La Bussola
20 Luglio 2026 2026-07-21 16:42La Bussola

La Bussola
del 20 luglio 2026
Artico conteso
Il 18 luglio 2026 la Guardia Costiera statunitense ha reso noto di seguire da vicino il transito verso l’Artico dei rompighiaccio da ricerca cinesi Xue Long e Xue Long 2, in navigazione attraverso il Mare di Bering. Si tratta del primo passaggio di unità cinesi nella Zona Economica Esclusiva americana registrato nel 2026, episodio che riporta la competizione per l’Alto Nord al centro dell’agenda strategica occidentale.
Il transito e la risposta della Guardia Costiera
Secondo quanto riportato da gCaptain e ripreso da Stars and Stripes, la nave da ricerca Xue Long ha attraversato la Zona Economica Esclusiva statunitense e la piattaforma continentale estesa nel Mare di Bering, dichiarando come destinazione finale l’Oceano Artico; poco dopo è stata individuata anche la gemella Xue Long 2, diretta verso nord lungo la medesima rotta. Per monitorare il passaggio, la Guardia Costiera ha attivato l’operazione denominata Frontier Sentinel, affidata all’unità cutter Munro, con l’obiettivo dichiarato di tutelare i diritti sovrani statunitensi, verificare la conformità delle attività cinesi al diritto internazionale e mantenere la capacità di reagire tempestivamente a eventuali condotte anomale, come precisato in un comunicato ufficiale ripreso da GlobalSecurity.org.
Il quadro giuridico e la dimensione geopolitica
Il transito, pur legittimo ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare, che consente il passaggio di navi straniere entro la Zona Economica Esclusiva e sopra la piattaforma continentale estesa di un altro Stato, si inserisce in una traiettoria pluriennale di crescente presenza cinese nelle acque artiche nordamericane. Pechino, che dal 2018 si autodefinisce potenza quasi artica, ha progressivamente ampliato la propria flotta di rompighiaccio scientifici, strumento duplice capace di coniugare ricerca oceanografica e proiezione strategica in una regione dove le rotte settentrionali e le risorse sottomarine acquistano valore crescente con il ritiro dei ghiacci. Washington sconta un deficit infrastrutturale rispetto ai concorrenti: la flotta artica della Guardia Costiera conta oggi soltanto tre unità rompighiaccio, a fronte delle decine di piattaforme già operative nella flotta russa. Per colmare tale divario, il Congresso ha autorizzato la costruzione di undici nuove Arctic Security Cutter, programma che coinvolge cantieri statunitensi e finlandesi e che punta a quadruplicare la capacità della Guardia Costiera entro la fine del decennio.
La cornice multipolare artica
L’episodio si colloca in un contesto già segnato, secondo le fonti consultate, da una cooperazione sempre più stretta tra Mosca e Pechino nelle operazioni artiche congiunte, convergenza osservata con crescente attenzione da Washington nell’ambito della competizione tra grandi potenze per il controllo delle rotte polari, delle risorse ittiche ed energetiche e dei fondali ricchi di terre rare. La scelta di basare le prime unità del nuovo programma in Alaska, unitamente allo sviluppo di un homeport a Juneau per l’icebreaker riconvertito Storis, testimonia la volontà americana di consolidare una presenza permanente nella regione, anche in funzione di deterrenza verso analoghe iniziative sino-russe.
Conclusione
Nel medio periodo, l’episodio conferma che l’Artico si sta affermando come nuovo teatro di competizione tra grandi potenze, destinato a incidere sia sulla sicurezza delle rotte commerciali settentrionali, potenzialmente alternative a Suez e Panama, sia sugli equilibri navali globali. Per gli Stati Uniti, la sfida sarà colmare rapidamente il divario infrastrutturale con Russia e Cina, mentre per la NATO, e indirettamente per l’Italia, interessata alla stabilità delle rotte polari, cresce l’urgenza di sviluppare una postura artica coordinata, capace di monitorare e, se necessario, contrastare un’espansione cinese sempre più strutturata e persistente.
Fonti: gCaptain; Stars and Stripes; U.S. Coast Guard / GlobalSecurity.org; The Maritime Executive.
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