News

La Bussola

carta e bussola
GEOPOLITICA

La Bussola

Il mondo della guerra ai tempi di Omero
La Bussola del 12 agosto 2026

La pubblicazione, avvenuta su War on the Rocks, dell’analisi dello storico Josho Brouwers sul mondo bellico omerico riapre un capitolo strategico di straordinaria attualità per il dominio marittimo contemporaneo. In un contesto geopolitico segnato dalla rivalità tra grandi potenze lungo le rotte commerciali globali, il ritorno alle radici classiche dell’organizzazione militare e della proiezione di potenza offre chiavi di lettura inedite per interpretare le dinamiche navali odierne.

L’epica come specchio delle alleanze coalizionali

Secondo quanto riportato da War on the Rocks, Brouwers analizza la società descritta nell’Iliade e nell’Odissea come un universo internamente coerente, governato da una aristocrazia guerriera i cui leader esercitano simultaneamente potere politico e comando militare. Nel mondo omerico, la guerra è endemica e le spedizioni si configurano come imprese coalizionali: Agamennone raduna i sovrani greci non mediante un’autorità centralizzata, ma attraverso legami di fedeltà personale, giuramenti reciproci e la promessa di gloria condivisa. Questa struttura anticipa in modo sorprendente le moderne alleanze navali, dove la coesione dipende meno da gerarchie rigide e più da convergenze d’interesse e reputazione reciproca. L’articolo evidenzia inoltre come le cause dei conflitti nell’epica non risiedano nella conquista territoriale, bensì nell’offesa all’onore — la timē — e nella violazione dei codici dell’ospitalità sacra, la xenia. Tale dinamica trova un parallelo disturbante nelle crisi marittime contemporanee, dove incidenti apparentemente marginali in acque contese possono portare a excalation in confronti strategici di portata globale, come testimoniano le persistenti tensioni nel Golfo di Oman e nel Mar Cinese Meridionale.

La logistica navale e la proiezione di potenza

Il contributo di Brouwers assume particolare rilevanza marittima nell’analisi della struttura militare omerica. Lo studioso rileva che le navi che salpano per Troia trasportano equipaggi di circa cinquanta uomini, i quali fungono contemporaneamente da rematori e da combattenti una volta sbarcati. Il capitano della nave è anche il comandante della sua unità a terra, configurando un modello di potenza proiettabile per mare che anticipa le moderne dottrine di power projection e sea control. Le unità navali omeriche non sono semplici mezzi di trasporto, ma vere e proprie piattaforme di comando autonome, organizzate in contingenti regionali che operano come bande guerriere flessibili. Questa concezione della flotta come strumento di razzia strategica e controllo delle rotte commerciali — piuttosto che di occupazione permanente — rispecchia approcci che ancora oggi caratterizzano la competizione per l’accesso alle vie marittime critiche, dal Mar Baltico all’Artico.

Il viaggio omerico e le rotte del XXI secolo

Se l’Iliade si concentra sul campo di battaglia, l’Odissea rappresenta per eccellenza il dramma del dominio marittimo: il difficile viaggio di ritorno di Ulisse dall’Asia Minore all’isola di Itaca attraversa mari sconosciuti, isole ostili e prove che mettono alla prova non solo la resistenza fisica, ma l’astuzia strategica del navigatore. La recente uscita cinematografica dell’Odissea di Christopher Nolan, citata da Brouwers come catalizzatore di un rinnovato interesse per le fonti classiche, rende ancora più pregnante questa lettura. Il periplo omerico prefigura le sfide odierne della navigazione in ambienti ostili, dalla Rotta del Mare del Nord — dove la Sea Legend Line si appresta a lanciare il primo servizio regolare di container attraverso l’Artico — alle rotte del Baltico, teatro del varo della nuova fregata polacca ORP Wicher avvenuto proprio nei giorni scorsi a Gdynia. In entrambi i casi, il controllo del mare non è fine a sé stesso, ma strumento per proiettare influenza, garantire la sicurezza delle linee di comunicazione e difendere l’onore nazionale, esattamente come nel mondo dei basileis descritto da Brouwers.
L’analisi omerica proposta da War on the Rocks invita a una riflessione di lungo periodo sulle fondamenta culturali del pensiero strategico navale. Se le tecnologie sono radicalmente mutate, le dinamiche fondamentali — l’importanza delle alleanze personali, il ruolo del prestigio nella deterrenza, la centralità del controllo marittimo per la sicurezza economica — permangono immutate. Nei prossimi anni, la competizione per le rotte artiche, le tensioni nel Golfo Persico e il riarmo navale europeo nel Baltico richiederanno agli analisti e ai decisori politici di attingere a un bagaglio concettuale che le civiltà del Mediterraneo antico hanno forgiato millenni fa. Riscoprire il mondo omerico non è dunque un esercizio erudito, ma un investimento nella comprensione delle logiche profonde che ancora oggi governano il mare come spazio di potenza.


I CONTRIBUTI SONO DIRETTA RESPONSABILITÀ DEGLI AUTORI E NE RISPECCHIANO LE IDEE PERSONALI. LA RIPRODUZIONE, TOTALE O PARZIALE, È AUTORIZZATA A CONDIZIONE DI CITARE LA FONTE.