26-09-25 Dal mondo
26 Settembre 2025 2025-09-26 8:0526-09-25 Dal mondo
Giornata Mondiale del Mare 2025
Geopolitica
—Flotilla e fronte est. L’informativa di Crosetto che lega aiuti e deterrenza
—Siamo qui per difendere la democrazia, non per applicarla
—L’analisi di John Mearsheimer: ‘Trump e l’Ucraina? Non è una svolta, è un addio’
—Sarkozy andrà in carcere ma le macerie della Libia restano
—Argentina. Le mosse obbligate per Milei dopo l’appoggio di Trump
–🇬🇧Poland’s View From the Frontline of Europe
–🇬🇧After Israel’s strike in Qatar, is Turkey next?
–🇬🇧How Uzbekistan Is Shaping Its Afghanistan Strategy
Geoeconomia
—Potere, politica e banche centrali: Trump vs Federal Reserve
—La UE indaga ancora su Apple, Google e Microsoft. Ma Cupertino sbrocca
—La Cina inaugura la prima rotta container artica verso l’Europa
—Seul investe nelle rotte artiche: sostegni per la costruzione di navi ice-class
—Dba Group cresce nella logistica portuale e digitalizza il porto georgiano di Batumi
–🇬🇧World Maritime Day 2025: Global Shipping Industry Confronts Ocean Protection Amid Trade Slowdown
–🇬🇧Container Rates Sink to Lowest Since Start of Red Sea Diversions
Difesa
—La Marina protegge la Flotilla nel rispetto del diritto internazionale
—Intermarine avvia la laminazione dello scafo del primo nuovo cacciamine per la Marina
—Germania, nel primo piano di riarmo crollano gli ordini dagli USA
–🇬🇧Carrier USS Gerald R. Ford Joins NATO’s Neptune Strike in High North
–🇬🇧Greece Is Pouring Money Into Its Air Force—for One Good Reason
–🇬🇧DEARSAN Starts Construction of YMAG Mine Warfare Mothership for Turkish Navy
–🇬🇧Kongsberg Maritime signs contract with STM to supply fuelling-at-sea equipment to Portuguese Navy
–🇬🇧Exail achieves world first with 1,100-nautical-mile autonomous USV transit across Gibraltar Strait
Scenari Geopolitici
Il nuovo scacchiere mediorientale
Il 26 settembre 2025, in occasione della Giornata Mondiale del Mare, il panorama geopolitico globale ha registrato sviluppi di straordinaria rilevanza. L’evento più significativo è stato il discorso a distanza del Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Impossibilitato a recarsi fisicamente negli Stati Uniti per il diniego del visto, Abbas ha pronunciato parole durissime contro Israele, accusandolo di “crimini di guerra” e “genocidio” a Gaza, pur condannando contemporaneamente l’attacco di Hamas del 7 ottobre e chiedendo il disarmo del gruppo terroristico.
Le parole di Abbas hanno risuonato in un contesto internazionale già teso, dove circa 160 nazioni hanno riconosciuto la statualità palestinese, esercitando una pressione diplomatica senza precedenti su Israele e Washington. Parallelamente, l’amministrazione Trump ha presentato un nuovo piano di pace, mentre Tel Aviv minaccia l’annessione della Cisgiordania e intensifica le operazioni militari a Gaza City. Questa escalation evidenzia una determinazione israeliana a procedere unilateralmente, rischiando di compromettere qualsiasi prospettiva di negoziato pacifico.
Le ripercussioni di questa crisi si estendono ben oltre i confini regionali, influenzando gli equilibri nel Mediterraneo orientale e coinvolgendo direttamente l’Italia. Il Ministro della Difesa Crosetto ha chiarito che la presenza navale italiana nell’area ha finalità di tutela e sicurezza, non di conflitto, ma la complessità crescente della situazione richiede una gestione diplomatica sempre più raffinata.
L’Artico: nuovo teatro della competizione globale
Una delle trasformazioni più significative degli ultimi anni riguarda l’emergere dell’Artico come teatro strategico di prima grandezza. L’apertura della prima rotta container artica diretta Cina-Europa rappresenta un vero spartiacque nella geografia del commercio marittimo globale. Questa nuova via, più breve rispetto ai tradizionali percorsi attraverso Suez o il Capo di Buona Speranza, promette di ridurre drasticamente tempi e costi di transito, ridisegnando completamente i flussi commerciali mondiali.
La crescente attività russa nell’Artico, supportata dalla collaborazione con la Cina per le rotte navali e le infrastrutture energetiche come la pipeline Power of Siberia 2, rappresenta una sfida diretta all’egemonia occidentale in questa regione ricca di risorse naturali. Le recenti intrusioni di droni in Danimarca e le continue operazioni di monitoraggio della Royal Navy contro navi russe testimoniano l’emergere di una “nuova Guerra Fredda” che si estende al Nord Europa e alle rotte marittime vitali.
La risposta occidentale non si è fatta attendere: la presenza della portaerei USS Gerald R. Ford nell’Alto Nord durante l’esercitazione NATO Neptune Strike 2025 sottolinea la crescente militarizzazione dell’Artico e l’impegno americano a proiettare potenza nella regione. La possibile invocazione dell’articolo 4 della NATO da parte della Danimarca in risposta agli attacchi di droni potrebbe portare a un ulteriore inasprimento delle tensioni, trasformando l’Artico in un potenziale punto di frizione tra le grandi potenze.
Alleanze alternative e nuovi assi energetici
Il panorama internazionale è caratterizzato dal consolidamento di alleanze alternative al sistema occidentale. L’accordo nucleare tra Russia e Iran per la costruzione di otto centrali entro il 2040 non solo accelera il programma nucleare iraniano, ma consolida una cooperazione energetica che sfida apertamente le pressioni internazionali e le sanzioni. Questo patto garantisce a Teheran una maggiore autonomia energetica a lungo termine e rafforza l’asse anti-occidentale.
Parallelamente, la pipeline Power of Siberia 2 tra Russia e Cina rafforza l’asse energetico eurasiatico, rendendo Mosca meno dipendente dai mercati europei e offrendo a Pechino maggiore sicurezza negli approvvigionamenti. Questi accordi hanno profonde implicazioni geopolitiche, trasformando l’energia in una leva strategica sempre più potente in un contesto di sanzioni e tensioni globali.
In Africa, la potenziale non estensione dell’African Growth and Opportunity Act (AGOA) da parte degli Stati Uniti rischia di indebolire drasticamente l’influenza americana nel continente, aprendo spazi per l’espansione di Cina e Russia. La scadenza imminente di questo accordo commerciale pone un dilemma significativo per le economie subsahariane che dipendono dall’accesso privilegiato al mercato statunitense.
Innovazione tecnologica e guerra dei chip
La competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina ha raggiunto nuove vette con la volontà americana di approvare il Gain AI Act per limitare l’esportazione di chip avanzati verso la Cina. Questa misura mira a rallentare il progresso cinese nell’intelligenza artificiale e a mantenere il vantaggio strategico americano, evidenziando la dipendenza cinese dai semiconduttori esteri come punto vulnerabile.
Sul fronte dell’innovazione marittima, il successo del viaggio autonomo di 1.100 miglia nautiche del veicolo di superficie senza equipaggio DriX O-16 di Exail, inclusa la traversata dello Stretto di Gibilterra, dimostra progressi tecnologici rivoluzionari. Questi droni marini promettono di trasformare la sorveglianza e l’intelligence marittima, con applicazioni sia militari che civili, alterando potenzialmente le dinamiche della guerra asimmetrica.
Le indagini antitrust della Commissione Europea contro Apple, Google e Microsoft evidenziano la crescente attenzione dei regolatori globali alla gestione del potere delle Big Tech, riflettendo preoccupazioni globali sulla concentrazione del potere digitale.
Strategie di deterrenza asimmetrica
Taiwan ha adottato una strategia innovativa, abbandonando un approccio puramente convenzionale in favore di un modello di guerriglia e resistenza popolare per contrastare una possibile invasione cinese. Questa deterrenza asimmetrica mira a rendere un’eventuale invasione cinese estremamente costosa e prolungata, un approccio che potrebbe influenzare altre piccole potenze confrontate con minacce maggiori.
Anche il riarmo tedesco, seppur significativo, rimane insufficiente a colmare il divario con gli Stati Uniti, confermando la dipendenza europea dalla leadership militare americana in un contesto di crescente minaccia russa. Questa situazione solleva interrogativi sulla distribuzione delle responsabilità all’interno dell’alleanza atlantica.
Implicazioni per l’Italia
Per l’Italia, gli sviluppi geopolitici assumono particolare rilevanza. L’avvio della costruzione di cinque nuovi cacciamine costieri da parte di Intermarine rappresenta un investimento strategico fondamentale per la protezione delle infrastrutture critiche subacquee nel Mediterraneo. Questi mezzi, dotati di tecnologie avanzate e scafi amagnetici, saranno cruciali per la bonifica di mine e la difesa dei fondali marini in un contesto sempre più militarizzato.
Il gruppo italiano DBA sta espandendo la propria presenza internazionale con la digitalizzazione del porto di Batumi in Georgia, rafforzando la posizione italiana lungo le nuove vie commerciali tra Europa e Asia. Tuttavia, la percezione interna dell’Unione Europea rimane problematica: solo il 23% degli italiani approva l’UE, con una significativa diminuzione della fiducia tra i giovani. Questa sfiducia riflette preoccupazioni per una Europa percepita come troppo concentrata su agenda verde e intelligenza artificiale, trascurando cultura e identità.
Cooperazione marittima e sicurezza navale
Il settore navale registra significativi investimenti in sicurezza marittima. La costruzione di navi madre per la guerra contro mine in Turchia da parte di DEARSAN e la fornitura di equipaggiamenti navali portoghesi da parte di Kongsberg Maritime dimostrano un’accelerazione negli investimenti per la capacità di proiezione di forza marittima.
La persistente attività di monitoraggio delle navi russe da parte della Royal Navy nel Mare del Nord e nel Canale della Manica non rappresenta solo deterrenza, ma anche dimostrazione di interoperabilità NATO e protezione delle vie marittime vitali per la sicurezza energetica europea. La ripresa dei carichi di petrolio nei terminal del Mar Nero dopo gli attacchi subiti evidenzia la resilienza delle infrastrutture marittime critiche, pur confermandone la vulnerabilità in contesti di conflitto.
Prospettive future
Il quadro geopolitico emerso dal 26 settembre 2025 conferma una realtà internazionale caratterizzata da complessità crescente e fluidità costante negli equilibri di potere. L’intensificarsi delle tensioni nel Mediterraneo orientale, l’emergere dell’Artico come teatro strategico di primo piano, la consolidazione di alleanze alternative al sistema occidentale e la competizione tecnologica tra grandi potenze delineano un futuro ricco di sfide.
Per l’Italia, la tutela degli interessi mediterranei, la modernizzazione delle capacità navali e la gestione dei rapporti con l’Unione Europea rimangono priorità cruciali. La necessità di un approccio diplomatico proattivo nel Mediterraneo, investimenti continui nella difesa marittima e un ruolo costruttivo nel dialogo europeo per bilanciare innovazione e valori tradizionali rappresentano elementi chiave per navigare in questo scenario complesso.
I temi dell’escalation mediorientale, della militarizzazione artica, della competizione tecnologica e delle dinamiche energetiche alternative sono destinati a ulteriori sviluppi nei giorni successivi, richiedendo una visione strategica lungimirante e una capacità di adattamento a un ambiente geopolitico in costante mutamento.
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