12-06-25 Dal mondo
12 Giugno 2025 2025-06-12 7:3612-06-25 Dal mondo
Geopolitica
—Ucraina. Bombardamenti senza sosta: l’appello di Zelensky e il silenzio strategico dell’occidente
—Hezbollah alla conquista dell’America Latina
—Tra Cina e USA, Ucraina e tensioni interne negli Stati Uniti
—La politica estera USA è fuori dal controllo di Trump?
—Il dialogo discreto di Roma con Teheran, mentre Washington setta la strategia
—Italia-Azerbaigian. Vertice a Baku per collaborazione nella gestione dei disastri naturali
—Germania, l’Spd si spacca sul riarmo
—Orban potrebbe non ricandidarsi di fronte alla sfida di Magyar
—Si riaccende la guerra nel Congo
–🇬🇧Four Steps Necessary to End the Russia-Ukraine War
–🇬🇧What the giddy reaction to Ukraine’s surprise attacks says about us
–🇬🇧Lebanon’s Future Hinges on Ending Hezbollah
–🇬🇧Georgia Shifts Eastward Amid Strained Western Ties
–🇬🇧Three reasons why China can’t afford to invade Taiwan
Geoeconomia
—Terre Rare, nuovo campo di battaglia geopolitico
—Cina-Usa, accordo su dazi e terre rare
—Il piano dell’Asean per diventare un gigante economico globale
—Il rinascimento dell’energia nucleare secondo Trump
–🇬🇧Trade & U.S. National Security: What Constitutes an International Economic Emergency
–🇬🇧Maritime Industry Leaders Signal Growing Concern Over Political Instability and Cyber Threats
Difesa
—Genova fa festa per il Vespucci con il presidente Mattarella
–🇬🇧Coding Defense Solutions on the Fly with AI
–🇬🇧Unique Chinese aircraft carrier deployment in Western Pacific
Sintesi Geopolitica e Geoeconomica (focus su quanto accaduto il 11 giugno)
La giornata dell’11 giugno 2025 presenta un quadro globale caratterizzato da dinamiche divergenti e interconnesse. Sul piano geoeconomico, si registra un tentativo di de-escalation con l’annuncio di una tregua commerciale tra Stati Uniti e Cina, finalizzata a stabilizzare le catene del valore globali. Questo sviluppo, tuttavia, coesiste con una marcata escalation su due fronti critici. Sul piano geopolitico, aumenta il rischio di un conflitto aperto nel Vicino Oriente, come evidenziato dalle evacuazioni del personale diplomatico statunitense in Iraq e nel Golfo Persico. Sul piano interno, la stabilità della stessa potenza americana è messa in discussione da acute tensioni sociali a Los Angeles, che hanno portato a un grave scontro istituzionale tra autorità federali e statali.
L’analisi complessiva rivela pertanto un sistema internazionale in cui la ricerca di stabilità economica si scontra con una crescente frammentazione strategica e una significativa instabilità politica interna ai suoi attori chiave.
Evento Clou: La Triplice Crisi
L’11 giugno 2025 è stato definito da tre eventi chiave, indicatori di dinamiche strategiche divergenti:
- Escalation Militare. L’evacuazione del personale diplomatico non essenziale USA da Iraq, Bahrein e Kuwait, unita all’allerta marittima (UKMTO) nel Golfo Persico, segnala un picco critico nelle tensioni con l’Iran e un conseguente aumento del rischio per la sicurezza delle rotte energetiche.
- De-escalation Commerciale. L’annuncio di un accordo commerciale con la Cina. Al di là dei dazi reciproci, il suo fulcro strategico consiste nella ripresa delle esportazioni cinesi di terre rare e magneti, componenti critici per l’industria e la difesa statunitensi, mossa dettata da un calcolato pragmatismo economico.
- Instabilità Interna. Una grave crisi istituzionale negli Stati Uniti, originata dal dispiegamento di forze federali (Guardia Nazionale e Marines) a Los Angeles. L’evento ha innescato uno scontro diretto con le autorità statali della California, evidenziando una profonda frattura interna nella principale potenza globale.
Geo-strategia e Conflittualità
In concomitanza con gli sforzi di de-escalation economica, si osserva un’intensificazione dei conflitti e delle crisi di stabilità in più teatri operativi.
• Nel teatro europeo, il conflitto in Ucraina evolve verso una guerra di logoramento. La strategia russa combina attacchi aerei su centri strategici (Kharkiv) con l’obiettivo di interdire l’accesso marittimo dell’Ucraina (Odessa) per eroderne la sostenibilità economica. La risposta ucraina si articola su una strategia asimmetrica, conducendo attacchi in profondità (deep strikes) contro obiettivi di alto valore in territorio russo. Parallelamente, la NATO segnala un’ulteriore escalation nella sua postura difensiva, pianificando un significativo potenziamento delle capacità aeree e missilistiche.
• Nell’Indopacifico, la competizione strategica tra Stati Uniti e Cina si manifesta in modo tangibile. Per la prima volta, la Cina ha condotto operazioni simultanee con due gruppi navali portaerei, una significativa dimostrazione di capacità di proiezione di potenza (power projection) volta a modificare gli equilibri militari regionali, primariamente in funzione di coercizione su Taiwan. Tale sviluppo accentua la pressione sulla base industriale della difesa statunitense, il cui ritmo produttivo è considerato insufficiente dal Pentagono per sostenere la competizione a lungo termine.
• A livello regionale, si registrano molteplici focolai di instabilità. In Israele, una grave crisi di governabilità minaccia la tenuta della coalizione esecutiva, aggravata da sanzioni internazionali contro alcuni suoi ministri. In Colombia, il tentato assassinio di un candidato presidenziale indica una recrudescenza della violenza politica, minacciando di compromettere la stabilità nazionale.
Geo-economia e Marittimità
Sul piano geoeconomico, l’accordo commerciale tra Stati Uniti e Cina interviene in un contesto di massima criticità per il sistema logistico marittimo globale. Dati dell’istituto Alphaliner indicano che la flotta portacontainer opera a piena capacità, con un tasso di inutilizzo (idle capacity) dello 0.6%, un minimo storico che amplifica la vulnerabilità del sistema a shock esogeni. Il report dell’International Chamber of Shipping conferma questa valutazione, evidenziando la crescente percezione di rischio tra gli operatori del settore riguardo all’instabilità politica e alle minacce cibernetiche.
Tuttavia, l’analisi strutturale rivela che la principale arena di competizione si è spostata dal commercio alla supremazia tecnologica, specificamente nei settori dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale. In questo dominio, si registrano due sviluppi significativi:
- Il tentativo dell’Unione Europea di raggiungere la sovranità tecnologica attraverso iniziative come il supercomputer SpiNNaker 2.
- Lo sviluppo da parte della Cina di “QiMeng”, un sistema di IA per l’automazione della progettazione di circuiti integrati (EDA – Electronic Design Automation). Questo rappresenta un potenziale breakthrough strategico, in quanto mira a neutralizzare l’efficacia delle politiche di negazione tecnologica (technology-denial) implementate dagli Stati Uniti.
In tale contesto, la tregua commerciale appare meno come una risoluzione del conflitto e più come una de-escalation tattica all’interno di una competizione strategica di lungo periodo per il dominio tecnologico.
Analisi dei Teatri Operativi
• Mediterraneo Allargato. È l’epicentro del collasso globale. La tensione pre-bellica nel Golfo Persico, con le evacuazioni USA da Iraq, Bahrein e Kuwait, domina la scena. A ovest, l’instabilità politica in Israele e la situazione a Gaza (definita “sterminio” da una commissione ONU alimentano la crisi. Nel Sahel, il conflitto in Sudan tracima, minacciando il Ciad e creando nuove disperate rotte migratorie verso la Libia e l’Europa. A est, nel Caucaso, la Georgia compie un drammatico riallineamento strategico, allontanandosi da un Occidente distratto per stringere legami con Cina, Iran ed Emirati Arabi, alterando gli equilibri regionali. Infine, la crisi si globalizza con il trasferimento di centinaia di operativi di Hezbollah in America Latina, un riposizionamento strategico con implicazioni globali.
• Heartland Euro-asiatico. Qui si gioca una partita a scacchi mortale. La Russia prosegue la sua guerra di logoramento in Ucraina, mentre l’UE risponde con un nuovo pacchetto di sanzioni contro il settore energetico (Nord Stream). La coesione europea è messa a dura prova dalle divisioni interne in Germania sul riarmo e dalla crisi di potere di Orbán in Ungheria.
• Indopacifico. È il nervoso centro del mondo, teatro della tregua tra Washington e Pechino. Ma è una calma apparente. Le manovre delle portaerei cinesi, l’ascesa programmata dell’ASEAN come gigante economico e l’instabilità politica in partner chiave come le Filippine (con la vicepresidente Duterte sotto processo) disegnano un quadro di estrema fluidità e rischio. La Cina, non distratta dalla tregua commerciale, accelera i preparativi per una possibile invasione di Taiwan, sviluppando capacità anfibie e infiltrando le istituzioni dell’isola con operazioni di spionaggio.
• Teatro Boreale-Artico. Il “fronte silenzioso” si sta riscaldando. La militarizzazione accelera, con la NATO che rafforza la sua postura e il Canada che anticipa la spesa militare al 2% del PIL. La mossa strategica del costruttore navale canadese Davie, che acquisisce cantieri in Texas per accelerare la produzione di rompighiaccio per gli USA, segnala una crescente integrazione industriale e strategica nordamericana per fronteggiare la sfida russa nell’Artico.
• Teatro Australe-Antartico. Le crisi globali proiettano le loro ombre anche a sud. La violenza politica in Colombia e il riposizionamento di Hezbollah in America Latina indicano la globalizzazione dei conflitti mediorientali. Parallelamente, la competizione per le risorse si estende agli abissi, con gli Stati Uniti che avviano, dopo 30 anni, la prima valutazione per lo sfruttamento di minerali di acque profonde vicino alle Samoa Americane.
Conclusioni
L’analisi degli eventi dell’11 giugno 2025 rivela una marcata divergenza tra il dominio geoeconomico, dove si manifestano tentativi di de-escalation tattica, e il dominio geopolitico e militare, caratterizzato da una crescente instabilità e da un aumento del rischio di conflitto. La razionalità economica, volta a preservare la stabilità delle catene del valore, appare insufficiente a contenere le spinte derivanti da competizioni strategiche, instabilità politica interna agli attori chiave e crisi regionali.
Si identificano i seguenti vettori critici, la cui evoluzione determinerà le dinamiche del sistema internazionale nel breve-medio termine:
- Dinamiche di Escalation nel Golfo Persico. Il principale fattore di rischio immediato. Gli indicatori da monitorare includono i movimenti di assetti militari statunitensi e iraniani, le attività delle milizie proxy e l’evoluzione della postura diplomatica. Un’ulteriore escalation avrebbe un impatto diretto sulla sicurezza delle rotte marittime (SLOCs) e sulla stabilità dei mercati energetici globali.
- Implementazione e Sostenibilità dell’Accordo USA-Cina. La resilienza della tregua commerciale sarà testata dalla persistente competizione tecnologica e dalla sfiducia strategica. Il monitoraggio si concentrerà sulla capacità della logica economica di prevalere sulle dinamiche di lungo periodo legate alla lotta per il primato tecnologico.
- Stabilità Interna degli Stati Uniti e Implicazioni Sistemiche. La crisi istituzionale tra autorità federali e statali costituisce un fattore di vulnerabilità interna. La sua evoluzione e la potenziale estensione ad altre aree potrebbero limitare la capacità di proiezione esterna (foreign policy capacity) e la credibilità degli Stati Uniti come attore globale.
- Ciclo di Escalation-Risposta nel Conflitto Russo-Ucraino. La natura e l’intensità della reazione russa agli attacchi asimmetrici ucraini in profondità rappresentano una variabile chiave. Le opzioni di risposta di Mosca — da una rappresaglia convenzionale ad attacchi ibridi — influenzeranno direttamente la traiettoria del conflitto.
- Crisi di Governabilità in Israele. L’eventuale collasso della coalizione di governo rappresenta un potenziale punto di svolta. Le sue conseguenze potrebbero includere un riallineamento politico interno con significative implicazioni per la stabilità regionale, in particolare per le dinamiche del conflitto israelo-palestinese.
- Vulnerabilità del Dominio Marittimo. La combinazione di massima saturazione della capacità logistica globale e di elevata tensione geopolitica rende il sistema eccezionalmente vulnerabile. Un incidente o un’interdizione deliberata in un punto di strangolamento strategico (chokepoint) come il Golfo Persico o lo Stretto di Taiwan potrebbe generare uno shock sistemico sull’economia globale, data la quasi totale assenza di capacità di assorbimento residua.
Eventi

Evento anteprima del ciclo “Conversazioni di Geopolitica: Comprendere un Mondo in Rapida Trasformazione”.
Prima di diventare uno dei personaggi più noti sulla scena mondiale, Volodymyr Zelens’kyj era già una celebrità in Russia e Ucraina. Ma possiamo davvero dire di conoscerlo? Dalla sua elezione nel 2019, ha interpretato ruoli diversi e spesso contraddittori: riformatore, leader in tenuta militare, democratico che si appoggia all’estrema destra. Con audacia e schiettezza, Fulvio Scaglione ci guiderà alla scoperta della parabola di Zelens’kyj, tra luci, ombre e consensi.

