11-08-25 Dal mondo
11 Agosto 2025 2025-08-11 7:3111-08-25 Dal mondo
Geopolitica
—Ucraina. Lo stato d’ansia dei leader europei esclusi dalle trattative fra Trump e Putin
—Ecco perché Putin e Trump scelgono l’Alaska per il primo incontro
—Missione Caucaso per il pacificatore Trump. Armenia e Azerbaigian meno distanti
—Accordo Armenia Azerbaigian, Iran si oppone al controllo USA sul corridoio Zangezur
—Netanyahu decide per l’annientamento di Gaza
—Israele-Egitto, il patto del gas
—La sfida nel Pacifico Occidentale
—La guerra di Corea finirà mai?
–🇬🇧What can we expect from a Trump-Putin meeting?
–🇬🇧How Trump’s latest Ukraine negotiation efforts could fail
–🇬🇧Trump and Putin just announced a meeting in Alaska. What does that mean for the war in Ukraine?
–🇬🇧Russia’s Mediterranean ‘Flotilla’ Is in a Sorry State
–🇬🇧What Trump’s Submarine Threat and Russia’s INF Exit Really Mean
–🇬🇧Is Donald Trump Right About Nukes?
–🇬🇧A False Armenia-Azerbaijan Peace
–🇬🇧Trump’s gambit for the elusive South Caucasus peace deal
–🇬🇧America Had to Bomb Hiroshima and Nagasaki
Geoeconomia – Tecnologia
—I dazi di Trump come randello contro i BRICS
—BRICS. La Controffensiva del Sud Globale
—Brasile. I dazi di Trump consolidano i BRICS
—Houthi, nel mirino 64 compagnie armatoriali
—Logistica ed infrastrutture al tempo dell’ultima guerra in Europa
–🇬🇧AI: The Road to Utopia or Dystopia?
Difesa
–🇬🇧‘Irregular’ Chinese Flotilla Spotted in Luzon Strait
–🇬🇧Trump’s Tariffs Are Killing F-35 Sales
–🇬🇧The F-35 Lightning II Is Still the Greatest Fighter Jet in the World
Scenari Geopolitici e Geoeconomici
Il fine settimana è stato dominato dall’attivismo diplomatico dell’amministrazione Trump, che si è manifestato in due eventi principali con profonde implicazioni globali. In primo luogo, l’annuncio di un vertice tra il Presidente Donald Trump e il Presidente russo Vladimir Putin in Alaska, previsto per il 15 agosto, per discutere una tregua nel conflitto ucraino. Questa iniziativa, che esclude i leader europei, ha generato ansia e preoccupazione tra gli alleati della NATO, i quali temono che possano essere fatte concessioni favorevoli a Mosca a scapito della sovranità di Kiev.
In secondo luogo, la mediazione statunitense ha portato alla firma di uno storico accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian alla Casa Bianca, ponendo fine a decenni di ostilità. Sebbene rappresenti un successo diplomatico per Washington, l’intesa è accolta con scetticismo per la sua fragilità e per le forti reazioni negative dell’Iran, che si oppone a un controllo statunitense sul strategico corridoio di Zangezur.
Geo-strategia e conflittualità
Il panorama dei conflitti globali rimane critico. Nel Vicino Oriente, il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato l’invasione di Gaza City, una mossa che mira all’annientamento militare di Hamas ma che rischia di trasformarsi in una lunga e sanguinosa guerriglia urbana, provocando una catastrofe umanitaria. La decisione ha suscitato la condanna di attori internazionali, incluse le Nazioni Unite, e l’isolamento politico del primo ministro Netanyahu.
In Ucraina, nonostante le aperture diplomatiche, il conflitto prosegue con intensità. Le forze russe stanno guadagnando terreno negli oblast orientali, in particolare intorno a Pokrovsk, sfruttando le difficoltà logistiche e la carenza di truppe addestrate da parte ucraina. Entrambe le parti continuano a fare uso massiccio di droni e missili.
Le tensioni nell’Indo-Pacifico sono in aumento. Una flottiglia “irregolare” cinese è stata avvistata nello Stretto di Luzon, sollevando preoccupazioni nelle Filippine. Parallelamente, Pechino ha mostrato i muscoli con esercitazioni militari e la presentazione di una nuova nave d’assalto anfibio, inviando un chiaro messaggio a Taiwan e agli altri attori regionali.
Nel Mar Rosso, gli Houthi hanno intensificato la loro campagna contro il traffico marittimo, minacciando direttamente 64 compagnie armatoriali e utilizzando tattiche sempre più sofisticate.
Geo-economia, industria, mercati e marittimità
Le politiche protezionistiche dell’amministrazione Trump stanno avendo un impatto significativo sull’economia globale. I dazi imposti dagli Stati Uniti non solo penalizzano le vendite di asset strategici come i caccia F-35, ma provocano anche la reazione di potenze come l’India e rafforzano la coesione del blocco BRICS, che si pone sempre più come un’alternativa all’ordine economico a guida occidentale. Le tensioni commerciali globali hanno portato a una previsione di calo del 56% nel settore marittimo per il 2025.
Nel settore della difesa, si assiste a una corsa all’innovazione e al riarmo. Gli Stati Uniti accelerano sullo sviluppo di armi laser per contrastare droni e missili. Il Giappone ha ricevuto i suoi primi caccia F-35B, potenziando notevolmente le sue capacità di proiezione nell’Indo-Pacifico. L’Australia ha optato per l’acquisto di fregate giapponesi classe Mogami e valuta l’adozione di tecnologie di propulsione ibrida per la sua marina. In Europa, Thyssenkrupp punta a capitalizzare il boom della domanda nel settore della difesa navale.
Il settore energetico è al centro di importanti dinamiche geopolitiche. Un accordo sul gas ha reso l’Egitto sempre più dipendente da Israele. In Africa, il progetto del gasdotto tra Nigeria e Marocco è vicino a diventare realtà. Nel frattempo, le sanzioni continuano a colpire il progetto russo Arctic LNG 2.
Geopolitica e relazioni internazionali
La diplomazia di Trump, assertiva e spesso unilaterale, sta ridisegnando alleanze e rivalità. L’accordo Armenia-Azerbaigian è visto come una “mossa del cavallo (indica un’azione che rompe gli schemi tradizionali e permette di superare ostacoli o raggiungere obiettivi in modo non convenzionale)” per ridurre l’influenza russa nel Caucaso.
Tuttavia, la retorica e le politiche di Trump sul nucleare generano incertezza, spingendo alcuni alleati a considerare lo sviluppo di proprie capacità atomiche e alimentando un “cheap talk” che indebolisce i trattati di controllo degli armamenti.
Le relazioni transatlantiche sono messe alla prova dall’esclusione dei leader europei dai colloqui USA-Russia sull’Ucraina. Nel frattempo, diverse crisi politiche interne scuotono Paesi strategicamente rilevanti come la Tunisia, con lo scontro tra il presidente Saied e il sindacato UGTT; il Senegal, con un’inchiesta per crimini contro l’umanità; e la Corea del Sud, a causa di uno scandalo che coinvolge la First Lady.
Analisi per Teatro Operativo
- Mediterraneo Allargato. Questo teatro è in pieno fermento. Il conflitto a Gaza sta entrando in una nuova fase devastante con l’invasione di Gaza City, mentre l’accordo sul gas tra Israele ed Egitto ridisegna la mappa energetica e le dipendenze strategiche regionali. Gli attacchi Houthi nel Mar Rosso continuano a minacciare una delle principali rotte commerciali del mondo. Nel Caucaso, l’accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian mediato dagli USA ha alterato gli equilibri, provocando la dura reazione dell’Iran e marginalizzando la Russia, la cui presenza navale nel Mediterraneo è ai minimi storici. Le crisi politiche in Libia, Algeria e Tunisia contribuiscono a un quadro di generale instabilità.
- Heartland euro-asiatico. L’esito del vertice Trump-Putin in Alaska sarà decisivo per il futuro della guerra in Ucraina, dove la Russia continua la sua offensiva. L’accordo nel Caucaso rappresenta una battuta d’arresto per l’influenza di Mosca nella sua “estero vicino”. La Cina continua a rappresentare il perno strategico della regione, osservando attentamente le mosse americane. Sul fronte interno, la Russia affronta la minaccia del terrorismo islamico con l’arresto di nove sospetti reclutati in Europa.
- Teatro operativo Boreale-Artico. L’Artico è un’arena di crescente competizione. La presenza di una flottiglia di navi da ricerca cinesi e di navi cisterna russe sanzionate nelle acque artiche ha messo in allarme la Guardia Costiera statunitense. La Groenlandia si conferma un territorio strategicamente conteso tra le grandi potenze. La scelta dell’Alaska per il summit USA-Russia sottolinea l’importanza geopolitica della regione. Anche la Corea del Sud mostra il suo interesse, pianificando nuove rotte di navigazione artica.
- Teatro operativo Australe-Antartico. L’Australia sta rafforzando le sue capacità navali in risposta alla crescente assertività cinese, acquistando fregate giapponesi e valutando tecnologie innovative. Emergono tuttavia differenze di approccio strategico rispetto alla Nuova Zelanda, più incline alla soft power. In America Latina, si segnala la possibile elezione di un presidente comunista in Cile (Jeannette Jara) , un evento che potrebbe alterare gli equilibri politici regionali. In Argentina, le proposte di riforme economiche radicali di Javier Milei creano tensioni istituzionali. La Colombia si distingue per aver varato la sua prima nave da pattugliamento oceanico interamente progettata e costruita a livello nazionale.
- Indopacifico. Questo è il teatro centrale della competizione tra Stati Uniti e Cina. La presenza militare cinese si manifesta con l’invio di flottiglie “irregolari”, esercitazioni navali e una retorica aggressiva verso Taiwan. Gli Stati Uniti e i loro alleati rispondono con esercitazioni congiunte (USA-Regno Unito) e il potenziamento delle capacità difensive dei partner regionali, come il Giappone con i nuovi F-35B. La penisola coreana rimane un nodo di tensione irrisolto. L’Indonesia si propone come partner per la manutenzione della flotta statunitense, segnalando un allineamento strategico con Washington.
Conclusioni e possibili sviluppi
Il fine settimana dell’8-10 agosto 2025 delinea un quadro globale caratterizzato da tre tendenze principali:
- Diplomazia transazionale a guida USA. L’approccio di Trump, se da un lato ottiene risultati come l’accordo nel Caucaso, dall’altro crea frizioni con gli alleati storici e alimenta l’incertezza sulla stabilità degli accordi di sicurezza globali.
- Intensificazione della competizione strategica. La rivalità tra USA e Cina si manifesta in modo sempre più evidente nell’Indo-Pacifico e nell’Artico, mentre il confronto con la Russia si gioca sul campo ucraino e al tavolo negoziale.
- Frammentazione e persistenza dei conflitti regionali. Le crisi a Gaza, in Ucraina e nel Mar Rosso mostrano una tendenza all’escalation, con profonde conseguenze umanitarie ed economiche.
Possibili sviluppi da monitorare nei prossimi giorni:
• Il vertice USA-Russia (15 agosto). L’evento più imminente e potenzialmente dirompente. Gli esiti dei colloqui tra Trump e Putin sull’Ucraina determineranno le prossime mosse di Kiev, di Mosca e degli alleati europei, con possibili ripercussioni sull’unità della NATO.
• L’offensiva israeliana a Gaza. L’implementazione del piano di invasione di Gaza City potrebbe scatenare una nuova, violentissima fase del conflitto, con un drastico peggioramento della crisi umanitaria e reazioni internazionali ancora più dure.
• L’attuazione dell’accordo Armenia-Azerbaigian. La tenuta dell’accordo dipenderà dalla gestione delle pressioni esterne, in particolare da parte dell’Iran, e dalla capacità di Washington di garantire la sicurezza del corridoio di transito. Qualsiasi incidente potrebbe riaccendere rapidamente le ostilità.
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