01-09-25 Dal mondo
1 Settembre 2025 2025-09-01 8:2801-09-25 Dal mondo
Geopolitica
—Il generale Gerasimov fa il punto sulle operazioni russe in Ucraina
—Ucraina. Zelensky sceglie la via diplomatica, ‘impossibile riconquistare i territori’
—Opzioni d’impiego per gli specialisti del Genio in Ucraina
—Sabotaggio Nord Stream, i dubbi sul ruolo degli USA
—Yemen. Raid israeliano uccide il primo ministro del governo Houthi
—Libano. Netanyahu fa cancellare la missione Unifil
—Turchia e Israele in rotta di collisione
—Vertice SCO, Xi con Putin e Modi: “nuovo ordine mondiale anti-Occidente”
—Cina: prove di nuovo ordine globale?
—Thailandia: la crisi politica non si ferma
–🇬🇧Why is Putin OK with Ukraine joining the EU?
–🇬🇧Mapping the Russia-Ukraine War Endgame
–🇬🇧Ukrainian Signal Intelligence Ship Destroyed Meters From Romanian Border
Geoeconomia
—L’India tra BRICS+ e QUAD: equilibrio strategico in un ordine globale multipolare
—Attacco di pirati a una petroliera chimica nel Golfo di Guinea
Difesa
—La nuova frontiera delle aziende della Difesa: i fondali marini
—Conclusa la Campagna High North 2025 nell’Artico
–🇬🇧US warships in South America and the reaction in Venezuela
–🇬🇧New Underwater Threat? Russia and China Just Carried Out a Joint Sub Patrol
–🇬🇧China-Russia Joint Submarine Exercises: A Strategic Nightmare in the Making?
–🇬🇧Here’s How the AIRCAT Bengal MC Drone Revolutionizes Naval Warfare
–🇬🇧Türkiye aims to launch National Aircraft Carrier MUGEM around 2027-2028
–🇬🇧Turkey’s Naval Revolution: The Type 214 Reis-Class Submarine
–🇬🇧Royal Navy Type 26 frigate secures record export success with Norway
–🇬🇧Saab to develop LUUV large autonomous submarine for Sweden
–🇬🇧Japan requests largest-ever defense budget for fiscal year 2026
–🇬🇧Navy Helicopter, Osprey Units Drill on Rescue Efforts Across Alaskan Waters
Scenari Geopolitici
La settimana dal 26 al 30 agosto 2025 si è rivelata densa di eventi che hanno ridisegnato i contorni della geopolitica e della geoeconomia mondiale. In un panorama sempre più frammentato, emergono dinamiche complesse che delineano un ordine multipolare, caratterizzato da crescenti tensioni, nuove alleanze e una corsa all’innovazione tecnologica che ne ridefinisce le regole del gioco.
Evento clou
L’evento di maggior rilievo è stato senza dubbio il 25° vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Tianjin, in Cina, dal 31 agosto all’1 settembre. L’assenza delle delegazioni europee e occidentali ha accentuato il carattere di questo incontro come piattaforma per la costruzione di un ordine globale alternativo, guidato da Cina, Russia, India e Turchia. Le dichiarazioni di Xi Jinping sull’importanza della cooperazione sino-indiana e l’appello di Putin per un mondo più equo basato sui valori delle Nazioni Unite, ma in netta contrapposizione all’egemonia occidentale, hanno delineato una chiara volontà di rafforzare la collaborazione economica, politica e militare tra i membri. Questo vertice non è solo un momento diplomatico, ma un’affermazione strategica di un mondo sempre più diviso e polarizzato, con profonde implicazioni per la stabilità globale.
Sintesi dei fatti avvenuti sviluppata per teatro operativo
- Mediterraneo allargato. Nel Mediterraneo Allargato, le tensioni si sono concentrate su più fronti. La Turchia, sotto la guida di Erdogan, continua a giocare un “grande gioco” di mediazione tra NATO e Russia, sfruttando la sua posizione strategica nel Mar Nero e il controllo degli stretti. Questo ruolo le conferisce peso politico e geoeconomico, ma la espone anche a rischi di instabilità. La sua rivoluzione navale, con i sottomarini Type 214 Reis e i sistemi di difesa aerea Gurz e Steel Dome, rafforza la sua autonomia strategica e influenza regionale. Al contempo, la NATO ha pubblicato una revisione della sua strategia marittima, sottolineando l’importanza della sicurezza nei mari per la difesa collettiva, con un’attenzione particolare alla deterrenza contro Russia e Cina. La situazione in Medio Oriente rimane critica. Israele ha effettuato un raid decisivo in Yemen, uccidendo il primo ministro del governo Houthi e intensificando le tensioni regionali. Netanyahu ha anche spinto per la cancellazione della missione UNIFIL in Libano, aumentando la fragilità del paese, già alle prese con il dibattito sul disarmo dei campi profughi palestinesi. La Cisgiordania è stata teatro di misure punitive collettive da parte dell’IDF, esacerbando il conflitto israelo-palestinese. Infine, Francia, Germania e Regno Unito hanno intensificato la pressione per un intervento diretto contro l’Iran, motivato dai timori sul programma nucleare, rischiando un’escalation militare di portata globale. La Bosnia-Erzegovina, infine, è scossa dalle spinte separatiste di Milorad Dodik, supportate da alcune forze americane, con il rischio di una divisione del paese e destabilizzazione dei Balcani. In Somalia, la creazione di un nuovo stato federato mira a migliorare la governance e la sicurezza, ma richiede un delicato equilibrio politico e un sostanziale supporto internazionale. La crisi in Sudan, con lo stallo tra governo e milizie RSF, potrebbe favorire una “soluzione alla libica” con il coinvolgimento di attori esterni e rischi di prolungata instabilità.
- Heartland Euro-Asiatico. L’Heartland Euro-Asiatico è stato dominato dalle dinamiche del conflitto russo-ucraino e dalla crescente influenza cinese. Donald Trump ha avvertito che senza un accordo diplomatico, la guerra in Ucraina si trasformerà in un conflitto economico prolungato contro la Russia, con un approccio pragmatico volto a contenere i costi e minimizzare i rischi per gli Stati Uniti. Questa posizione si scontra con le difficoltà dell’Europa dell’Est nel mantenere un supporto unito all’Ucraina, evidenziando segnali di stanchezza o divergenze strategiche. In Ucraina stessa, emerge il rischio di una “frattura controllata” nel potere di Kyiv, con tensioni tra élite militari e politiche, come evidenziato dalle parole del generale Zaluzhnyi che ha suggerito una strategia d’attesa. Le complesse procedure di procurement occidentali, inoltre, rallentano l’efficacia degli aiuti militari, rivelando un “tallone d’Achille” strutturale. Sul fronte russo, il capo di stato maggiore Gerasimov ha fatto il punto sulle operazioni in Ucraina, sottolineando il consolidamento delle posizioni e la volontà di proseguire la pressione militare. La cooperazione militare tra Russia e Cina si intensifica, con sottomarini russi e cinesi che hanno pattugliato insieme il Mare del Giappone, un “incubo strategico” per l’Occidente. In Uzbekistan, la visita del re Abdullah II di Giordania ha rafforzato le relazioni bilaterali, con implicazioni per la sicurezza e lo sviluppo nell’Asia centrale. L’Afghanistan, invece, è sempre più instabile a causa degli attacchi crescenti di Taliban e ISIS-K.
- Teatro operativo Boreale-Artico. Nel Teatro Operativo Boreale-Artico, la competizione strategica è in aumento. La NATO ha condotto la campagna “High North 2025”, esercitazioni nell’Artico dedicate a scenari di guerra e crisi in una regione in rapido cambiamento climatico e geopolitico, con particolare attenzione alla protezione delle rotte marittime e delle risorse naturali in risposta all’aggressività russa. A tal proposito, un sottomarino russo sospettato di operare nelle acque al largo della Norvegia ha scatenato un’intensa attività di ricerca e monitoraggio da parte della NATO. La Russia, dal canto suo, ha presentato il sottomarino Perm, dotato di avanzate tecnologie stealth, che potrebbe “dominare il Circolo Polare Artico”, assicurando la sovranità russa su rotte strategiche e risorse. Un evento curioso ha riguardato l’F-35, concepito per operare in condizioni estreme, che ha subito gravi problemi tecnici durante test in Alaska a causa del freddo intenso, evidenziando limiti da superare per la piena efficacia in ambienti rigidi.
- Teatro operativo Australe-Antartico. Nel Teatro Operativo Australe-Antartico, l’Africa meridionale emerge come punto focale per l’approvvigionamento di minerali critici. Gli Stati Uniti puntano a Kobold Metals per assicurarsi risorse essenziali per batterie e tecnologie verdi nel Congo, in una “partita americana” per contrastare l’influenza di altri attori globali. Nel Latino America, il dispiegamento di navi da guerra USA in Sud America ha suscitato forte preoccupazione in Venezuela, vicino alla Russia e Cuba, inviando un messaggio politico nelle Americhe. A Cuba, un blackout totale ha paralizzato l’economia e il turismo, causando proteste e malcontento.
- Indopacifico. L’Indopacifico è il teatro di una crescente competizione e riposizionamento strategico. La portaerei britannica HMS Prince of Wales ha fatto il suo storico scalo a Tokyo il 28 agosto, guidando un gruppo d’attacco multinazionale e rafforzando le relazioni di difesa tra Regno Unito e Giappone in chiave anti-cinese. L’evento segna un passo avanti nella cooperazione nella difesa aerea con il Global Combat Air Program (GCAP), che include anche l’Italia. La Cina, dal canto suo, sta “provando a imporre un nuovo ordine globale” attraverso iniziative economiche, militari e diplomatiche, consolidando alleanze e istituzioni parallele, come evidenziato dal vertice SCO. Pechino ha anche sviluppato un satellite “doppia canna” in grado di neutralizzare altri satelliti militari USA, rappresentando una minaccia strategica per la Space Force americana. Non solo la Cina, ma anche altri paesi del Mar Cinese Meridionale stanno costruendo isole artificiali per rafforzare le rivendicazioni territoriali, aumentando le tensioni regionali. L’India, con un piano ambizioso da 1.000 miliardi di dollari per sviluppare la propria capacità marittima, si posiziona strategicamente in Indo-Pacifico, cercando di mantenere un equilibrio tra l’alleanza BRICS e il QUAD, formato da Stati Uniti, Giappone e Australia. La Corea del Sud, attraverso il gruppo Hanwha, ha rilanciato un cantiere navale negli USA con un ordine da 5 miliardi di dollari, rafforzando la cooperazione industriale bilaterale. La Thailandia è precipitata in una crisi politica con la destituzione della premier Paetongtarn Shinawatra, accompagnata da scontri militari al confine con la Cambogia, con ripercussioni sulla stabilità del Sud-Est asiatico. In Indonesia, scontri e violenze a Jakarta evidenziano una crescente insoddisfazione popolare.
Conseguenze geopolitiche
Le conseguenze geopolitiche degli eventi della settimana sono molteplici e interconnesse, delineando un mondo sempre più polarizzato. Il rafforzamento dell’asse Russia-Cina, evidenziato dalle esercitazioni sottomarine congiunte nel Mare del Giappone e dal vertice SCO, sfida apertamente l’egemonia occidentale e spinge verso un ordine multipolare. Questo si traduce in una crescente competizione per l’influenza nelle regioni chiave, dall’Artico all’Indo-Pacifico.
La Turchia emerge come attore chiave con una politica estera ambivalente, che la vede mediatrice tra blocchi contrapposti ma anche ambiziosa potenza regionale con capacità militari in crescita. Le tensioni in Medio Oriente, acuite dagli attacchi israeliani in Yemen e dalle pressioni europee sull’Iran, minacciano una più ampia destabilizzazione. La fragilità interna di paesi come l’Ucraina, la Thailandia e la Bosnia-Erzegovina, amplifica i rischi di ingerenze esterne e di frammentazione regionale. L’Africa e l’Asia Centrale diventano terreni di scontro per il controllo di risorse critiche, con gli Stati Uniti che cercano di contrastare l’influenza di altri attori.
Conseguenze strategiche
Sul piano strategico, si osserva una corsa agli armamenti e all’innovazione tecnologica. Il concetto di “Denial Navy” proposto per la sicurezza marittima americana, insieme allo sviluppo di USV come il Saildrone Surveyor, sottolinea la crescente importanza di mezzi autonomi e della guerra costiera per negare all’avversario l’uso degli spazi marittimi. Le esercitazioni navali congiunte tra Cina e Russia, e quelle pianificate tra Royal Navy e US Navy, evidenziano un innalzamento del livello di preparazione e deterrenza. L’investimento indiano da 1.000 miliardi di dollari nel settore marittimo, l’ordine sudcoreano per il cantiere navale USA e la modernizzazione della flotta turca con i sottomarini Type 214 Reis, mostrano una corsa alla superiorità navale.
Nel dominio aereo, l’integrazione della realtà aumentata nell’addestramento dei piloti F-16 USA e i problemi dell’F-35 in Alaska evidenziano la necessità di adattare le tecnologie a scenari operativi estremi. L’Intelligenza Artificiale (IA) sta rivoluzionando la difesa globale, dalla cybersecurity ai droni autonomi, spingendo le scuole militari a diventare laboratori di IA per mantenere un vantaggio competitivo.
Conseguenze economiche, finanziarie ed energetiche
Le conseguenze economiche, finanziarie ed energetiche sono profondamente influenzate dalle dinamiche geopolitiche. L’avvertimento di Trump di una “guerra economica” contro la Russia in assenza di un accordo sull’Ucraina evidenzia la crescente interconnessione tra conflitto militare e strategie economiche. La ripresa della cooperazione petrolifera tra Exxon e Rosneft, nonostante le tensioni, dimostra come gli interessi economici possano talvolta superare le crisi geopolitiche, con implicazioni per la sicurezza energetica mondiale. I dazi di Trump, criticati per non aver rafforzato l’industria energetica pulita USA, sottolineano la complessità delle politiche commerciali in un contesto di transizione energetica. La corsa ai minerali critici in Africa, con gli Stati Uniti che puntano al Congo, evidenzia la dipendenza delle economie globali da risorse strategiche e la competizione per il loro controllo. Il sabotaggio del Nord Stream, con i dubbi sul ruolo di USA e Norvegia, riapre il dibattito sulla guerra energetica come estensione del conflitto geopolitico.
Conseguenze marittime
Le conseguenze marittime riflettono una crescente militarizzazione e competizione negli oceani. Le operazioni congiunte di sottomarini russi e cinesi nel Mare del Giappone rappresentano una sfida diretta alle potenze occidentali, aumentando la pressione sulle vie marittime critiche. La nuova strategia marittima della NATO enfatizza l’interoperabilità, le tecnologie avanzate e la protezione delle rotte commerciali vitali.
L’India, con il suo piano da 1.000 miliardi di dollari, mira a rafforzare la sua posizione strategica nell’Indo-Pacifico, mentre la visita della HMS Prince of Wales a Tokyo segna una maggiore presenza britannica nella regione. Il sottomarino russo Perm nel Circolo Polare Artico e la ricerca della NATO di un sottomarino russo al largo della Norvegia dimostrano l’intensificarsi della rivalità nelle regioni artiche.
La “Denial Navy” americana e lo sviluppo di USV come il Saildrone Surveyor indicano una trasformazione delle capacità navali verso sistemi autonomi e di negazione dell’accesso. La sicurezza dei fondali marini emerge come un nuovo ambito critico per la protezione delle infrastrutture energetiche e commerciali.
Conseguenze per l’Italia
Per l’Italia, gli eventi della settimana presentano diverse implicazioni. La partecipazione al Global Combat Air Program (GCAP) con Regno Unito e Giappone per lo sviluppo di un caccia di sesta generazione sottolinea l’impegno dell’Italia nella cooperazione internazionale per la difesa e la sicurezza, in particolare nell’Indo-Pacifico. Il raggiungimento del 2,01% del PIL per le spese militari, come evidenziato dal rapporto NATO, conferma la sua integrazione nello sforzo collettivo dell’Alleanza. L’Italia, con le sue competenze industriali e tecnologiche, si sta inoltre posizionando come attore chiave nella sicurezza dei fondali marini, un settore strategico per la tutela delle infrastrutture energetiche e commerciali. Tuttavia, le tensioni nel Mediterraneo Allargato, la crisi migratoria e l’irrigidimento delle posizioni europee in merito, così come le pressioni per un intervento in Iran, toccano direttamente gli interessi nazionali italiani, richiedendo un’attenta valutazione delle conseguenze e un impegno diplomatico per la stabilità regionale. L’incertezza sul futuro del conflitto in Ucraina e la “trappola del procurement” occidentale pongono sfide anche per il supporto militare italiano a Kiev.
Conclusioni
La settimana si è chiusa con un quadro globale in profonda e rapida evoluzione, caratterizzato da una crescente multipolarità e da una complessa rete di interdipendenze e conflitti. Il vertice SCO a Tianjin simboleggia in maniera emblematica il consolidamento di un blocco alternativo all’egemonia occidentale, guidato da Cina e Russia, che cerca di ridefinire le regole dell’ordine internazionale. Le tensioni nel Mediterraneo Allargato, l’intensificarsi della competizione nell’Artico e nell’Indo-Pacifico, e le fragilità interne di diversi paesi, suggeriscono un futuro di accresciuta instabilità e imprevedibilità.
Per affrontare questi scenari, è imperativo che gli attori occidentali, inclusa l’Italia, adottino strategie flessibili e coordinate. Il rafforzamento delle capacità di deterrenza, sia convenzionali che tecnologiche (IA, USV, cyber-difesa), è essenziale, così come la diversificazione delle alleanze e la promozione di soluzioni diplomatiche pragmatiche, come suggerito da Trump per l’Ucraina. La resilienza delle infrastrutture critiche e la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime diventano elementi centrali della sicurezza nazionale e della strategia economica. È fondamentale superare le inefficienze burocratiche nel procurement militare e rafforzare la coesione interna ed esterna tra gli alleati.
Tra i temi analizzati, la situazione in Ucraina e la sua possibile risoluzione diplomatica, la competizione per i minerali critici in Africa, le dinamiche di riarmo navale nell’Indo-Pacifico e le crescenti tensioni nel Mediterraneo Allargato (in particolare con l’Iran) sono quelle che hanno maggiori possibilità di ulteriori sviluppi e novità nei giorni e nelle settimane a venire. La “guerra silenziosa” della Russia contro le infrastrutture europee, l’evoluzione della crisi politica in Thailandia e le spinte separatiste in Bosnia-Erzegovina richiederanno anch’esse un monitoraggio costante. La rapidità dell’innovazione tecnologica in ambito militare, in particolare l’IA e i sistemi autonomi, continuerà a trasformare il panorama della difesa globale, rendendo necessaria una continua ricalibrazione delle strategie e delle regolamentazioni internazionali.
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