, permettendo di mantenere l’efficacia operativa anche quando le reti primarie sono compromesse. Inoltre, la creazione del Centro di Innovazione della US Navy (NPGS Monterey) rappresenta una mossa strategica per accorciare i cicli di acquisizione tecnologica, permettendo di implementare soluzioni innovative con una rapidità che i processi burocratici tradizionali non consentivano. La capacità di attrarre professionisti con competenze in ambiti quali la scienza dei dati e l’ingegneria dei sistemi garantisce che la forza armata rimanga all’avanguardia in un panorama tecnologico in perpetuo mutamento.
Conseguenze marittime
Le conseguenze marittime di questa ridenominazione sono particolarmente evidenti nella gestione delle operazioni navali in contesti ostili. La Marina degli Stati Uniti, in quanto nazione marittima, fonda la propria missione sulla protezione della libertà di navigazione e sulla prosperità economica, obiettivi che oggi dipendono dalla connettività costante. Il CSWO diventa il garante di questa connettività in mare, assicurando che le navi da guerra rimangano nodi attivi e protetti di una rete globale, indipendentemente dalla loro posizione geografica. La capacità di superare il jamming e le interferenze nemiche è fondamentale per mantenere il vantaggio tattico durante le manovre di flotta. Inoltre, l’estensione della responsabilità del CSWO dal seabed allo spazio evidenzia l’importanza critica della sorveglianza e della protezione delle infrastrutture sottomarine, inclusi i sensori acustici e i cavi di comunicazione. In ambito marittimo, l’integrazione tra mezzi congiunti e alleati diventa una necessità operativa per contrastare minacce subacquee e aeree coordinate. La presenza di ufficiali CSWO a bordo delle unità navali permette una gestione sofisticata della firma elettromagnetica e una migliore integrazione tra i dati radar, sonar e quelli provenienti dalle reti satellitari. Questo approccio multidisciplinare migliora la consapevolezza situazionale nel dominio marittimo, consentendo una risposta più rapida e precisa alle provocazioni degli avversari. La resilienza delle comunicazioni marittime assicura inoltre che le operazioni di soccorso, la logistica e il supporto umanitario possano essere coordinati efficacemente anche in situazioni di crisi estrema. La trasformazione della comunità informativa in una comunità di combattenti dei sistemi di comunicazione sottolinea che la battaglia per il controllo dei mari si vince oggi innanzitutto nello spettro elettromagnetico e nel dominio digitale.
Conseguenze per l’Italia
Per l’Italia, le conseguenze di questa evoluzione dottrinale statunitense sono dirette e di rilevante importanza strategica, data la posizione del Paese come hub centrale per le operazioni navali nel Mediterraneo. I documenti ufficiali citano esplicitamente l’Italia come una delle sedi chiave in cui i Communications Systems Warfare Officer prestano servizio in ruoli di crescente responsabilità. La presenza di basi strategiche come Napoli e Sigonella rende l’Italia un nodo cruciale per l’architettura di comunicazione globale della Marina USA, e di conseguenza, per la sicurezza dell’intero fianco sud della NATO. L’evoluzione della figura del CSWO comporta una necessaria riflessione per le forze armate italiane sulla necessità di un allineamento dottrinale e tecnologico con l’alleato principale. La cooperazione nelle operazioni di coalizione richiederà standard di sicurezza e interoperabilità sempre più elevati, spingendo verso un’integrazione più profonda nei settori della difesa cibernetica e della gestione dei dati. L’Italia, beneficiando della presenza di questi specialisti sul proprio territorio, ha l’opportunità di sviluppare sinergie nell’ambito della ricerca e dello sviluppo tecnologico, specialmente nel settore della sicurezza marittima e della protezione dei cavi sottomarini nel Mediterraneo. La trasformazione della Marina statunitense sottolinea l’importanza per l’Italia di investire nella formazione di propri ufficiali con competenze analoghe, capaci di operare in ambienti digitali contestati e di proteggere le infrastrutture critiche nazionali. Inoltre, la partecipazione a programmi di innovazione e l’interscambio con il nuovo Centro di Innovazione della US Navy potrebbero offrire alle industrie della difesa italiane e alle università canali privilegiati per lo sviluppo di tecnologie dual-use nell’intelligenza artificiale e nell’informatica quantistica. In sintesi, l’Italia si conferma un teatro fondamentale per l’implementazione della nuova strategia di guerra informativa, richiedendo un ruolo attivo e consapevole nella gestione delle sfide tecnologiche del futuro.
Alcune considerazioni del CESMAR
L’evoluzione dottrinale della Marina degli Stati Uniti, culminata nella ridenominazione dei professionisti dell’informazione in Communications Systems Warfare Officer (CSWO), offre un paradigma fondamentale per l’allineamento strategico della Marina Militare. Il passaggio da una concezione dell’informatica come mero supporto logistico a una vera e propria capacità di combattimento è il presupposto per operare nei moderni scenari di scontro multi-dominio. Un possibile percorso formativo per la Marina Militare, ricalcando il modello statunitense, dovrebbe articolarsi su tre pilastri:
- reclutamento e selezione: priorità a profili con solide basi STEM, in particolare in cybersecurity, data science e ingegneria dei sistemi, requisiti accademici rigorosi, inclusi calcolo e fisica, sono essenziali per gestire la complessità dei futuri sistemi d’arma digitali;
- specializzazione operativa: implementazione di un corso basico intensivo (ispirato alle 20 settimane del CSWO Basic Course) focalizzato sulla difesa delle reti globali, operazioni cibernetiche e superamento delle interferenze avversarie (jamming);
- sviluppo continuo: istituzione di programmi di master finanziati in intelligenza artificiale, informatica quantistica e analisi dei dati, unitamente all’ottenimento di certificazioni industriali (CISSP, Security+).
Per quanto concerne lo sviluppo di un corpo di ufficiali di Stato Maggiore specializzati in Cyber/Cognitive Warfare, la transizione statunitense suggerisce la creazione di una figura che sia un “combattente dei sistemi di comunicazione”. Tali ufficiali non devono essere semplici tecnici, ma leader capaci di garantire il Command and Control Assured (AC2), assicurando il flusso informativo tra sensori e decisori per accelerare il ciclo enable the kill.
Data la presenza di nodi strategici statunitensi in Italia (come a Napoli e Sigonella), lo sviluppo di questa componente consentirebbe una maggiore interoperabilità con l’alleato e una difesa più efficace delle infrastrutture critiche nel Mediterraneo. L’integrazione con centri di innovazione dedicati allo studio di tecnologie trasformative (AI, machine learning) permetterebbe all’Italia di mantenere il vantaggio informativo dal seabed allo spazio, rendendo il nuovo corpo di ufficiali il pilastro della resilienza marittima nazionale
Conclusioni
In conclusione, la ridenominazione della comunità degli Information Professional in Communications Systems Warfare Officer rappresenta un passaggio obbligato e lungimirante per adattare la forza navale alle sfide del XXI secolo. Questo cambiamento riconosce formalmente che la connettività e il dominio dei dati non sono più servizi di supporto, ma strumenti di combattimento determinanti per l’esito dei conflitti. La Marina degli Stati Uniti ha chiarito che il vantaggio informativo è il presupposto per la letalità e la resilienza della flotta, elevando la gestione delle reti al rango di disciplina bellica primaria. È raccomandabile che questa transizione sia accompagnata da un costante investimento nel capitale umano, garantendo che l’elite tecnologica della Marina disponga non solo degli strumenti tecnici, ma anche di una cultura operativa orientata al combattimento. È fondamentale, inoltre, che la cooperazione con gli alleati internazionali, e in particolare con nazioni ospitanti come l’Italia, sia rafforzata attraverso programmi di addestramento congiunti e lo scambio di best practices nella difesa cibernetica e nelle comunicazioni sicure. L’integrazione con il settore privato dovrà essere gestita con attenzione per bilanciare l’innovazione rapida con le esigenze di sicurezza nazionale e di controllo sovrano sulle tecnologie critiche. Il successo di questa ridenominazione dipenderà dalla capacità della Marina di mantenere la promessa di connettere la flotta e accelerare le decisioni in ogni scenario operativo, dal fondo del mare allo spazio. La visione strategica delineata suggerisce che il futuro della sicurezza globale sarà sempre più dipendente dalla solidità delle infrastrutture digitali e dalla competenza di chi è chiamato a difenderle, rendendo la figura del CSWO un pilastro insostituibile della difesa moderna.
Riferimento bibliografico
- CNO Washington DC, SUBJ/INFORMATION PROFESSIONAL REDESIGNATED COMMUNICATIONS SYSTEMS WARFARE OFFICER, NAVADMIN 176/26, 24 Luglio 2026, https://www.navy.mil/ (rif. interno NAV26176.pdf).
- Ceder Riley, Navy changes title for sailors working in cybersecurity to reflect ‘warfighting’ ethos, Navy Times, Jul 28, 2026, https://www.navytimes.com/news/your-navy/2026/07/28/navy-changes-title-for-sailors-working-in-cybersecurity-to-reflect-warfighting-ethos/
