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12-08-25 Dal mondo

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12-08-25 Dal mondo

Il bilaterale Putin-Trump potrebbe (ri)aprire una nuova fase del conflitto in Ucraina. Ecco perché

Trump e Putin in Alaska: incontro al vertice

Fuoco di sbarramento sul summit Putin-Trump

Il summit in Alaska visto da Mosca

Timori, speranze e tante illazioni in vista del vertice Putin-Trump in Alaska

Ucraina. Whitaker, ‘Tecnici al lavoro per la cessione di territori per fermare a guerra

Trump “niente Zelensky in Alaska, presto vertice Usa-Russia-Kiev”

Klitschko (sindaco Kiev) “In Ucraina siamo stanchi della guerra”

Gaza, l’ultima ferita

Crosetto “Israele ha perso umanità e ragione”

Torna la guerra ombra tra Israele e Iran

Trump e il nuovo grande gioco nel Corridoio di Zangezur visto dall’India

India. Modi se ne frega delle sanzioni USA, ‘La Russia partner affidabile’

UK, Mauritius e il futuro di Diego Garcia

L’accordo sui dazi USA e la debolezza dell’Europa

Lo scacco a- BackRock a Panama è una sconfitta anche per Trump

Perché Trump attacca i BRICS e non la Cina

–🇬🇧After the Trade War

–🇬🇧NAVSEA Leaders Discuss Advanced Technology Needs

UE. Bruxelles lancia il “Safe” per la corsa agli armamenti

Ospedali militari e diplomazia sanitaria, la nuova frontiera del potere americano

–🇬🇧For China, the Ukraine War Is a Laboratory

–🇬🇧Chinese Warship, Cutter Collide in South China Sea

–🇬🇧Is the Royal Navy at breaking point or a turning point?

–🇬🇧Royal Canadian Navy christens her sixth and last Arctic offshore patrol ship

–🇬🇧Taiwan’s Upgraded Kang Ding-class frigate begins sea trials

La giornata dell’11 agosto 2025 si delinea come un momento di profonda ridefinizione degli equilibri globali, dominata dall’attesa per un’iniziativa diplomatica ad alto rischio e da una serie di crisi regionali che testano la stabilità delle alleanze e dei mercati. L’approccio transazionale dell’amministrazione Trump, unito alle mosse strategiche di potenze revisioniste come Russia e Cina, genera un quadro di incertezza in cui le dinamiche di lungo periodo, come quelle descritte da Ian Morris sulla ciclicità del potere tra Oriente e Occidente, sembrano accelerare. Lo sviluppo sociale, guidato da geografia e tecnologia, sta visibilmente alterando gli scenari strategici, dall’Artico all’Indo-Pacifico.

Evento clou della giornata
L’evento catalizzatore dell’11 agosto 2025 è la mobilitazione diplomatica in vista del vertice del 15 agosto in Alaska tra Trump e Putin, volto a negoziare la fine della guerra in Ucraina tramite un controverso scambio di territori.
La decisione di Trump di escludere Zelensky ha allarmato l’Europa, che si è mostrata compatta nel sostegno a Kiev, rifiutando qualsiasi accordo che mini la sua sovranità. Il summit è interpretato come un tentativo di Mosca di sfruttare le divisioni occidentali per imporre la propria agenda e legittimare le sue posizioni. Sullo sfondo, la crisi umanitaria a Gaza si aggrava, evidenziando la difficoltà di una reazione unitaria occidentale anche su altri fronti e generando pesanti conseguenze regionali.

Geo-strategia e conflittualità
Il panorama strategico globale è attraversato da tensioni multiple.
• Vertice Trump-Putin e tensioni sull’Ucraina.
L’imminente vertice in Alaska ha polarizzato l’Occidente. L’Europa si è schierata a sostegno di Kiev, rifiutando concessioni territoriali, mentre Washington appare divisa. La mancata partecipazione iniziale di Zelensky è vista come un vantaggio per Mosca, che ha consolidato un’alleanza diplomatica con Cina, India e altri Paesi. Mentre il sindaco di Kiev, Vitalij Klitschko, esprime la stanchezza della popolazione e invoca la pace, la Cina continua a osservare la guerra come un “laboratorio” per affinare le proprie strategie militari.
• Crisi umanitaria e destabilizzazione in Medio Oriente.
La situazione a Gaza è un’emergenza umanitaria acuta, aggravata dall’uccisione di cinque giornalisti di Al Jazeera in un raid israeliano, che ha suscitato condanne internazionali. Le reazioni europee sono forti ma divise: la Germania ha bloccato le forniture militari a Israele e l’Italia ha criticato la “perdita di umanità” di Tel Aviv. Il conflitto ha ripercussioni regionali, con attacchi in Libano e nel Mar Rosso, mentre la guerra ombra tra Israele e Iran si intensifica con sabotaggi e attacchi informatici a infrastrutture critiche.
• Tensioni marittime e militari nell’Indo-Pacifico.
L’aggressività cinese nel Mar Cinese Meridionale è sottolineata da un incidente significativo: una nave da guerra di Pechino si è scontrata con una nave della propria guardia costiera. In risposta alle pressioni cinesi, Taiwan ha avviato le prove in mare della sua fregata aggiornata Kang Ding per rafforzare la propria deterrenza. La Corea del Sud affronta una crisi strutturale delle sue forze armate, ridotte del 20% a causa del crollo demografico, mettendo a rischio la sua capacità difensiva.
• Focolai di instabilità in Africa e America Latina.
Nel Sahel, in particolare in Mali, nuove strategie militari islamiste e la presenza di mercenari aggravano l’insicurezza, minacciando la stabilità regionale.
In Colombia, l’assassinio del candidato presidenziale Miguel Uribe riaccende i timori legati alla violenza politica e all’instabilità del Paese.

Geo-economia, industria, mercati e marittimità
• Commercio, Tecnologia e Sanzioni Globali.
Politica USA-Cina. L’amministrazione Trump attua una politica di “tregua tattica” con Pechino per evitare una guerra commerciale totale. Un esempio è l’accordo che obbliga Nvidia e AMD a versare il 15% dei ricavi dalla vendita di chip AI in Cina al governo USA per ottenere licenze di esportazione, mossa che mira a controllare la tecnologia critica mantenendo l’accesso al mercato.
Posizione verso i BRICS e l’India. Washington adotta una linea dura verso il blocco dei BRICS, ma l’India di Modi ignora le sanzioni statunitensi, rafforzando la sua partnership strategica con la Russia.
Pressione interna e debolezza europea. L’amministrazione Trump esercita pressioni sulle università d’élite minacciando tagli ai fondi federali, mentre l’Europa viene percepita in una posizione di relativa debolezza negoziale nel confronto globale.
• Mercati Energetici e Nuovi Corridoi Geoeconomici.
Dinamiche del gas e del petrolio. Mentre si discute della possibilità di un ritorno del gas russo in Europa e la Libia lotta per mantenere la sua produzione, i Paesi arabi hanno aumentato le loro esportazioni di energia, mostrando resilienza.
Nuove rotte e strategie. Gli Stati Uniti promuovono un nuovo corridoio economico in Asia Centrale che include anche Russia e Iran, con l’obiettivo di ridisegnare gli equilibri commerciali regionali.
Sicurezza marittima nell’Artico. La navigazione di petroliere sanzionate nelle acque artiche russe solleva gravi questioni sulla sicurezza e il controllo delle rotte strategiche emergenti.
• Industria della Difesa e Nuovi Teatri Strategici.
Autonomia europea e impatto sui mercati. L’Europa risponde alle tensioni globali lanciando il programma SAFE per finanziare la propria corsa agli armamenti. Tuttavia, l’incertezza geopolitica, come quella legata al vertice Trump-Putin, ha un impatto diretto sui mercati, causando cali per aziende della difesa come la tedesca Rheinmetall.
Centralità dell’Artico. La regione artica è un teatro di crescente interesse strategico, con Stati Uniti e alleati che aumentano i pattugliamenti per affermare la sovranità e monitorare le nuove rotte marittime.

Geopolitica e relazioni internazionali
• La spaccatura dell’Occidente e la strategia russa.
Il vertice in Alaska tra Trump e Putin è il fulcro di una profonda spaccatura in Occidente. Mentre gli Stati Uniti perseguono un dialogo diretto con Mosca, l’Unione Europea, con la Germania di Merz in prima linea, cerca di compattarsi a sostegno della sovranità ucraina.
Mosca capitalizza queste divisioni rafforzando le sue alleanze alternative con i BRICS e altri partner asiatici, sfidando l’ordine occidentale.
• Riallineamenti globali e nuove sfere di influenza.
La Russia consolida la sua influenza con mosse strategiche come il riconoscimento ufficiale del governo talebano in Afghanistan, una mossa che potrebbe innescare un “effetto domino” diplomatico.
Nel frattempo, potenze in Asia meridionale e Africa mostrano crescente autonomia dalle pressioni occidentali. In risposta, l’Occidente cerca nuove opportunità per rafforzare la propria influenza in aree strategiche come il Caucaso Meridionale.
• Il Medio Oriente come amplificatore delle divisioni.
La crisi mediorientale, in particolare a Gaza, agisce come un ulteriore fattore di divisione per l’Occidente. La diplomazia internazionale fatica a trovare una posizione comune ed efficace di fronte a un Israele che mantiene una linea aggressiva, mettendo in luce la debolezza di un fronte occidentale unito.
• Evoluzione delle minacce alla sicurezza.
Il quadro geopolitico è complicato da sfide alla sicurezza non tradizionali. Spionaggio, cyberattacchi e minacce ibride si stanno intensificando a livello globale, richiedendo a tutti gli attori un costante adeguamento strategico e operativo.

Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Questo teatro è un mosaico di crisi interconnesse. Il conflitto israelo-palestinese si manifesta con violenza a Gaza (raid, crisi umanitaria) e genera ripercussioni diplomatiche in Europa (blocco armi tedesco, critiche italiane). La guerra ibrida tra Israele e Iran si intensifica con cyber-attacchi. La Libia rimane un attore energetico fragile ma cruciale. Nel Sahel, la politica estera americana cerca di bilanciare sicurezza e sviluppo. Nel Caucaso, l’Occidente intravede un’occasione per contrastare l’influenza di Russia, Iran e Turchia.
• Heartland euro-asiatico. L’asse è dominato dalle manovre della Russia, che utilizza il vertice con Trump per dividere l’Occidente e rafforza i legami con l’India e il governo talebano in Afghanistan. La Cina osserva attentamente l’Ucraina come caso di studio, gestisce le tensioni commerciali con gli USA tramite un accordo sui chip e prosegue con la sua assertività militare. L’iniziativa americana per un corridoio economico centrasiatico che include Russia e Iran segnala un approccio pragmatico volto a ridisegnare gli equilibri di potere nella regione.
• Teatro operativo Boreale-Artico. La regione acquista una centralità strategica crescente. Il Canada completa la sua flotta di pattugliatori artici per rafforzare la propria sovranità. Gli Stati Uniti rispondono commissionando una nuova pattuglia della Guardia Costiera. La navigazione di una petroliera sanzionata in acque russe senza permessi evidenzia le sfide della governance marittima. Il vertice stesso, tenuto in Alaska, consacra simbolicamente l’importanza geopolitica del Polo Nord.
• Teatro operativo Australe-Antartico. Le notizie da quest’area sono più frammentate ma significative. In America Latina, la violenza politica in Colombia e le tensioni elettorali in Bolivia indicano una persistente instabilità. Un insuccesso finanziario di BlackRock a Panama viene letto anche come una battuta d’arresto per l’influenza economica statunitense. In Africa, si esplora il potenziale dei minerali critici come strumento di pace tra Congo e Rwanda, mentre le relazioni USA-Kenya rimangono un pilastro per la sicurezza nell’Africa orientale. La rilevanza strategica di Diego Garcia nell’Oceano Indiano viene riaffermata nel contesto delle proiezioni di potere marittimo.
• Indopacifico. È il teatro della competizione strategica più diretta. Lo scontro accidentale tra navi cinesi dimostra l’alta tensione nel Mar Cinese Meridionale. Le risposte di Taiwan (aggiornamento navale) e la crisi militare della Corea del Sud evidenziano la pressione esercitata da Pechino. L’India gioca un ruolo autonomo, mantenendo una solida partnership con la Russia nonostante le pressioni USA. L’accordo sui semiconduttori tra USA e Cina dimostra come competizione strategica e interdipendenza economica coesistano in un equilibrio precario.

Conclusioni e possibili sviluppi
L’11 agosto 2025 si chiude lasciando aperti numerosi fronti di incertezza. I temi con maggiori probabilità di sviluppo nei prossimi giorni sono:

  1. L’esito del vertice Trump-Putin. Sarà l’evento dominante. Un accordo sull’Ucraina, anche solo preliminare, potrebbe ridefinire la sicurezza europea e la coesione della NATO. Al contrario, un fallimento potrebbe inasprire ulteriormente le relazioni tra Russia e Occidente.
  2. La reazione europea e ucraina. La risposta di Bruxelles e Kiev alle mosse di Trump sarà cruciale. Si assisterà a un compattamento del fronte europeo o a un’ulteriore frammentazione di fronte a un’eventuale intesa USA-Russia?
  3. Le tensioni nell’Indo-Pacifico. L’incidente nel Mar Cinese Meridionale e le mosse di Taiwan sono segnali che la situazione potrebbe deteriorarsi rapidamente. La gestione delle relazioni sino-americane, tra scontro militare e cooperazione economica forzata, rimane il nodo più complesso dello scenario globale.
  4. La crisi in Medio Oriente. Con il blocco tedesco delle forniture militari a Israele e la continua guerra ombra con l’Iran, la regione rischia una nuova escalation. Le dinamiche interne all’Iran, tra proteste e repressione, aggiungono un ulteriore elemento di instabilità.
    Il mondo osserva, in bilico tra la speranza di una de-escalation negoziata dalle grandi potenze e il timore che accordi unilaterali possano generare nuove e più profonde fratture.


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