14-08-25 Dal mondo
14 Agosto 2025 2025-08-14 7:4014-08-25 Dal mondo
Geopolitica
—I russi sfondano il fronte ucraino a nord est di Pokrovsk
—Il Russiagate e lo scandalo della fuga di notizie per colpire Trump
–🇬🇧Why the Trump-Putin Summit Won’t Bring a Ukraine Deal
–🇬🇧Remembering the Kursk Disaster, 25 Years Later
–🇬🇧Israel’s Strategy of Denial
–🇬🇧Israel’s Emerging Occupation Consensus
–🇬🇧Criticizing Israel? This definition of antisemitism will take care of that
–🇬🇧5 Most Powerful Empires in History
Geoeconomia
—Il Financial Times intona il De Profundis per l’Unione Europea, “vassalla felice” degli USA
—‘Biglietti d’ingresso’ e incassi per il tesoro: ecco come stanno andando i dazi di Trump
—Turchia e UE ai ferri corti per il gas russo
—L’India riunisce gli inviati speciali di Imec. La presenza di Talò e il ruolo di New Delhi
Difesa
–🇬🇧Why Russia’s Most Famous Arms Manufacturer Is Now Making Fiber-Optic Drones
–🇬🇧Why the West Just Sent Three Aircraft Carriers to the Indo-Pacific
–🇬🇧UK CSG arrives in Japan after major exercise with allies in Philippine Sea
–🇬🇧Navy Denies China Chased off U.S. Warship from Scarborough Shoal
–🇬🇧Report to Congress on Hypersonic Weapons
Scenari Geopolitici
La giornata del 13 agosto 2025 è stata ancora dominata dalle aspettative possibili dal vertice trilaterale in Alaska tra il Presidente USA Donald Trump e il Presidente russo Vladimir Putin, un evento che ha catalizzato le tensioni e le speranze della diplomazia internazionale.
Mentre Trump e qualche leader europeo spingono per un accordo di pace negoziato, le aspettative sono minate da profonde divergenze. Trump ha avvertito Putin di “gravi conseguenze” in caso di ostruzionismo, ipotizzando nuove sanzioni.
Zelensky continua a esprimere scetticismo, temendo che l’incontro possa favorire la Russia e compromettere l’integrità territoriale dell’Ucraina. La stessa opinione pubblica ucraina mostra un cambiamento, con il 69% ora favorevole a una soluzione negoziata, segno di una crescente stanchezza per il conflitto.
Il summit si svolgerà in un clima di forte pressione, con la Russia che ha intensificato le operazioni militari nel Donbass proprio a ridosso dell’incontro, un chiaro messaggio strategico inviato all’Occidente.
Geo-strategia e conflittualità
La conflittualità globale rimane elevata su più fronti.
• Nell’Indo-Pacifico, la tensione tra Stati Uniti e Cina è palpabile. La Marina statunitense ha condotto un’operazione protesa alla salvaguardia della libertà di navigazione (FONOP) con il cacciatorpediniere USS Higgins presso lo Scarborough Shoal, negando le affermazioni cinesi di aver allontanato la nave. A rafforzare la deterrenza, bombardieri strategici B-52 sono stati dispiegati a Guam. La Cina, dal canto suo, starebbe sviluppando capacità per neutralizzare la rete di sensori sottomarini americani, cruciale per la sorveglianza strategica USA. In risposta alla crescente assertività di Pechino, Taiwan sta sviluppando droni navali d’attacco ispirati all’esperienza ucraina.
• In Europa, la postura della NATO si è rafforzata con l’intercettazione di due caccia russi da parte di F-35 italiani entrati nello spazio aereo dell’Alleanza. Parallelamente, la Polonia ha annunciato un significativo programma di riarmo. Sul campo ucraino, le forze russe hanno sfondato il fronte a nord-est di Pokrovsk, nel Donbass, consolidando la propria posizione prima dei negoziati in Alaska. Il presidente Zelensky ha tuttavia ribadito che la cessione del Donbass rappresenta una “linea rossa” invalicabile per Kiev.
• Nel Vicino Oriente, la “strategia di negazione” di Israele, basata su azioni preventive per neutralizzare le minacce, continua a guidare le sue politiche di sicurezza. Il Primo Ministro Netanyahu ha presentato un piano per assumere il controllo di sicurezza della Striscia di Gaza per smilitarizzarla, senza però un’occupazione diretta, una mossa che ha suscitato preoccupazioni internazionali.
• Sul fronte tecnologico-militare, gli Stati Uniti proseguono lo sviluppo di armi ipersoniche, anche se il dibattito sulla loro reale utilità rimane aperto. Nel contempo, la Russia sta impiegando con successo droni controllati tramite fibra ottica, resistenti alle contromisure elettroniche.
Geo-economia, industria, mercati e marittimità
• La geo-economia globale è dominata dalla politica commerciale aggressiva dell’amministrazione Trump, incentrata sui dazi. È stato raggiunto un fragile accordo con l’Unione Europea, descritto da alcuni come una “resa” di Bruxelles, che ha firmato un’intesa con tariffe considerate svantaggiose. La strategia, orchestrata dal finanziere Howard Lutnick, mira a riaffermare il primato americano, ma è criticata in quanto illusoria e potenzialmente dannosa per gli stessi cittadini e imprese USA, che potrebbero dover sostenere i costi maggiori. Questa politica protezionista sta erodendo la fiducia nel dollaro, il cui valore è in calo anche per le attese di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve.
• Le reazioni internazionali sono state diverse: l’India ha respinto le pressioni sui dazi, interpretandole come un tentativo di indebolire i BRICS, mentre in Francia cresce l’euroscetticismo in risposta alle tensioni commerciali. Anche i paesi dell’ASEAN sono nel mirino di Trump, ma le loro reazioni appaiono frammentate. Le compagnie di navigazione cinesi COSCO e OOCL stanno già ridisegnando le rotte per aggirare le nuove tasse portuali statunitensi.
• Sul fronte tecnologico, la competizione USA-Cina si fa sempre più accesa. Pechino sta vincendo la “guerra fredda del calcolo” integrando l’IA nelle sue capacità cibernetiche e puntando all’autosufficienza nei chip. In risposta, gli USA stanno inserendo dispositivi di tracciamento nelle spedizioni di chip avanzati per l’IA dirette in Cina, per prevenirne l’uso non autorizzato.
• Nel settore energetico, gli Stati Uniti perseguono il “dominio energetico” per rafforzare la propria sicurezza e influenza globale. Intanto, la Turchia mantiene il suo ruolo strategico di “porta europea” per il gas russo, aggirando di fatto le sanzioni UE. Un importante accordo da 3,5 miliardi di dollari per la fornitura di gas è stato firmato tra Egitto e Israele, rafforzando la cooperazione regionale.
• Infine, un significativo sviluppo industriale è l’investimento da 550 milioni di dollari della sudcoreana HD Hyundai per la riapertura di un grande cantiere navale nelle Filippine, che sarà operativo da gennaio 2026.
Geopolitica e relazioni internazionali
• La decisione di tenere un vertice in Alaska tra USA e Russia ha messo in luce la debolezza e la marginalità dell’Europa, descritta come un “coniglio” sulla scena internazionale e una “vassalla felice” degli Stati Uniti, incapace di una vera autonomia strategica. Le relazioni transatlantiche sono tese a causa dei dazi e degli approcci divergenti verso la Russia.
• Nel Vicino Oriente, la caduta del regime di Assad in Siria apre una finestra per una maggiore stabilità, indebolendo l’influenza dell’Iran e spingendo la Russia a ricalibrare la sua strategia per mantenere il proprio ruolo di attore chiave. Gli Stati Uniti stanno consolidando le proprie alleanze, fornendo all’Egitto sistemi di difesa aerea NASAMS per contenere l’Iran e l’influenza cinese, e siglando un’intesa strategica con il Pakistan su petrolio e tariffe, in una mossa che sfida Cina, Iran e India.
• In Africa, la mediazione statunitense tra Ruanda e Repubblica Democratica del Congo mira a risolvere le ostilità nella regione dei Grandi Laghi. Persiste inoltre un forte divario generazionale tra una popolazione molto giovane e leader politici anziani, fonte di tensioni sociali.
• Sul fronte dei diritti umani, si levano appelli affinché gli USA diano priorità alla liberazione dei prigionieri politici in Cina. In Turchia, l’arresto del sindaco di Istanbul, Ekrem Imamoglu, principale oppositore di Erdogan, è visto come un grave colpo alla democrazia. In Italia, si è concretizzato un importante gesto umanitario con l’arrivo di 31 bambini palestinesi feriti da Gaza per essere curati negli ospedali del paese.
Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Questo teatro è un crogiolo di crisi e riconfigurazioni. La crisi umanitaria a Gaza vede l’Italia in prima linea con aiuti sanitari, mentre Israele propone un nuovo piano di controllo post-bellico. La tensione tra NATO e Russia si manifesta con intercettazioni aeree italiane. L’Egitto si rafforza militarmente con sistemi USA per contenere l’Iran e la Cina e stringe un accordo energetico strategico con Israele. La Turchia gioca una partita ambivalente, fungendo da hub per il gas russo e affrontando una crisi democratica interna con l’arresto di Imamoglu. La caduta di Assad in Siria ridisegna gli equilibri, offrendo opportunità per la stabilità ma costringendo la Russia a una nuova strategia regionale. L’intesa USA-Pakistan mira a contenere l’asse Cina-Iran. L’India cerca di consolidare la sua influenza convocando una riunione dell’IMEC.
• Heartland euro-asiatico. Il fulcro è il conflitto ucraino, con l’avanzata russa nel Donbass che funge da leva strategica per i negoziati in Alaska. La Russia dimostra innovazione bellica con droni a fibra ottica. La Cina prosegue la sua ascesa, potenziando le capacità di guerra cibernetica con l’IA e puntando a colpire le infrastrutture sottomarine USA. La relazione tra India e Cina rimane un puzzle complesso, attentamente monitorato dal Cremlino per i suoi equilibri strategici.
• Teatro operativo Boreale-Artico. L’Alaska è diventata il palcoscenico simbolico del confronto tra grandi potenze, ospitando l’importante vertice USA-Russia. La deterrenza strategica americana è stata riaffermata con il dispiegamento di B-52 a Guam, con un occhio rivolto comunque verso nord. La sicurezza del fianco nord della NATO rimane una priorità, come dimostrato dall’intercettazione dei caccia russi.
• Teatro operativo Australe-Antartico. Le dinamiche principali in questa vasta area includono la mediazione statunitense per la pace tra Congo e Ruanda e la persistente instabilità politica e sociale in Africa. In America Latina, si osserva la serrata competizione elettorale in Bolivia e la cooperazione tra Messico e USA contro il narcotraffico.
• Indopacifico. Questo è il teatro della competizione più accesa. Le operazioni di libertà di navigazione USA nello Scarborough Shoal e l’arrivo del Carrier Strike Group britannico in Giappone, insieme a esercitazioni congiunte, segnalano una forte presenza occidentale per contrastare le rivendicazioni cinesi. La risposta di Pechino è strategica: minacciare le reti di sorveglianza sottomarina USA. Taiwan rafforza la sua difesa asimmetrica con droni navali. La deterrenza strategica americana è stata riaffermata con il dispiegamento di B-52 a Guam in funzione anti-cinese. La regione è anche al centro di dinamiche geoeconomiche, con le pressioni tariffarie di Trump sull’ASEAN e lo sviluppo di nuove infrastrutture industriali come il cantiere navale di HD Hyundai nelle Filippine.
Conclusioni e possibili sviluppi
La giornata del 13 agosto 2025 delinea un quadro globale di intensa competizione strategica e frammentazione. La diplomazia fatica a tenere il passo con le dinamiche militari, come dimostra il vertice in Alaska, che si svolge sotto la pressione dell’avanzata russa in Ucraina. La geo-economia è sempre più utilizzata come arma, con i dazi americani che ridisegnano le catene del valore globali e la tecnologia (IA, chip, cyber) che emerge come il campo di battaglia decisivo per la supremazia futura.
Possibili sviluppi nei prossimi giorni:
• Esiti del Summit in Alaska. Le conseguenze immediate del vertice saranno cruciali. Un fallimento potrebbe portare a un’escalation sia militare in Ucraina sia sanzionatoria da parte degli USA. Un eventuale accordo, per quanto improbabile, ridisegnerebbe gli equilibri europei.
• Situazione nel Donbass. L’avanzata russa a Pokrovsk potrebbe consolidarsi o incontrare una controffensiva ucraina. L’evoluzione del fronte influenzerà direttamente qualsiasi negoziato.
• Piano per Gaza. La reazione internazionale e palestinese al piano di Netanyahu determinerà se si andrà verso un’ulteriore escalation o se si aprirà un nuovo, seppur fragile, capitolo di gestione del conflitto.
• Guerra commerciale. Le reazioni di UE, Cina e altri attori all’accordo sui dazi USA-UE e alle continue pressioni di Trump potrebbero innescare nuove ritorsioni e un’ulteriore instabilità dei mercati.
• Tensioni nell’Indo-Pacifico. È probabile attendersi una risposta cinese, diplomatica o militare, alle operazioni navali di USA e Regno Unito e alle restrizioni tecnologiche americane.
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