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03-07-25 Dal mondo

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03-07-25 Dal mondo

Una tregua per Gaza?

L’Iran chiude le porte all’AIEA: stop alle ispezioni ai siti nucleari

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Le rivalità sommerse in Nordafrica

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Fincantieri espande il proprio network di innovazione in Corea del Sud

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L’evento di maggiore impatto strategico del 2 luglio è la doppia morsa sull’Ucraina. Da un lato, la Russia ha sferrato il più grande attacco aereo coordinato dall’inizio del conflitto, con oltre 500 droni e missili lanciati contro le città ucraine, mirando a saturare le difese aeree. Dall’altro, e in modo quasi simultaneo, il Pentagono ha annunciato la sospensione delle forniture di missili Patriot e altre munizioni di precisione a Kiev. Questa decisione, motivata dalla necessità di preservare le scorte strategiche statunitensi, priva l’Ucraina degli strumenti essenziali per difendersi proprio nel momento di massima pressione russa. Questa convergenza di eventi segna un potenziale punto di svolta nel conflitto, indebolendo drasticamente la capacità di resistenza ucraina e rafforzando la posizione negoziale e militare di Mosca.

Geo-strategia e conflittualità
Il panorama della conflittualità globale appare in netta escalation. In Medio Oriente, la tensione tra Stati Uniti e Iran ha raggiunto un picco. Dopo gli attacchi americani e israeliani contro i siti nucleari iraniani, si è aperta una frattura tra le dichiarazioni di Trump sulla “distruzione totale” delle capacità atomiche di Teheran e i rapporti dell’intelligence (DIA, CIA) che descrivono danni limitati. In risposta, l’Iran ha intrapreso due mosse altamente destabilizzanti: ha sospeso le ispezioni dell’AIEA, chiudendo di fatto le porte al monitoraggio internazionale, e ha imbarcato mine navali su propri mezzi navali, minacciando la chiusura dello Stretto di Hormuz. Questo scenario è aggravato dal “ghosting” diplomatico di Russia e Cina, che hanno evitato di sostenere pubblicamente l’alleato iraniano.
Altri focolai di crisi persistono: in Siria, l’attentato dell’ISIS in una chiesa di Damasco riaccende le tensioni settarie; nello Yemen, dove il cessate il fuoco mediato dagli USA rimane fragile; nel Caucaso, le tensioni tra Russia e Azerbaigian si acuiscono. Sul fronte tecnologico-militare, la Cina ha rivelato un microdrone “zanzara” utilizzabile a fini spionistici, segnalando un avanzamento nella guerra asimmetrica.

Geo-economia, industria, mercati e marittimità
La competizione economica tra USA e Cina continua a dominare la scena. Pechino appare in vantaggio nella “guerra economica” grazie a strategie di lungo periodo, al controllo delle catene del valore e all’espansione della sua influenza su porti globali strategici. Washington si prepara a una nuova ondata di protezionismo, con la scadenza del 9 luglio per i dazi di Trump che minaccia di innescare una nuova guerra commerciale con Cina, Europa e Canada. Le vulnerabilità strutturali statunitensi, come la dipendenza estera per i trasformatori elettrici, emergono come un problema di sicurezza nazionale.
Nel settore energetico e logistico si registrano importanti sviluppi:
• Rotta Artica. Un gas carrier russo ha consegnato LNG in Asia in soli 10 giorni, confermando la crescente importanza strategica del passaggio a nord-est per Mosca, che elude così le pressioni occidentali.
• Mar Baltico. La Germania ha implementato nuove norme assicurative per contrastare la “flotta ombra” russa.
• Mar Rosso. L’Arabia Saudita ha lanciato un nuovo corridoio logistico Jeddah-Al-Khomra per consolidare il proprio ruolo di hub globale.
L’industria della difesa vede un riassetto significativo. Il gruppo turco Baykar ha finalizzato l’acquisizione di Piaggio Aerospace, mentre Fincantieri espande il suo network di innovazione in Corea del Sud, confermando l’importanza dell’asse tecnologico-militare euro-asiatico.

Geopolitica e relazioni internazionali
Le relazioni internazionali sono segnate dalla ricerca di nuovi allineamenti e da una crescente frammentazione. L’Arabia Saudita sta attuando una proiezione di potenza senza precedenti in Africa, con 25 miliardi di dollari di investimenti e l’apertura di 40 nuove ambasciate. Emerge un inedito “triangolo geopolitico” tra Turchia, India e America Latina, che mira a offrire un’alternativa all’asse sino-americano.
A livello istituzionale, si registrano profonde crisi: il Parlamento UE si appresta a votare una mozione di sfiducia contro Ursula von der Leyen, mentre l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) invoca un intervento internazionale urgente ad Haiti per evitare il collasso totale dello Stato. Infine, la spaccatura interna agli USA tra Trump e le proprie agenzie di intelligence sull’Iran erode la credibilità e la coerenza della politica estera americana.

Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Questo teatro è il più incandescente. La crisi iraniana (nucleare, Hormuz) e la guerra in Ucraina (pressione russa, stop armi USA) sono i due epicentri. Le rivalità sommerse in Nordafrica e la fragilità in Siria e Yemen creano un arco di instabilità. La Turchia (con Baykar) e la Grecia (con esercitazioni navali) mostrano un crescente attivismo militare. L’Arabia Saudita espande la sua influenza verso l’Africa e il Mar Rosso. Il potenziale ingresso dell’Azerbaigian negli Accordi di Abramo potrebbe ridisegnare gli equilibri nel Caucaso, marginalizzando ulteriormente l’Iran.
• Heartland euro-asiatico. La convergenza strategica tra Russia e Iran, evidente nell’uso di droni in Ucraina, si scontra con il pragmatismo di Cina e Russia, che hanno preso le distanze da Teheran durante la crisi con gli USA. La Cina continua la sua penetrazione economica e tecnologica, mentre la questione della successione del Dalai Lama si profila come un futuro fronte di scontro con l’Occidente. Le tensioni tra Russia e Azerbaigian complicano ulteriormente il quadro nel fianco meridionale della Russia.
• Teatro operativo Boreale-Artico. La rotta artica si conferma un asset strategico fondamentale per la Russia per aggirare le sanzioni e proiettare la propria influenza energetica verso l’Asia. La mossa tedesca contro la “flotta ombra” nel Mar Baltico dimostra che questo mare è diventato un fronte chiave della competizione economica e di sicurezza tra NATO e Russia.
• Teatro operativo Australe-Antartico. Quest’area sta diventando un terreno di competizione per le potenze medie. L’attivismo di Turchia e India in America Latina segnala l’emergere di nuovi attori che sfidano le egemonie tradizionali. Il Brasile e il Messico cercano un rafforzamento dei legami commerciali per creare un blocco economico regionale più forte. In Africa, la crescita del settore del Business Process Outsourcing (con il Kenya in testa) e gli investimenti sauditi indicano nuove dinamiche di sviluppo economico e di influenza esterna.
• Indopacifico. La competizione tra Cina e il QUAD (USA, India, Giappone, Australia) rimane l’asse portante della geopolitica regionale. Gli USA rispondono all’espansionismo navale cinese con un piano di potenziamento della flotta (19 nuove navi) e operazioni di controspionaggio (arresti di agenti cinesi). La Corea del Sud si trova a un bivio, costretta a ripensare la sua politica estera tra Washington e Pechino. Le partnership industriali, come quella tra Turchia e Indonesia per le fregate, e quella tra Fincantieri e la Corea del Sud, testimoniano la crescente integrazione delle filiere della difesa a livello globale.

Conclusioni e possibili sviluppi
La sintesi del 2 luglio 2025 delinea un mondo sull’orlo di molteplici escalation. I temi che con maggiore probabilità vedranno sviluppi imminenti sono:

  1. Guerra in Ucraina. La sospensione degli aiuti americani è un fattore potenzialmente decisivo. Nei prossimi giorni si dovrà monitorare la reazione degli alleati europei (se e come compenseranno il vuoto lasciato da Washington) e l’impatto sul campo, con il rischio di un rapido deterioramento delle linee difensive ucraine.
  2. Crisi Iraniana. La doppia mossa di Teheran (stop AIEA e mine a Hormuz) è un invito all’escalation. I prossimi giorni saranno cruciali per capire se si tratta di una postura negoziale o del preludio a un’azione militare diretta nello Stretto di Hormuz. La reazione di USA e Israele sarà determinante.
  3. Guerra Commerciale USA-Cina. La scadenza del 9 luglio per i dazi di Trump è un evento certo. I mercati si preparano all’impatto. Sarà fondamentale osservare la portata della ritorsione cinese e gli effetti a catena sulle filiere globali e sull’inflazione.
  4. Tregua a Gaza. L’annuncio di una tregua da parte del presidente Trump non è stato confermato dalle parti. La visita di Netanyahu a Washington della prossima settimana sarà il vero banco di prova per verificare se esiste una reale possibilità di accordo o se si è trattato di una mossa politica dell’amministrazione americana.

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