30-06-25 Dal mondo
30 Giugno 2025 2025-06-30 7:5630-06-25 Dal mondo
Geopolitica
—Europa: il vertice delle divisioni
—Il pavone padrone dell‘Aia piena di polli adoranti
—Il nucleare iraniano e le mosse di USA e Israele dopo la guerra
—Il Quad si riunisce per navigare le tensioni nell’Indo-Pacifico
—Partenariato strategico Indonesia-Russia: implicazioni e traiettorie
—Cina. La purga continua: Xi Jinping fa piazza pulita nei vertici militari
—La guerra dei proxy: Somalia e la strategia della regionalizzazione controllata
–🇬🇧Four fundamental questions the NATO Summit did not answer
–🇬🇧All About Trump: the 2025 NATO Hague Summit
–🇬🇧Senate vote to exert war powers over Trump fails
–🇬🇧The US Can “Succeed” Against Iran, but at What Cost?
–🇬🇧Russia Is Unwilling to Aid Iran After the US Strike
–🇬🇧Russia Fears Its T-14 Armata Tank Would Get Crushed in Ukraine
–🇬🇧The Peklo Rocket Drone Is Amazing—but It Won’t Save Ukraine
–🇬🇧Will South Korea Distance Itself from the US Under President Lee?
Geoeconomia
—Il ‘Caso MPS’ e il saccheggio del risparmio
–🇬🇧Russia captures over 100-acre lithium reserve, one of Europe’s biggest ‘white gold’ sites
–🇬🇧Global Governance Innovation Report 2025
Difesa
—F-35 più Eurofighter, Erdogan si prepara ad una svolta per la Turchia?
–🇬🇧The Hidden Cyber War: Europe’s Emerging Cyber Armies and Proxy Threats
–🇬🇧Royal Australian Navy Commissions New OPV HMAS Arafura
–🇬🇧The Royal Navy’s Pacific Test
–🇬🇧UK Carrier Strike Group begins multilateral engagement in the Indo-Pacific
–🇬🇧U.S. Navy risks SM-6 production shutdown
Scenari Geopolitici
Il crepuscolo di giugno 2025 consegna al mondo un quadro di tensioni interconnesse, dove le decisioni prese nelle capitali occidentali riverberano sui campi di battaglia in Europa orientale e nei deserti del Medio Oriente, e dove la competizione per il dominio marittimo e tecnologico accelera a un ritmo allarmante. In queste 48 ore, il sistema internazionale appare come un organismo sotto stress, in cui la logica della deterrenza militare e della competizione geoeconomica prevale nettamente su quella della governance cooperativa, delineando i contorni di un ordine mondiale multipolare, frammentato e pericolosamente instabile.
Evento Clou
Il 28 giugno 2025, la Royal Australian Navy ha ufficialmente messo in servizio la HMAS Arafura, prima unità della nuova classe di pattugliatori d’altura (Offshore Patrol Vessel – OPV). Sebbene non sia un evento bellico, questo atto formale è un tassello tangibile e altamente simbolico della corsa al riarmo e al rafforzamento della sorveglianza marittima nell’Indo-Pacifico. La HMAS Arafura rappresenta la risposta strategica dell’Australia a un ambiente regionale sempre più instabile, incarnando la necessità di una “presenza persistente” per proteggere le vaste zone economiche esclusive e monitorare le attività delle potenze rivali. L’evento, avvenuto in un contesto di crescente proiezione di potenza navale da parte di attori come la Cina e il Regno Unito, sottolinea come il dominio marittimo sia diventato l’arena principale in cui si manifesta la competizione tra grandi potenze.
Geo-strategia e Conflittualità
Il panorama strategico globale è dominato dalle conseguenze di eventi cruciali di giugno, che hanno messo a nudo le vulnerabilità e i calcoli delle principali potenze. In Iran, si procede alla conta dei danni dopo l’attacco statunitense ai suoi siti nucleari e ai funerali di stato delle leadership perdute. La postura ufficiale di Teheran è di netta chiusura a ogni dialogo, mentre la sua rappresaglia rimane un’incognita che tiene la regione in uno stato di massima allerta. Questa crisi ha però rivelato una criticità strategica per Washington: l’impiego massiccio di intercettori missilistici SM-3 ha prosciugato le scorte a un “ritmo allarmante”, evidenziando la vulnerabilità della base industriale della difesa statunitense nel sostenere conflitti ad alta intensità e mettendo in discussione la sostenibilità a lungo termine della sua architettura di difesa regionale.
Sul fronte ucraino, la guerra di logoramento continua con una brutalità immutata. La Russia, pur mostrando timore nell’impiegare i suoi carri armati T-14 Armata per paura di perdite d’immagine e di problemi logistici, ha messo a segno un colpo geoeconomico e strategico con la cattura di Shevchenko, assicurandosi il controllo di uno dei più grandi giacimenti di litio d’Europa. Questo episodio dimostra in modo inequivocabile che il conflitto non è solo una lotta per il territorio, ma anche una guerra per il controllo delle risorse critiche che alimenteranno le economie e le tecnologie militari del futuro.
Emergono inoltre nuovi modelli di conflitto. La Somalia si conferma un “laboratorio” delle guerre del futuro: l’offensiva governativa nel Jubaland è caratterizzata dalla regionalizzazione e dall’impiego di proxy, con l’uso di tecnologie avanzate come gli elicotteri da combattimento turchi T-129 Atak. Si tratta di conflitti combattuti senza eserciti regolari e senza stati centrali forti, dove la vittoria si misura in termini di controllo territoriale e influenza sulle risorse locali.
Geo-economia, Industria, Mercati e Marittimità
La decisione del vertice NATO di fissare un obiettivo di spesa militare vincolante al 5% del PIL entro il 2035 rappresenta una scossa geoeconomica di magnitudo storica. Questa politica innescherà un massiccio trasferimento di risorse pubbliche verso il complesso militare-industriale, con profonde implicazioni per i bilanci nazionali (come le preoccupazioni espresse in Italia) e un potenziale boom per le aziende della difesa. La competizione per il litio in Ucraina è l’emblema della fusione tra geopolitica e geoeconomia: il controllo delle materie prime critiche è ormai un obiettivo strategico primario.
Nel dominio marittimo, il dispiegamento del Carrier Strike Group britannico (CSG25) nell’Indo-Pacifico ha il duplice scopo di garantire la sicurezza delle rotte commerciali globali e di promuovere l’industria della difesa del Regno Unito, confermando che la libertà di navigazione è inscindibile dagli interessi economici nazionali. Parallelamente, sul fronte finanziario, si assiste a una competizione normativa.
Gli Stati Uniti, con l’approvazione del GENIUS Act, cercano di consolidare il proprio primato nel settore delle criptovalute e delle stablecoin. In risposta, la Cina punta a rafforzare la governance e la trasparenza delle sue istituzioni finanziarie, come dimostra la nomina dell’integerrima “cacciatrice di tigri” Zou Jiayi alla guida dell’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB). Infine, la cessione di una quota di Monte dei Paschi di Siena a fondi USA alimenta in Europa il dibattito sulla perdita di sovranità finanziaria e sullo utilizzo dell’importante risorsa rappresentata dai risparmi italiani.
Geopolitica e Relazioni Internazionali
Le dinamiche diplomatiche riflettono un mondo frammentato. La riluttanza della Russia a sostenere militarmente l’Iran dopo gli attacchi USA svela i limiti delle alleanze “anti-occidentali”, guidate più dal pragmatismo e dall’interesse nazionale che da una reale solidarietà ideologica. In seno alla NATO, la compattezza sul riarmo è incrinata dalla posizione della Spagna, che non intende aderire all’obiettivo del 5%, attirandosi le ire di Washington. Persino la neutrale Svizzera è spinta a riconsiderare il suo storico status, avviando colloqui esplorativi con l’UE per una partnership di difesa.
Emergono inoltre nuovi e potenti allineamenti. Il partenariato strategico tra Indonesia e Russia, sancito dall’incontro tra i presidenti Prabowo e Putin, segnala il desiderio delle potenze medie di diversificare le proprie alleanze al di là dei blocchi tradizionali, creando un sistema internazionale più multipolare.
In Cina, le purghe continue nei vertici militari da parte di Xi Jinping mirano a consolidare il potere interno in vista di una competizione esterna a lungo termine, mentre in Corea del Sud si valuta un cauto distanziamento strategico dagli Stati Uniti, che potrebbe alterare gli equilibri regionali.
Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Questo vasto teatro è un mosaico di crisi interconnesse, che si estende dalle tensioni politiche in Europa meridionale alla guerra aperta nel Mar Nero e alla volatilità del Golfo Persico. Al centro vi è il confronto latente tra Iran e Israele, la cui fase post-attacco è gestita tramite diplomazia segreta e la costante minaccia di una rappresaglia asimmetrica iraniana. L’Europa meridionale (Italia, Spagna) affronta le conseguenze economiche e politiche del riarmo NATO, con il caso MPS che evidenzia la vulnerabilità alla penetrazione di capitali stranieri. Nel Corno d’Africa, la Somalia funge da laboratorio per le guerre del futuro, basate sulla regionalizzazione e l’uso di proxy armati con tecnologie avanzate. La tregua violata in Libano e le crepe politiche nell’UE (con il dissenso slovacco sulle sanzioni alla Russia) completano il quadro di un’area ad alta instabilità, dove l’assenteismo strategico europeo lascia un pericoloso vuoto di potere.
• Heartland Euro-asiatico. La Russia agisce con un calcolo strategico mirato, focalizzandosi sul consolidamento delle conquiste geoeconomiche in Ucraina (il litio di Shevchenko) piuttosto che disperdere energie per sostenere l’Iran. Le sue debolezze tecnologico-operative (come la riluttanza a impiegare il T-14 Armata) sono compensate da una chiara visione strategica e da una proiezione diplomatica verso l’Asia, evidente nei legami con Indonesia e Corea del Nord. La Cina, nel frattempo, è assorbita dal consolidamento del potere interno: le purghe militari di Xi Jinping e le campagne anti-corruzione sono pre-condizioni essenziali per garantire la lealtà dell’apparato statale in vista di una prolungata competizione esterna, in particolare su Taiwan.
• Teatro Operativo Boreale-Artico. È il dominio della deterrenza strategica e della proiezione di potenza occidentale. La decisione NATO del 5% è il segnale più forte inviato a Mosca, una mossa il cui impulso strategico origina da questo teatro. Attori chiave come USA, Regno Unito e Canada non solo rafforzano il fianco orientale dell’Alleanza, ma proiettano la loro potenza a livello globale. Ne sono un esempio il coinvolgimento di navi canadesi e norvegesi nel CSG25 britannico nell’Indo-Pacifico e la decisione della RAF di acquistare caccia F-35° per partecipare alla missione nucleare della NATO. Questo teatro è anche il centro dell’innovazione normativa finanziaria occidentale, con il GENIUS Act statunitense.
• Teatro Operativo Australe-Antartico. Sebbene meno al centro degli eventi di queste 48 ore, questo teatro è profondamente influenzato dalle dinamiche settentrionali. L’Australia si afferma come attore chiave della sicurezza regionale, e la messa in servizio della HMAS Arafura il 28 giugno è l’atto fondante di una nuova postura di sorveglianza marittima, essenziale per monitorare le attività nel Pacifico meridionale e nell’Oceano Indiano. Il consolidamento del partenariato strategico tra Indonesia e Russia modifica però radicalmente il quadro della sicurezza per l’Australia, che vede emergere un nuovo asse di potenze non allineate ai suoi confini settentrionali, costringendola a ricalibrare la sua postura difensiva e diplomatica.
• Indo-Pacifico. È qui che convergono tutte le principali linee di faglia globali, rendendolo l’arena decisiva per gli equilibri del XXI secolo. È il palcoscenico della competizione strategica tra USA e Cina, del delicato bilanciamento del Regno Unito (su Taiwan), dell’attivismo diplomatico dell’Indonesia e della minaccia persistente della Corea del Nord. La regione è un sistema complesso dove la sicurezza marittima, la supremazia tecnologica (Taiwan) e le alleanze politiche (QUAD, CSG25) si intrecciano in modo inestricabile. Il potenziale riallineamento della Corea del Sud potrebbe ulteriormente complicare un quadro già denso di tensioni.
Conclusioni e Possibili Sviluppi
Le giornate del 28 e 29 giugno 2025 hanno cristallizzato un’epoca di competizione strategica disinibita e di alleanze fluide. L’ordine liberale post-Guerra Fredda è stato sostituito da un multipolarismo frammentato, dove la sovranità economica è tanto contesa quanto quella territoriale e i conflitti si combattono con droni, proxy e campagne cibernetiche. La governance globale appare in ritirata, incapace di mediare conflitti o di gestire le ricadute di un riarmo globale.
Per orientarsi nei prossimi giorni e settimane, l’attenzione del lettore dovrebbe concentrarsi su tre fronti ad alta probabilità di sviluppo:
- La risposta dell’Iran e l’escalation in Libano. Teheran è sotto immensa pressione per reagire all’attacco subito. Una risposta diretta è improbabile, ma sono altamente possibili attacchi asimmetrici tramite proxy regionali. Il fronte più probabile per un’escalation è il sud del Libano, dove la tregua con Israele è già violata. Un’intensificazione delle operazioni di Hezbollah potrebbe trasformare gli scontri a bassa intensità in un conflitto aperto su vasta scala, con conseguenze devastanti per la regione.
- La reazione cinese alla diplomazia occidentale su Taiwan. La visita del ministro britannico, seppur di basso profilo, è una provocazione per Pechino. È probabile una risposta sotto forma di imponenti esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan o di pressioni economiche mirate contro aziende britanniche, per testare la determinazione e la coesione dell’Occidente e inviare un messaggio di avvertimento a Taipei.
- La concretizzazione del partenariato Indonesia-Russia. L’incontro tra Prabowo e Putin è solo l’inizio. I prossimi passi includeranno probabilmente la firma di accordi militari e tecnologici. L’annuncio di esercitazioni navali congiunte o di forniture di sistemi d’arma russi avanzati (come caccia o sottomarini) a Jakarta sarebbe un segnale inequivocabile del consolidamento di questo nuovo asse strategico, costringendo gli attori del QUAD a una rapida contromossa diplomatica e militare.

