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18-09-25 Dal mondo

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18-09-25 Dal mondo

Il dilemma della sicurezza europea nella tenaglia russo-americana

Droni russi sulla Polonia: dall’allarme rosso all’ennesima farsa di guerra

Zapad: i russi si addestrano con gli alleati alle porte della NATO

Il mondo arabo e islamico si ritrova in Qatar per organizzare la resistenza a Israele

Accusa di genocidio a Israele: il rapporto ONU che cambia la partita internazionale

UE, sanzioni a Israele: too little too late?

Cosa c’è dietro il nuovo “j’accuse” di Draghi a una Commissione impantanata

L’ombra di Israele sull’omicidio Kirk

Venezuela. Gli Stati Uniti alzano il livello dello scontro

–🇬🇧Russia Is Shrewdly Playing the Long Game in Africa

–🇬🇧Iran’s Perilous Path Back to Power

–🇬🇧More Nuclear Energy, More Maritime Security​

–🇬🇧Why Central Asia Focuses so Much on Railways

–🇬🇧America Lost India. Without a Trade Deal, It May Lose Its Next War Too

La spinta dell’Europa per costruire una difesa comune efficace

La Turchia sempre più potenza nel settore della difesa

Collisione tra navi cinesi e filippine nello Scarborough Shoal

–🇬🇧UNITAS 2025 Kicks off at Naval Station Mayport

–🇬🇧U.S., Australia Naval Forces Conduct Bilateral Training in the South China Sea

–🇬🇧Report to Congress on Special Operations Forces

–🇬🇧Beijing Wants You to Believe It’s Building Flying Aircraft Carriers

–🇬🇧Is China’s Newest Aircraft Carrier About to Enter Service?

–🇬🇧Japan Destroyer Chokai will be Tomahawk Missile-capable by March, Official says

–🇬🇧Greece Commits to 4th FDI Frigate Procurement

Il 17 settembre 2025 è stato un giorno di intensa attività geopolitica, con eventi significativi che hanno modellato gli scenari globali. Dalle tensioni nel Mar Cinese Meridionale alle decisioni economiche negli Stati Uniti, passando per le dinamiche politiche in Brasile e nel Medio Oriente, il panorama internazionale si è mostrato complesso e interconnesso, delineando un futuro incerto ma ricco di possibili sviluppi.

Evento clou
L’evento clou della giornata è stata senza dubbio la condanna dell’ex presidente brasiliano Jair Bolsonaro a 27 anni di carcere per cospirazione contro la democrazia e complotto per assassinare rivali. Questa sentenza storica, pur non risolvendo le profonde divisioni politiche del Brasile, ha riaffermato lo stato di diritto e ha rafforzato la posizione del presidente Lula. La reazione del suo alleato Donald Trump, che ha definito il processo una “caccia alle streghe” e ha imposto sanzioni al Brasile, ha ulteriormente evidenziato la polarizzazione politica globale, ma ha anche inaspettatamente aumentato la popolarità di Lula. La figura di Bolsonaro, sebbene incarcerata, rimane centrale per l’opposizione, che lo vede come un “kingmaker” per le elezioni del 2026, con l’obiettivo di eleggere un successore che possa garantirgli un indulto presidenziale, anche se la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali tali atti per crimini contro la democrazia.

Sintesi dei fatti avvenuti il 17 settembre

  • Mediterraneo Allargato. La Grecia ha rafforzato la sua marina con l’acquisizione di una quarta fregata FDI, un chiaro segnale di risposta alle crescenti preoccupazioni di sicurezza nell’area orientale. L’Europa, intanto, si interroga sull’efficacia delle sanzioni imposte a Israele, considerate da molti “troppo poco e troppo tardi” per influenzare il conflitto a Gaza. Proprio il conflitto israelo-palestinese ha visto l’avvio dell’invasione di Gaza da parte delle forze israeliane, in una data simbolica che ha riacceso il dibattito internazionale e le accuse di genocidio da parte di un rapporto ONU. In questo contesto, il Qatar è diventato un epicentro di coordinamento per vari stati e gruppi arabi e islamici che mirano a organizzare una “resistenza” contro Israele, evidenziando la complessità del conflitto e il ruolo di Doha come mediatore e facilitatore di alleanze anti-israeliane. La Spagna, pur mantenendo legami strategici con Tel Aviv, ha mostrato una crescente sensibilità verso i diritti palestinesi, cercando un equilibrio diplomatico. Preoccupazione per l’Italia è l’allarme dei servizi di intelligence riguardo a un piano per espellere membri di Hamas in Tunisia, con il rischio di formazione di una rete terroristica in Europa. L’Iran, nel frattempo, cerca di rafforzare la sua posizione geopolitica stringendo legami strategici con la Cina, sfruttando accordi di cooperazione e investimenti non-occidentali, un percorso che presenta rischi di dipendenza economica e politica e che l’Europa teme possa condurre a nuove guerre se le eventuali ulteriori sanzioni saranno percepite come un allineamento eccessivo con Israele da parte occidentale. L’omicidio di Kirk, con i suoi messaggi ambigui e le accuse contro Israele, ha gettato ulteriori ombre sulle dinamiche di sicurezza e diritti umani nella regione. La Turchia, infine, continua a emergere come una potenza significativa nel settore della difesa, con un’industria in forte crescita che produce droni, missili e veicoli blindati, rafforzando la sua influenza geopolitica nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.
  • Heartland Euro-Asiatico. Nell’Heartland Euro-Asiatico, la Russia ha tenuto esercitazioni militari congiunte “Zapad-2025” con la Bielorussia e altri alleati come Iran, India, Bangladesh, Burkina Faso, Congo e Mali. Queste manovre, che hanno incluso la simulazione dell’uso di armi nucleari tattiche e missili balistici ipersonici “Oreshnik”, sono state interpretate come una chiara esibizione di forza alle porte della NATO. Il Ministero della Difesa britannico ha rivelato che la strategia russa in Ucraina si è focalizzata su guadagni territoriali limitati e consolidamento delle posizioni, trasformando il conflitto in una guerra di attrito in attesa che siano prese decisioni di natura politica. Il rallentamento dell’avanzata russa è attribuito a problemi logistici, alla robusta resistenza ucraina e alla necessità di ristrutturare la strategia militare. L’Ucraina, d’altra parte, ha dimostrato una crescente capacità di guerra asimmetrica, conducendo attacchi innovativi con droni FPV contro basi militari russe a migliaia di chilometri dal confine, causando danni significativi. La Cina ha vietato l’acquisto dei chip AI RTX Pro 6000D di Nvidia, un segnale della sua crescente fiducia nei produttori domestici e una mossa strategica in vista di colloqui con gli Stati Uniti. Pechino, inoltre, sta esplorando l’idea di costruire velivoli ipersonici che possano operare anche nello spazio (Progetto Nantianmen) un concetto più teorico che operativo ma che riflette la sua spinta verso l’innovazione tecnologica per la proiezione di potenza. La Fujian, la terza portaerei cinese, dotata di catapulte elettromagnetiche EMALS, è prossima all’entrata in servizio, rafforzando ulteriormente le capacità navali cinesi nell’Indo-Pacifico. In Asia Centrale, l’importanza delle ferrovie è stata ribadita da ingenti investimenti volti a superare le limitazioni geografiche e a facilitare il commercio transnazionale, integrando la regione nelle rotte economiche globali, anche nell’ambito della Belt and Road Initiative cinese. Il Belucistan, al confine tra Pakistan, Iran e Afghanistan, sta emergendo come la nuova capitale mondiale dell’oppio, con crescenti rischi per la sicurezza e la stabilità internazionale.
  • Teatro Operativo Boreale-Artico. Nel Teatro Operativo Boreale-Artico, la Svezia ha annunciato l’intenzione di aumentare le spese militari al 2,8% del PIL nel 2026, in risposta all’instabilità europea e al suo recente ingresso nella NATO. Questa decisione riflette una strategia di rafforzamento delle capacità difensive e di deterrenza, in particolare contro possibili rischi di aggressione. Il Giappone ha inviato per la prima volta otto velivoli, inclusi quattro caccia F-15, in basi NATO in Nord America ed Europa, rafforzando i legami militari e la cooperazione strategica con l’alleanza atlantica nell’operazione “Atlantic Eagles”. Questo dispiegamento sottolinea l’impatto strategico della presenza giapponese al di fuori della regione Indo-Pacifico e la risposta comune alle minacce globali. La Polonia ha vissuto un momento di imbarazzo quando è stato confermato che il missile (e non un drone) che aveva causato danni a una abitazione al confine orientale era polacco e non russo, sollevando dubbi sulla gestione delle informazioni in un contesto di tensioni. La Russia, intanto, ha fatto progressi significativi nella creazione di una propria costellazione satellitare “Sfera”, simile a Starlink, per garantire copertura internet globale e indipendenza dalle reti occidentali, un passo importante nell’autonomia tecnologica russa. Le esportazioni di petrolio russo hanno perso slancio dopo che le rotte nel Mar Baltico sono state colpite da azioni di interdizione e sanzioni, costringendo Mosca a cercare rotte alternative.
  • Teatro Operativo Australe-Antartico. Nel Teatro Operativo Australe-Antartico, la condanna di Jair Bolsonaro in Brasile ha dominato la scena. Il Brasile rimane profondamente polarizzato, con il 51% che approva la condanna e il 43% che la considera persecuzione politica. Donald Trump ha imposto sanzioni al Brasile in solidarietà con Bolsonaro, ma questo ha inaspettatamente rafforzato la popolarità di Lula. La Russia sta consolidando la propria influenza in Africa attraverso una strategia multilivello che combina supporto militare (tramite il gruppo paramilitare Africa Corps, ex Wagner), alleanze politiche e accesso alle risorse naturali. Mosca propone anche collaborazioni tecnologiche ed energetiche, come la costruzione di centrali nucleari off-grid tramite Rosatom, sfidando la presenza occidentale e costruendo un modello di influenza duraturo. Il Sudafrica, intanto, ha ottenuto un prestito dall’African Development Bank (AfDB) per finanziare riforme volte a migliorare l’efficienza energetica, la logistica e lo sviluppo sostenibile, con un focus sulla green economy. L’orientamento ideologico e spesso anti-occidentale della politica estera sudafricana, tuttavia, ha comportato costi significativi in termini di relazioni diplomatiche e investimenti. Javier Milei in Argentina ha presentato una proposta di bilancio nazionale per il 2026 orientata alla riduzione della spesa pubblica e al rafforzamento della crescita economica, con l’obiettivo di stimolare l’iniziativa privata e attrarre investimenti esteri, sebbene esistano dubbi sulla tenuta sociale. UnitAS 2025, l’esercitazione navale annuale che coinvolge forze di vari paesi americani, è iniziata in Florida, mirando a migliorare la cooperazione e la sicurezza regionale. Gli attivisti ambientali in Amazzonia sono stati identificati come un fronte critico nella protezione non solo della foresta pluviale ma anche dei principi democratici nelle nazioni amazzoniche, lottando contro la corruzione e le violazioni dei diritti umani. L’Uganda ha visto l’inizio del processo “in absentia” di Joseph Kony, leader ribelle dell’Esercito di Resistenza del Signore (LRA), accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, un caso che potrebbe stabilire un precedente per altri imputati di alto profilo.
  • Indopacifico. Nell’Indopacifico, le marine degli Stati Uniti e dell’Australia hanno condotto esercitazioni navali congiunte nel Mar Cinese Meridionale, rafforzando l’interoperabilità e la cooperazione militare in un’area strategica altamente contestata. Queste manovre mirano a garantire la libertà di navigazione e a contrastare le azioni coercitive della Cina nella regione. Il Giappone ha registrato una contrazione delle esportazioni per il quarto mese consecutivo, con una particolare caduta delle spedizioni verso gli Stati Uniti, riflettendo una domanda debole e un’incerta congiuntura economica globale. La Cina, come già menzionato, ha vietato l’acquisto dei chip AI RTX Pro 6000D di Nvidia, puntando a rafforzare la sua industria domestica e ha lanciato la Global Governance Initiative per promuovere un nuovo ordine internazionale più rappresentativo. L’assenza di un accordo commerciale strutturato tra Stati Uniti e India rischia di compromettere i legami economici e la cooperazione strategica cruciale in ambito militare e geopolitico, portando l’India a una maggiore autonomia e mettendo a rischio l’alleanza anti-Cina. L’Unione Europea e l’Indonesia hanno raggiunto un accordo commerciale che promette nuove opportunità di cooperazione economica, diversificando le relazioni commerciali europee e aumentando la presenza nel Sud-Est asiatico. Il Messico, infine, è stato costretto dagli USA ad aumentare i dazi su una vasta gamma di prodotti importati dalla Cina, una mossa che si inserisce nella strategia americana di contenimento delle esportazioni cinesi verso il Nord America.

Conseguenze geopolitiche
La condanna di Bolsonaro in Brasile non solo ha rafforzato lo stato di diritto ma ha anche accentuato la polarizzazione interna, con ripercussioni sull’intera regione latinoamericana, vista la vicinanza ideologica con Trump. Le sanzioni statunitensi al Brasile, seppur a favore di Bolsonaro, potrebbero spingere il paese sudamericano a cercare nuove alleanze, riducendo l’influenza statunitense.
Nel Mediterraneo e Medio Oriente, la decisione di alcuni paesi occidentali di riconoscere lo stato palestinese segnala un cambiamento nell’opinione pubblica e un isolamento crescente per gli Stati Uniti, che rimangono l’unico membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell’ONU a non riconoscere la Palestina. Questo potrebbe portare a un ulteriore indebolimento del ruolo americano come mediatore di pace.
L’Iran, consolidando i legami con la Cina, sfida le sanzioni occidentali e rafforza la sua posizione anti-occidentale, con implicazioni per la sicurezza regionale e gli equilibri di potere.
L’espansione dell’influenza russa in Africa, attraverso supporti militari e accordi economici, rappresenta una sfida diretta agli interessi occidentali e una nuova frontiera della competizione globale, aumentando l’instabilità in regioni già fragili.
Nel Mar Cinese Meridionale, le esercitazioni congiunte USA-Australia e l’incidente tra navi cinesi e filippine accentuano le tensioni e i rischi di escalation in un’area cruciale per il commercio globale. La Global Governance Initiative cinese, infine, mira a riformare l’ordine internazionale in chiave multipolare, mettendo in discussione l’egemonia occidentale e proponendo un nuovo modello di cooperazione globale.

Conseguenze strategiche
La condanna di Bolsonaro, pur essendo un fatto interno al Brasile, ha implicazioni strategiche per le alleanze regionali e globali, influenzando le dinamiche tra paesi con governi di diversa estrazione ideologica.
La decisione della Grecia di acquisire nuove fregate FDI è un rafforzamento concreto delle capacità navali in un Mediterraneo orientale sempre più conteso, con un impatto sulla deterrenza e sulla sicurezza delle rotte marittime.
L’invio di caccia F-15 giapponesi a basi NATO in Europa e Nord America, nell’ambito dell’operazione “Atlantic Eagles”, rappresenta un’espansione della proiezione di potenza giapponese e un consolidamento delle alleanze militari globali in un quadro di sicurezza condiviso, con un messaggio strategico chiaro verso Russia e Cina.
Le esercitazioni russo-bielorusse “Zapad-2025”, con la simulazione dell’uso di armi nucleari tattiche e missili ipersonici, mostrano una chiara volontà di Mosca di dimostrare forza e deterrenza alle porte della NATO, aumentando le preoccupazioni per una possibile escalation. La strategia russa in Ucraina, focalizzata su guadagni territoriali limitati e consolidamento, suggerisce una trasformazione del conflitto in una guerra di attrito a lungo termine, che richiederà strategie di lungo termine anche da parte occidentale. L’Ucraina, con i suoi attacchi innovativi con droni contro basi russe, ha dimostrato un salto qualitativo nella guerra asimmetrica moderna, con implicazioni strategiche per la difesa e l’attacco in scenari futuri.
La Cina, con il divieto dei chip Nvidia e lo sviluppo della propria industria AI, sta perseguendo l’autosufficienza tecnologica per ridurre la dipendenza dagli Stati Uniti, un obiettivo strategico cruciale per la sua competitività globale. Il progetto cinese definito come ” Nantianmen ” e l’imminente entrata in servizio della Fujian indicano una chiara volontà di Pechino di rafforzare le sue capacità di proiezione di potenza aeronavale, con implicazioni per l’equilibrio di potere nell’Indo-Pacifico.
La collaborazione USA-Australia nel Mar Cinese Meridionale, attraverso esercitazioni navali, mira a garantire la libertà di navigazione e a contrastare le azioni coercitive cinesi, ribadendo l’importanza strategica di questa regione.
L’assenza di un accordo commerciale USA-India, infine, rischia di compromettere la cooperazione strategica in chiave anti-cinese, con Delhi che potrebbe orientarsi verso altre potenze.

Conseguenze economiche, tecnologiche, finanziarie ed energetiche
La condanna di Bolsonaro e le sanzioni statunitensi al Brasile, sebbene con un impatto incerto sul lungo periodo, introducono elementi di instabilità per gli investitori esteri e per i mercati finanziari brasiliani. Il taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense, il primo dell’anno, mira a stimolare la crescita economica in un contesto di raffreddamento del mercato del lavoro, ma solleva interrogativi sulla previsione di crescita e inflazione, specialmente a fronte dell’effetto dei dazi di Trump sui prezzi.
La Cina, vietando l’acquisto dei chip AI di Nvidia, non solo promuove la sua industria domestica ma introduce una variabile nel mercato globale dei semiconduttori, influenzando le dinamiche commerciali e la catena di approvvigionamento tecnologica. Questo si lega alla più ampia sfida della Cina agli Stati Uniti nel campo della ricerca e sviluppo tecnologico, con il suo modello centralizzato e finanziato che offre vantaggi in velocità e scala, ma anche rischi di inefficienza e distorsioni di mercato.
La rapida espansione dell’intelligenza artificiale sta mettendo sotto stress le infrastrutture esistenti della rete elettrica, evidenziando la necessità di investimenti massicci per modernizzare le reti, integrare energie rinnovabili e migliorare la gestione della domanda.
ASML, l’azienda olandese leader nelle tecnologie per i semiconduttori, sta rafforzando l’autonomia tecnologica europea, riducendo la dipendenza dagli Stati Uniti e sfidando l’egemonia americana nel settore.
Le esportazioni di petrolio russo hanno subito un calo significativo dopo che le rotte nel Mar Baltico sono state prese di mira, causando rallentamenti logistici e maggiori costi, con un impatto sui flussi energetici globali.
Il Giappone, con un calo delle esportazioni per il quarto mese consecutivo, riflette una domanda debole e una congiuntura economica globale incerta, con possibili impatti sulla sua robustezza economica. L’accordo commerciale tra l’Unione Europea e l’Indonesia apre nuove opportunità di cooperazione economica, riducendo le tariffe doganali e promuovendo standard comuni, diversificando le relazioni commerciali europee.
La collaborazione tra Stati Uniti e Regno Unito per regolamentare il settore delle criptovalute mira a stabilire standard internazionali condivisi per affrontare rischi legati a frodi, riciclaggio e volatilità.
Il prestito della African Development Bank (AfDB) al Sudafrica per riforme energetiche, logistiche e green economy evidenzia l’importanza degli investimenti internazionali per affrontare le sfide economiche e ambientali nel continente. Infine, la spinta della Russia a costruire centrali nucleari off-grid in Africa tramite Rosatom indica una strategia energetica mirata a consolidare la sua influenza nel continente.

Conseguenze marittime
La Grecia, con l’acquisizione di una quarta fregata FDI, rafforza significativamente le sue capacità navali nel Mediterraneo orientale, un’area di crescente tensione e importanza geostrategica. Questa mossa migliora la deterrenza greca e la capacità di protezione delle sue rotte marittime e degli interessi nazionali.
Nel Mar Cinese Meridionale, le esercitazioni navali congiunte tra Stati Uniti e Australia sono un chiaro segnale di impegno per la libertà di navigazione e per contrastare le azioni coercitive della Cina, che mira a consolidare la sua presenza in queste acque cruciali per il commercio globale. La Fujian, la terza portaerei cinese, dotata di catapulte elettromagnetiche EMALS, è prossima all’entrata in servizio e rappresenta un salto tecnologico significativo per la Marina cinese, aumentando le sue capacità di proiezione di potenza aeronavale nell’Indo-Pacifico e mettendo pressione sugli equilibri regionali.
La nuova spinta verso l’energia nucleare per la sicurezza marittima, con tecnologie avanzate come i piccoli reattori modulari (SMR) e le centrali nucleari galleggianti (FNPP), promette di rivoluzionare il trasporto marittimo, riducendo le emissioni e la dipendenza da combustibili fossili, migliorando l’efficienza e la capacità di carico delle navi.
Il CT giapponese JS Chokai sarà il primo della classe Aegis della Marina di Autodifesa del Giappone ad essere equipaggiato con missili da crociera Tomahawk, incrementando la capacità di attacco a lungo raggio della flotta e potenziando il deterrente nipponico in un contesto regionale sempre più teso.
Le esportazioni di petrolio russo, infine, hanno subito un calo significativo dopo che le rotte di trasporto nel Mar Baltico sono state colpite da azioni mirate di interdizione e sanzioni, costringendo le compagnie energetiche russe a cercare rotte alternative, spesso più lunghe e costose, con implicazioni per i flussi energetici globali.

Conseguenze per l’Italia
L’allarme lanciato dai servizi di intelligence italiani riguardo a un piano per espellere membri di Hamas in Tunisia rappresenta un rischio significativo per la sicurezza nazionale e europea, data la potenziale formazione di una rete terroristica capace di estendersi nel continente. Questo richiede un rafforzamento del monitoraggio e del coordinamento internazionale per prevenire minacce e mantenere la stabilità nei paesi del Mediterraneo.
La gestione della situazione in Libia, con le dichiarazioni del Ministro Piantedosi, riflette le tensioni politiche interne e l’impegno dell’Italia a garantire legalità e tutela dei diritti umani, in un dossier cruciale per la sicurezza e la gestione dei flussi migratori.
Le critiche di Mario Draghi alla Commissione Europea “impantanata” sottolineano le inefficienze nella gestione di temi cruciali come le sanzioni, la politica energetica e la difesa comune. Per l’Italia, un’UE debole e divisa in queste aree significa una minore capacità di affrontare sfide comuni e di proteggere gli interessi nazionali in un contesto geopolitico instabile.
L’Italia, come attore chiave nel Mediterraneo, è direttamente influenzata dalle crescenti tensioni tra Grecia e Turchia e dalla destabilizzazione nel Vicino Oriente, che potrebbero avere ripercussioni sulla sicurezza energetica, sulle rotte commerciali e sulla gestione dei flussi migratori.
La spinta europea per una difesa comune più efficace e integrata è di vitale importanza anche per l’Italia, che necessita di un’architettura di sicurezza continentale robusta per affrontare minacce ibride e un’escalation tecnologica militare.
La politica estera italiana, inoltre, deve bilanciare gli interessi nazionali con le posizioni europee e transatlantiche, specialmente nel contesto del conflitto israelo-palestinese, dove la pressione per riconoscere la Palestina e le sanzioni contro Israele possono creare divergenze interne ed esterne.
Infine, la crescente influenza russa in Africa e l’instabilità nel Belucistan, epicentro del traffico di oppio, possono avere ripercussioni indirette sull’Italia attraverso l’aumento dei flussi migratori e il rafforzamento delle reti criminali transnazionali.

Conclusioni
Il 17 settembre 2025 ha evidenziato un mondo in rapida trasformazione, caratterizzato da una crescente polarizzazione politica, tensioni geopolitiche acute e una corsa all’innovazione tecnologica che ridefinisce gli equilibri di potere. La condanna di Bolsonaro in Brasile simboleggia la resilienza dello stato di diritto ma anche la persistenza di profonde divisioni. Nel Mediterraneo e Medio Oriente, il conflitto israelo-palestinese e le dinamiche regionali, con il riconoscimento palestinese e la “resistenza” in Qatar, indicano un progressivo isolamento degli Stati Uniti e una maggiore complessità nella ricerca di soluzioni pacifiche.
I teatri operativi globali sono tutti interconnessi. L’Heartland Euro-Asiatico, con le esercitazioni russe e la strategia di attrito in Ucraina, insieme agli attacchi ucraini con droni, conferma una guerra di logoramento e un’escalation tecnologica.
La Cina, con la sua spinta all’autosufficienza tecnologica e alla proiezione di potenza navale, sfida l’egemonia occidentale e propone un nuovo ordine internazionale.
Il Teatro Boreale-Artico vede un rafforzamento delle difese svedesi e una cooperazione militare giapponese con la NATO, evidenziando una crescente preoccupazione per la minaccia russa. Il Teatro Australe-Antartico, con l’influenza russa in Africa e le riforme economiche in Sudafrica e Argentina, mostra una competizione per le risorse e lo sviluppo in un continente sempre più strategico.
L’Indopacifico, con le esercitazioni USA-Australia rimane un punto caldo per la libertà di navigazione e la sfida alla supremazia marittima cinese.
Per affrontare questi scenari, sarebbe opportuno:

  1. Rafforzare la cooperazione internazionale. In particolare nel cyberspazio e nella sicurezza marittima, per contrastare minacce ibride e garantire la stabilità delle rotte commerciali.
  2. Investire in infrastrutture critiche. Specialmente per la rete elettrica, per supportare la crescente domanda di energia dell’intelligenza artificiale e garantire la resilienza.
  3. Promuovere un approccio equilibrato alla diplomazia. In Medio Oriente e in altre regioni di conflitto, per evitare escalation e facilitare soluzioni pacifiche.
  4. Sostenere l’autonomia tecnologica europea. Attraverso aziende come ASML, per ridurre la dipendenza da potenze esterne e rafforzare la competitività.
  5. Monitorare le dinamiche di potere in Africa e in America Latina. Per contrastare influenze destabilizzanti e sostenere lo sviluppo democratico.
    I temi che hanno possibilità di ulteriori sviluppi e novità nei giorni successivi includono:
    • L’evoluzione del conflitto israelo-palestinese. Con il potenziale riconoscimento di altri stati palestinesi e le dinamiche della “resistenza” in Qatar.
    • La gestione della crisi energetica globale. Alla luce del calo delle esportazioni di petrolio russo e della necessità di diversificare le fonti energetiche.
    • La competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina. In particolare nel settore dei semiconduttori e dell’AI, con impatti sulla catena di approvvigionamento e sulle alleanze tecnologiche.
    • L’implementazione delle riforme economiche in America Latina e in Africa. Con le loro implicazioni sociali e politiche.
    • Le prossime mosse della Federal Reserve. Che potrebbero influenzare i mercati globali e l’economia statunitense.
    • Gli sviluppi della guerra in Ucraina. Con la possibilità di nuove offensive e l’utilizzo di tecnologie ancora più innovative.
    • La politica estera dell’Italia. Specialmente per quanto riguarda il contrasto al terrorismo nel Mediterraneo e la sua posizione all’interno di un’Unione Europea in cerca di coesione.
    Il lettore deve essere preparato a un’intensificazione delle competizioni globali, a riallineamenti strategici e a un’accelerazione dell’innovazione tecnologica, che continueranno a modellare il panorama geopolitico internazionale.

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