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05-07-25 Dal mondo

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05-07-25 Dal mondo

Il disinteresse di Trump per la guerra in Ucraina

Ucraina. Wang Yi a Kallas, ‘Pechino non può permettersi la sconfitta della Russia’

UE. Scricchiola la socialista (e green) Ribera, Ursula pensa a un rimpasto per “salvarsi”

Da consumatori a produttori di sicurezza: i Balcani occidentali e l’Europa della difesa

Cosa c’è dietro la nuova crisi diplomatica fra Grecia e Turchia

Crocevia della Storia. Il Mediterraneo “globale” al centro del Med-Or Day

Il ritorno del radicalismo islamico che minaccia l’Asia

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-Trump visto dell’Europa – il punto in cinque grafici

Passa la maxi-legge fiscale di Trump: meno tasse e tagli alla sanità

Dai BRICS alle presidenziali 2026: un anno decisivo per il Brasile

Commercio: le prossime tappe per l’agenda UE

–🇬🇧PCR Seeks Dominance in Submarine Power Cable Infrastructure

Difesa, la sfida industriale che può unire l’Europa. L’analisi di Nones

Marina Militare, l’assicurazione sulla vita del Paese

DDL Subacquea: il ruolo della Guardia Costiera è istituzionale, non “irrituale”

–🇬🇧What Drones Can—and Cannot—Do on the Battlefield

–🇬🇧Old Ironsides: Elevate to Flagship of CNO​

–🇬🇧The US Navy’s Constellation-Class Frigate Is in Deep Trouble

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–🇬🇧Sweden looking at alternatives for Luleå-class heavy corvettes

La giornata del 4 luglio 2025, festa nazionale americana, si è rivelata un catalizzatore di dinamiche globali che ridisegnano le alleanze e i fronti di conflitto. Mentre Washington celebrava con l’approvazione di una maxi-legge di bilancio, le capitali da Kiev a Pechino hanno registrato le immediate e profonde conseguenze della nuova dottrina strategica dell’amministrazione Trump. Emerge un quadro di riallineamento selettivo: un disimpegno calcolato da teatri ritenuti secondari per concentrare risorse militari e industriali verso la competizione diretta con i rivali sistemici, Cina e Russia, in arene ad alto valore strategico come l’Artico.

Evento Clou della Giornata
L’evento cardine è l’approvazione del “One Big Beautiful Bill” da parte dell’amministrazione Trump. Questa manovra non è solo una legge fiscale interna, ma un manifesto di politica estera e industriale. Al suo interno, lo stanziamento di quasi 9 miliardi di dollari per una nuova flotta di rompighiaccio artici segnala un cambio di paradigma. Contemporaneamente, il colloquio infruttuoso tra Trump e Putin, seguito dal blocco degli aiuti a Kiev e da un violento attacco russo, cristallizza il prezzo di questo riallineamento: il sacrificio dell’Ucraina sull’altare di un possibile, e per l’Europa allarmante, accordo energetico e di sicurezza con Mosca. Il 4 luglio ha quindi formalizzato la transizione da un multilateralismo di principio a un pragmatismo nazionalista focalizzato sulla competizione diretta tra grandi potenze.

Geo-strategia e Conflittualità
La mappa dei conflitti globali è stata direttamente influenzata dalle decisioni di Washington.
• Ucraina. Il conflitto entra in una nuova, drammatica fase. Il disinteresse strategico di Trump e il blocco degli aiuti hanno dato a Putin un chiaro via libera per intensificare le operazioni, come dimostra il massiccio attacco su Kiev. La Russia, non sentendo più la pressione occidentale, non ha fretta di negoziare. Di contro, l’Ucraina è costretta a una riconversione strategica d’emergenza: potenziare la produzione bellica interna e guardare all’Europa come unico partner militare affidabile, come testimonia il prossimo vertice franco-britannico dei “volenterosi”.
• Medio Oriente. La politica statunitense mantiene una linea di massima pressione sull’Iran. Le dichiarazioni del Pentagono sul rallentamento del programma nucleare iraniano di due anni a seguito di attacchi USA indicano che, a differenza della Russia, Teheran rimane un avversario primario da contenere con attenzione.
• Artico. Il finanziamento della flotta di rompighiaccio è la mossa più esplicita di geo-strategia della giornata. È una dichiarazione di intenti per contrastare la crescente presenza militare ed economica di Russia e Cina in una regione cruciale per le rotte commerciali e le risorse future.
• Asia. Emerge una minaccia parallela con il ritorno del radicalismo islamico, che si estende dal Bangladesh al Pakistan, rappresentando un fattore di instabilità regionale che opera su un binario diverso, ma non meno pericoloso, rispetto alla competizione tra grandi potenze.

Geo-economia, Industria, Mercati e Marittimità
La giornata ha delineato una chiara strategia geoeconomica americana basata sul rafforzamento del complesso militare-industriale e sulla rinegoziazione dei termini energetici globali.
• Rinascita Industriale-Marittima USA. L’investimento nei rompighiaccio è solo la punta dell’iceberg. L’adozione di Intelligenza Artificiale da parte di HII per accelerare la costruzione navale, l’immissione di 1100 nuovi ufficiali dalle accademie marittime e la celebrazione dei 75 anni del Military Sealift Command indicano uno sforzo coordinato per ricostruire la superiorità marittima americana. Questo sforzo, tuttavia, si scontra con difficoltà reali, come i problemi del programma delle fregate classe Constellation.
• Riorientamento Energetico. Le indiscrezioni su un inviato della Casa Bianca che lavora per revocare le sanzioni energetiche alla Russia e riavviare il Nord Stream allarmano l’Europa. Un possibile accordo Trump-Putin per “dividere il mercato energetico europeo” rappresenterebbe una mossa che subordinerebbe la sicurezza degli alleati a un accordo bilaterale con Mosca. Questo si lega alla imminente riunione dell’OPEC+ che potrebbe aumentare la produzione, alterando ulteriormente i mercati.
• Competizione Tecnologica. La Cina non sta a guardare. La sua spinta per il dominio delle infrastrutture di cavi sottomarini è una minaccia diretta alla sicurezza delle comunicazioni globali, un chiaro tentativo di controllare le arterie digitali del pianeta.

Geopolitica e Relazioni Internazionali
Il mondo assiste all’applicazione della dottrina Trump. La percezione europea, come mostrato dai grafici, è di profonda diffidenza. Le relazioni transatlantiche sono a un punto di svolta: l’inaffidabilità americana percepita sta costringendo l’UE a confrontarsi con la necessità di una vera “autonomia strategica”, sebbene le divisioni interne, come le frizioni nella maggioranza di von der Leyen, ne rallentino il percorso. Nel frattempo, attori non-occidentali consolidano le loro piattaforme: il vertice BRICS in Brasile, con il lancio di un fondo di garanzia per gli investimenti, rappresenta il tentativo più strutturato di creare un’alternativa all’ordine economico guidato dagli USA.

Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Questo teatro è in ebollizione. Le tensioni greco-turche per il gas si intrecciano con la politica di massima pressione USA sull’Iran. La politica estera interventista degli Emirati Arabi Uniti si è rivelata un “boomerang”, destabilizzando ulteriormente Siria e Sudan. L’Europa, attraverso iniziative come il Med-Or Day, cerca di riaffermare la propria centralità, mentre i Balcani occidentali evolvono da “consumatori” a “produttori” di sicurezza, integrandosi lentamente nelle architetture di difesa europee.
• Heartland Euro-asiatico. È il cuore dello scontro. La Russia, sentendosi le spalle coperte da un lato dal disimpegno USA e dall’altro dal sostegno strategico cinese (“Pechino non può permettersi la sconfitta della Russia”), ha campo libero in Ucraina e potrebbe estendere la sua pressione sull’Asia Centrale. Il ritorno del radicalismo in Afghanistan e Pakistan aggiunge un ulteriore strato di instabilità ai confini meridionali di questa macro-regione.
• Teatro Boreale-Artico. È la nuova frontiera della Guerra Fredda 2.0. Lo stanziamento USA per i rompighiaccio è una risposta diretta alla militarizzazione russa e alle ambizioni cinesi sulla “Via della Seta Polare”. Il monitoraggio di sottomarini russi da parte della Royal Navy e la pianificazione navale svedese confermano che il Grande Nord è tornato ad essere un’arena di confronto militare diretto tra potenze.
• Teatro Australe-Antartico. Meno cinetico, ma strategicamente rilevante per i riallineamenti globali. Il Brasile si posiziona come leader del “Sud Globale” ospitando il vertice BRICS, ma il suo futuro orientamento dipenderà dalle elezioni del 2026. L’instabilità in Africa meridionale, come in Sudan, risente delle interferenze di potenze regionali esterne.
• Indopacifico. Questo rimane il teatro principale della competizione USA-Cina a lungo termine. La spinta cinese sul dominio dei cavi sottomarini e la modernizzazione della flotta malese sono due facce della stessa medaglia: la crescente militarizzazione e securitizzazione delle vie marittime. L’intera strategia di rilancio industriale-marittimo statunitense è in ultima analisi proiettata a contenere Pechino in quest’area.

Conclusioni e Possibili Sviluppi
Il 4 luglio 2025 ha accelerato la frammentazione dell’ordine globale. La strategia di Trump, chiara nella sua logica nazionalista, genera instabilità e costringe gli altri attori a ricalibrare le proprie posizioni. L’Europa si trova di fronte a un bivio esistenziale: subire le decisioni di Washington e Mosca o costruire una reale capacità di azione autonoma.
Nei prossimi giorni, l’attenzione sarà focalizzata su alcuni eventi chiave che determineranno gli sviluppi futuri:

  1. Domenica (domani). La riunione OPEC+ definirà i prezzi del petrolio per i prossimi mesi, con impatti diretti sull’inflazione globale e sulla strategia energetica russo-americana.
  2. Lunedì. L’incontro tra Netanyahu e Trump a Washington chiarirà la strategia USA in Medio Oriente e il livello di pressione sull’Iran.
  3. Mercoledì. La scadenza della pausa tariffaria di Trump potrebbe riaccendere le guerre commerciali, in particolare con la Cina, a meno di una proroga dell’ultimo minuto.
  4. 10 luglio. Si terrà il vertice franco-britannico a Londra, primo, vero test della volontà e capacità europea di sostenere l’Ucraina senza il pieno appoggio americano.

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