21-08-25 Dal mondo
21 Agosto 2025 2025-08-22 15:2321-08-25 Dal mondo
Geopolitica
—Il cambio di passo dell’Europa guida la possibile pace in Ucraina
—Il nodo della forza di interposizione europea: la pace ucraina già a rischio
—Crosetto ai Volenterosi UE: “art. 5 NATO meglio di soldati in Ucraina”
—Ucraina. Merz per la linea dura
—Lavrov: “ok negoziati ma niente garanzie Ucraina senza la Russia”
—Trump e l’intricato dossier ucraino
–🇬🇧Loose, abstract talk of ‘guarantees’ could sink Ukraine peace
–🇬🇧Russia, China and a Growing Threat to Safety at Sea
–🇬🇧French Diplomacy? Macron Just Called Putin an “Ogre”
–🇬🇧Netanyahu’s ‘total victory’ rhetoric takes an extreme turn
–🇬🇧Can Washington Ban the Muslim Brotherhood?
Geoeconomia
—Come e perché il Pil pro capite in Italia ha superato quello del Regno Unito
—Ungheria e Ucraina ai ferri corti anche sul petrolio
–🇬🇧Nuclear Energy: The Only Green Technology That Can Meet the World’s Growing Energy Needs
–🇬🇧Arsenal of Democracy: Myth or Model? Lessons for 21St-Century Industrial Mobilization Planning
Difesa
—La Germania compra armi ma i tedeschi non vogliono combattere
–🇬🇧The Royal Navy’s New Excalibur Drone Is a Game Changer
–🇬🇧Report to Congress on Army’s Small Uncrewed Aircraft Systems Program
–🇬🇧America Just Shot Down a Drone—with Another Drone
–🇬🇧How America’s “Quicksink” Munitions Could Change Sea Warfare
–🇬🇧HII Selected for U.S. Navy Training Contract to Enhance Readiness
–🇬🇧U.S. Navy Looks to Refine Next-Gen Logistics Ship Concept
–🇬🇧Coast Guard Establishes New Program Executive Office Dedicated to Robotics and Autonomous Systems
–🇬🇧Navy: 12-hour Fire Aboard USS New Orleans Extinguished, 2 Sailors with Minor Injuries
Scenari Geopolitici
Quella che segue è una sintesi ragionata degli eventi globali del 20 agosto 2025, basata su fonti aperte, che delinea le principali dinamiche di potere, le tensioni strategiche e le tendenze economiche che modellano lo scenario internazionale.
Evento clou della giornata
La giornata del 20 agosto è stata dominata da un’intensa e multiforme attività diplomatica incentrata sul conflitto ucraino, che rivela profonde divergenze strategiche in Occidente.
L’ex presidente statunitense Donald Trump, dopo un incontro con Vladimir Putin, ha lanciato la proposta di un vertice trilaterale con lo stesso Putin e il presidente ucraino Zelensky per negoziare direttamente le garanzie di sicurezza.
La posizione ufficiale russa, espressa dal Ministro degli Esteri Lavrov, afferma che nessun negoziato sulle garanzie per l’Ucraina sarà valido senza il pieno coinvolgimento di Mosca. Parallelamente, pianificatori militari statunitensi ed europei hanno iniziato a esplorare opzioni per garanzie di sicurezza post-conflitto, segnalando un approccio più istituzionale e a lungo termine. In questo quadro, emerge una crescente assertività europea, con figure come Ian Bremmer che vedono il Vecchio Continente come potenziale motore per una soluzione di pace, e leader come il presidente francese Macron che adottano una retorica durissima contro Putin, definito un “orco”. Il ministro della Difesa italiano Crosetto, invece, richiama alla prudenza, privilegiando la deterrenza collettiva dell’articolo 5 della NATO rispetto all’invio di truppe in Ucraina. Questa cacofonia di approcci evidenzia la difficoltà di forgiare un fronte occidentale unito e preannuncia giorni di complesse negoziazioni e possibili riallineamenti.
Geo-strategia e conflittualità
Il dominio marittimo e la guerra tecnologica sono al centro delle tensioni strategiche globali. La Marina degli Stati Uniti sta tentando di contrastare la crescente potenza navale cinese con lo sviluppo di una vasta flotta di droni, ma il programma incontra gravi difficoltà tecniche, ritardi e problemi di integrazione. Questa debolezza percepita si inserisce in un contesto in cui Russia e Cina intensificano la loro assertività marittima, minacciando la libertà di navigazione in aree strategiche come il Mar Cinese Meridionale e l’Artico. La Russia, in particolare, continua a modernizzare la sua flotta, pianificando il ritorno in servizio dell’incrociatore da battaglia “Ammiraglio Nakhimov” e sviluppando nuove fregate che preoccupano gli strateghi americani.
La corsa agli armamenti non si limita alle grandi potenze. La Corea del Nord avanza nel programma del cacciatorpediniere missilistico “Choe Hyon”, che potrebbe essere armato con testate nucleari, alterando gli equilibri nell’Asia orientale.
In Europa, la Polonia sta potenziando massicciamente le sue forze corazzate in risposta alla minaccia russa, mentre la Germania, sotto la spinta del primo ministro Merz, ha varato un imponente piano di riarmo. Anche la Giordania ha reintrodotto la leva obbligatoria per far fronte all’instabilità regionale.
L’innovazione tecnologica nel settore della difesa accelera. Gli Stati Uniti hanno dimostrato la capacità di abbattere un drone con un altro drone e stanno sviluppando munizioni “QuickSink” per neutralizzare rapidamente le navi nemiche. Anche la Royal Navy britannica introduce droni avanzati come l’Excalibur, destinati a rivoluzionare le operazioni navali. Questi sviluppi, uniti a un’analisi critica della fragilità della base industriale della difesa statunitense, sottolineano una transizione verso una guerra sempre più autonoma e tecnologicamente sofisticata, dove la capacità di mobilitazione industriale rapida non è più scontata.
Geo-economia, industria, mercati e marittimità
L’economia globale mostra segnali contrastanti. Da un lato, il settore dei trasporti marittimi vive un boom, con un record storico di ordini per nuove navi portacontainer, sintomo di una forte domanda commerciale. Dall’altro, persistono significative tensioni. Gli Stati Uniti mantengono una tregua nella guerra commerciale con la Cina per evitare instabilità economica, ma Pechino minaccia di usare la sua posizione dominante nelle terre rare come leva geopolitica.
Il settore energetico è un campo di battaglia geoeconomico. È in corso un acceso dibattito sulla classificazione dell’energia nucleare come “verde”, con argomenti a favore della sua capacità di soddisfare il fabbisogno energetico globale e critiche relative alla gestione delle scorie. Russia e Cina sfruttano abilmente la “diplomazia nucleare” per estendere la loro influenza, offrendo tecnologia e investimenti a paesi in via di sviluppo. Nel frattempo, la Russia si assicura che l’India continui ad acquistare il suo petrolio, anche attraverso l’uso di “flotte ombra”, e spinge per un’alleanza economica trilaterale con India e Cina per controbilanciare l’Occidente.
Le dinamiche industriali riflettono le strategie nazionali. L’India persegue con decisione l’autonomia industriale in settori chiave come i chip e la difesa aerea. Proliferano le partnership internazionali nella difesa, come l’accordo tra la canadese Eureka Naval Craft e un cantiere di Singapore per la costruzione di fregate, o i contratti ottenuti dalla società Sparton con Australia, Canada e India. Questi accordi evidenziano la necessità di cooperazione per sviluppare capacità militari avanzate in un mondo multipolare.
Geopolitica e relazioni internazionali
Le relazioni tra le grandi potenze sono tese e fluide. Quelle tra Stati Uniti e Cina continuano a plasmare una competizione strategica gestita con pragmatismo, come dimostra la tregua commerciale. La relazione con la Russia è invece segnata da una profonda ostilità, come simboleggiato dalla dura retorica di Macron, ma anche da canali di dialogo non convenzionali, come quelli aperti da Trump. L’asse sino-russo si consolida, cercando di attrarre l’India in un blocco strategico alternativo.
Tuttavia, le alleanze tradizionali mostrano segni di nervosismo. In Giappone e Corea del Sud cresce la preoccupazione sull’affidabilità delle garanzie di sicurezza americane, alimentata dalle politiche di Trump. All’interno dell’Occidente, il dibattito sul futuro dell’Europa, stimolato da intellettuali come Edgar Morin, e le diverse vedute sulla gestione della crisi ucraina rivelano linee di faglia.
La politica interna dei singoli Paesi ha un impatto globale significativo. Negli Stati Uniti, la polarizzazione politica si manifesta in pratiche come il ridisegno aggressivo dei collegi elettorali. Le decisioni di figure influenti come Elon Musk, che ha abbandonato l’idea di un terzo partito per sostenere JD Vance, potrebbero plasmare la futura politica estera americana. In Brasile, il ritorno di Lula al potere segna un cambiamento politico rilevante per l’America Latina, mentre in Bolivia il ciclo del socialismo di Evo Morales sembra volgere al termine.
Analisi per Teatro Operativo
- Mediterraneo Allargato. L’area è caratterizzata da un’elevata instabilità. In Libano, la questione del disarmo di Hezbollah rimane un nodo irrisolto per la stabilità regionale. La tensione israelo-palestinese è acuta, con le politiche del governo Netanyahu in Cisgiordania descritte come finalizzate all’appropriazione di terre e il Pentagono che richiede miliardi per rifornire le difese israeliane. Il Marocco si distingue per un’efficace operatività umanitaria a Gaza. La Giordania, percependo un aumento delle minacce, ha reintrodotto la coscrizione. Nel Mar Nero, la presenza di nuove e moderne fregate russe aumenta la pressione sulla NATO. L’Italia conferma il suo ruolo di leadership nella risposta ai disastri ambientali nel Mediterraneo, supportando la Grecia nella lotta agli incendi.
- Heartland euro-asiatico. L’asse strategico tra Russia e Cina è il perno di questo teatro. La loro crescente cooperazione militare navale e la diplomazia nucleare mirano a creare un blocco di potere alternativo a quello occidentale. La Russia cerca attivamente di integrare l’India in questo schema attraverso colloqui trilaterali. La visita del presidente cinese Xi Jinping a Lhasa, in Tibet, segnala la continua attenzione di Pechino al consolidamento del controllo sui suoi territori periferici. Il conflitto in Ucraina rimane il punto focale, con combattimenti che proseguono in aree strategiche come Pokrovsk.
- Teatro operativo Boreale-Artico. La regione è un’arena di crescente competizione strategica tra Stati Uniti, Canada e Russia, come evidenziato dalle discussioni tra Trump e Putin. La Russia sta rafforzando la sua Flotta del Nord con l’ammodernamento di unità potenti come l’incrociatore “Ammiraglio Nakhimov”. L’importanza strategica della regione è sottolineata anche dall’interesse del cantiere navale canadese Davie a collaborare con partner statunitensi per la costruzione di nuovi rompighiaccio.
- Teatro operativo Australe-Antartico. Le dinamiche politiche in America Latina sono in evoluzione. Il ritorno di Lula alla presidenza del Brasile promette di alterare gli equilibri regionali. In Bolivia, si assiste al declino del Movimento al Socialismo (MAS) dopo due decenni di dominio politico. In Africa meridionale, l’Angola sta puntando sul gas naturale come motore per la diversificazione e lo sviluppo economico.
- Indopacifico. Questo è il teatro della competizione strategica più intensa. Gli Stati Uniti cercano di contenere la Cina attraverso una flotta di droni navali, sebbene con scarsi risultati. La Cina, dal canto suo, compie progressi tecnologici significativi, come il test del suo primo velivolo tiltrotor (convertiplano). In risposta all’assertività cinese, si intensificano le alleanze regionali, come dimostrano le esercitazioni militari congiunte tra Filippine, Australia e Canada nel Mar Cinese Meridionale. La Corea del Nord rappresenta una minaccia crescente con le sue nuove capacità navali. L’India cerca di affermarsi come potenza autonoma, sviluppando la propria industria della difesa e navigando in complesse relazioni con Russia, Cina e Occidente. La regione è anche un focolaio di rischi operativi, come testimoniato dall’incendio a bordo della nave anfibia statunitense USS New Orleans al largo di Okinawa.
Conclusioni e possibili sviluppi
Il 20 agosto 2025 ha messo in luce un mondo frammentato, caratterizzato da una competizione strategica su più livelli – militare, tecnologico ed economico. La principale linea di faglia rimane quella tra il blocco occidentale e l’asse sino-russo, ma al suo interno emergono divergenze e strategie multiple, in particolare sulla gestione del conflitto ucraino.
Nei prossimi giorni, l’attenzione sarà catalizzata da tre sviluppi principali:
- La diplomazia sull’Ucraina. La reazione di Washington, Kiev e delle capitali europee alla proposta di un vertice trilaterale avanzata da Trump potrebbe creare significative turbolenze politiche, accelerando o, al contrario, bloccando i canali negoziali esistenti.
- La competizione tecnologica-militare. Le difficoltà del programma di droni della US Navy potrebbero diventare un tema di dibattito politico interno negli Stati Uniti, mettendo in discussione l’efficacia della strategia di difesa a lungo termine contro la Cina. Qualsiasi ulteriore test o dispiegamento di nuove armi da parte di Russia, Cina o Corea del Nord aumenterà la tensione.
- La geoeconomia delle risorse. Le mosse della Cina riguardo alle forniture di terre rare e la strategia della Russia per cementare le sue esportazioni energetiche verso l’Asia saranno indicatori cruciali del futuro delle catene di approvvigionamento globali e della stabilità economica.
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