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02-09-25 Dal mondo

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NEWS

02-09-25 Dal mondo

La bufala dell’aereo di Ursula von Der Leyen disturbato dai russi

Gli artigli del Cremlino sulla rotta europea. In tilt il gps del volo di von der Leyen

Le incerte garanzie di sicurezza all’Ucraina di von der Leyen

Ucraina. Il tempo del ripensamento: accendere la diplomazia prima che cali il buio totale

Russiagate: l’ombra lunga che ostacola la pace

Vertice SCO: “modello alternativo all’Occidente”

Il vertice Sco svela tutte le asimmetrie delle relazioni internazionali

I leader del Sud Globale da Xi: la Cina al centro del mondo

Cina e India: il disgelo di Tianjin

Gaza: dalla guerra alla distopia

Esplosione sospetta nel Mar Rosso al largo della costa saudita

Food (in)security: quando il cibo diventa strumento di warfare

Libia: Haftar nel triangolo Ankara-Cairo-Riad che esclude l’Europa

Sud Sudan. La fragile pace di Juba sotto attacco

L’Argentina e il fenomeno Milei

Corruzione in Spagna: lo stato delle inchieste che continuano a scuotere l’esecutivo 

–🇬🇧Deterring Kremlin Grey Zone Aggression Against NATO

Francia sull’orlo del baratro economico

I porti tedeschi chiedono fondi per la difesa

Difesa aerea e produzione in massa, così la Turchia mette gli occhi sull’Europa

–🇬🇧Bridging the Skills Gap: Coastal Jobs in a Growing Blue Economy

–🇬🇧China Is Winning the AI Race With America’s Own Manhattan Project Lessons

L’Iitalia tra vincoli europei e nuove spese militari

Merz vuole per la Germania le più grandi forze armate d’Europa  

–🇬🇧Is NATO Sticking to Its New Defense Spending Goals?

–🇬🇧Rise of German Military Power and the India Opportunity

–🇬🇧The US Navy Is Planning a Massive 250th Birthday Bash

Il panorama geopolitico globale al 31 agosto 2025 è caratterizzato da una crescente frammentazione e dalla ridefinizione degli equilibri di potere, con l’emergere di nuove alleanze e l’intensificarsi delle tensioni tra blocchi tradizionali e potenze emergenti. L’Occidente, e in particolare gli Stati Uniti, si confronta con una serie di sfide che ne mettono in discussione l’egemonia, mentre attori come Cina, Russia e India consolidano la loro influenza attraverso piattaforme multilaterali e strategie di cooperazione alternativa.

Evento clou
L’evento clou della giornata è senza dubbio il Vertice della Shanghai Cooperation Organization (SCO), che si afferma sempre più come un modello alternativo di governance globale rispetto all’Occidente. Questo vertice, che vede protagonisti Cina, Russia e India, ha consolidato la cooperazione economica e strategica tra i membri in un mondo sempre più multipolare. In questo contesto, Vladimir Putin ha ribadito con forza la necessità di fermare l’espansione della NATO verso Est, considerandola una minaccia diretta alla sicurezza della Russia e dei paesi membri SCO. L’obiettivo della SCO è la creazione di un sistema di sicurezza collettiva e di sviluppo che escluda l’interferenza occidentale, segnando una nuova era di relazioni internazionali basata su equilibri differenziati. Questo vertice non solo rafforza i legami bilaterali e multilaterali, ma promuove anche un ordine mondiale alternativo centrato su valori e interessi differenti da quelli tradizionali occidentali, con la Cina che assume un ruolo centrale nel coordinare strategie politiche ed economiche tra le nazioni del Sud Globale.

Sintesi dei Fatti Avvenuti per Teatro Operativo

  • Mediterraneo Allargato. La regione del Mediterraneo allargato è un crocevia di tensioni e dinamiche complesse. La Turchia, con i suoi massicci investimenti nella difesa aerea e nella produzione militare, si posiziona come un attore chiave, mirando a diventare un fornitore strategico per l’Europa e consolidando la sua influenza geopolitica tra Oriente e Occidente. Contemporaneamente, la Libia è al centro di un complesso gioco geopolitico che vede il generale Haftar muoversi all’interno di un triangolo strategico formato da Turchia, Egitto e Arabia Saudita, che esclude l’influenza europea, marginalizzando Bruxelles e Roma.
  • La situazione a Gaza è descritta come una distopia devastante, con una crisi umanitaria acuta e l’inefficacia delle risposte internazionali nel promuovere una soluzione duratura, simboleggiando la fallimentare gestione delle crisi mediorientali. Nel Mar Rosso, un’esplosione sospetta al largo della costa saudita riaccende l’attenzione sulla vulnerabilità delle rotte marittime e sulla necessità di una maggiore vigilanza internazionale per proteggere i traffici commerciali e garantire la sicurezza energetica globale, in un’area già segnata da conflitti e minacce alle infrastrutture strategiche di trasporto del petrolio. Le incerte garanzie di sicurezza offerte da Ursula von der Leyen a Kiev sottolineano la dipendenza europea dal supporto statunitense per un intervento significativo sul terreno, nonostante le dichiarazioni di impegno.
  • Heartland Euro-Asiatico. L’Heartland Euro-Asiatico è il fulcro della riorganizzazione degli equilibri globali. La Shanghai Cooperation Organization (SCO), di cui fanno parte Russia, Cina e India, emerge come uno strumento chiave per Pechino nel progetto di riorganizzare gli equilibri globali. Al vertice della SCO, Putin ha ribadito la necessità di fermare l’espansione della NATO a Est. Un incidente che ha visto il sistema GPS del volo di von der Leyen in tilt sopra rotte europee sensibili è stato attribuito a sistemi di interferenza russi, evidenziando il rischio crescente di azioni ibride e di guerra elettronica da parte di Mosca contro l’UE. Questa azione russa è ulteriormente analizzata in un contesto di strategie per scoraggiare le aggressioni ibride del Cremlino contro la NATO, che includono disinformazione, cyber-attacchi e pressioni politiche. L’ombra del Russiagate continua a ostacolare il dialogo tra Russia e Occidente, alimentando la sfiducia reciproca. L’Ucraina si trova in un “tempo del ripensamento”, con un appello a riavviare la diplomazia prima di un “buio totale”. Le relazioni tra Cina e India vedono un disgelo significativo con l’incontro di Tianjin, che segna una nuova fase di cooperazione economica e di sicurezza regionale, cruciale per la stabilità asiatica. La Cina, in particolare, sta vincendo la corsa all’intelligenza artificiale, con investimenti massicci e una strategia coordinata che la posiziona come leader in un ambito cruciale per il futuro globale.
  • Teatro Operativo Boreale-Artico. Nel teatro boreale-artico, la “flotta ombra” russa è protagonista di un incidente che ha visto un porta-gas LNG – senza idonee certificazioni per la navigazione – costretta a invertire la rotta nel Mare del Nord. Questo episodio evidenzia i rischi ambientali e strategici legati all’uso di navi non adeguate in un’area cruciale per il transito di risorse energetiche e per la rivalità geopolitica nell’Artico. La Germania guidata da Friedrich Merz, intende rafforzare le proprie forze armate per diventare la principale potenza militare in Europa, chiedendo un aumento significativo del budget difesa. Anche le autorità portuali tedesche chiedono maggiori fondi per la difesa e la sicurezza dei porti, considerate infrastrutture critiche strategiche di fronte a rischi di attacchi informatici e sabotaggi. La NATO, dal canto suo, sta valutando il grado di adesione dei suoi membri agli obiettivi di spesa militare, con risultati disomogenei che potrebbero compromettere la coesione strategica dell’alleanza. L’episodio del GPS disturbato sul volo di von der Leyen sopra rotte europee sottolinea le crescenti minacce ibride poste ai confini europei.
  • Teatro Operativo Australe-Antartico. In America Latina, l’Argentina è stata testimone dell’ascesa di Javier Milei, una figura populista e liberista che cavalca il malcontento popolare e la crisi economica del paese, promettendo drastici tagli allo Stato. Questo fenomeno rappresenta una frattura netta con la politica tradizionale e le sue implicazioni regionali sono da monitorare attentamente. L’Africa meridionale è segnata dalla fragile pace in Sud Sudan, dove recenti episodi di violenza e scontri minacciano l’accordo di Juba, mantenendo alte le tensioni etniche e politiche. Le incertezze nel continente suggeriscono una necessità di impegno multilaterale rafforzato per prevenire un ritorno alla guerra civile. Le relazioni tra gli Stati Uniti e il Brasile, in particolare sotto l’influenza di Donald Trump, sono considerate a rischio di tensioni e complicazioni su temi come ambiente, commercio e cooperazione militare, con possibili ripercussioni regionali e globali.
  • Indo-Pacifico. L’Indo-Pacifico rimane un’area di cruciale importanza strategica. L’alleanza AUKUS (Australia, UK, USA) è difesa da figure come James Mattis come un pilastro fondamentale della strategia americana per contrastare l’espansione cinese e assicurare l’equilibrio regionale. La Cina, insieme a Russia, India e Corea del Nord, si pone al centro del mondo in un incontro di leader che simboleggia la crescente influenza di Pechino nel coordinare strategie politiche ed economiche tra nazioni del Sud Globale, ponendosi come alternativa all’egemonia occidentale. Questo incontro rafforza i legami bilaterali e multilaterali con un focus su cooperazione, sicurezza e sviluppo infrastrutturale, promuovendo un ordine mondiale alternativo. L’India è vista come un partner strategico emergente per la Germania, con potenziali collaborazioni nel settore della difesa e tecnologico. In Indonesia, studenti continuano a protestare nonostante la repressione, chiedendo riforme politiche, maggiore trasparenza e giustizia sociale, riflettendo un clima di forte tensione sociale e insoddisfazione verso il governo. Tokyo, infine, si trova in un vuoto di leadership che mette a rischio la stabilità e la crescita della capitale e del Giappone.

Conseguenze geopolitiche
Le conseguenze geopolitiche di questi eventi sono profonde e multiformi. L’ascesa della SCO, con Cina, Russia e India come attori centrali, segna un deciso spostamento verso un ordine mondiale multipolare, erodendo l’egemonia occidentale e proponendo un modello alternativo di governance.
Questo si traduce in una maggiore competizione per l’influenza nelle diverse regioni del mondo, con la Cina che guida la creazione di nuove architetture internazionali. La richiesta di Putin di fermare l’espansione della NATO a Est e gli episodi di interferenza sui sistemi GPS europei – di cui si accusa la Russia – evidenziano la persistenza di una logica da guerra fredda, con azioni ibride che minano la sicurezza europea e transatlantica.
La Turchia rafforza la sua posizione come potenza regionale, complicando gli equilibri nel Mediterraneo allargato e ridefinendo le alleanze tradizionali.
La questione di Gaza, rimasta irrisolta, continua a destabilizzare il Vicino Oriente, mentre la “guerra del cibo” emerge come un nuovo strumento di coercizione geopolitica.
L’influenza delle lobby, come quella israeliana negli USA, evidenzia come attori non statali possano influenzare significativamente le politiche estere delle grandi potenze.

Conseguenze Strategiche
Sul piano strategico, l’impegno della Germania a diventare la principale potenza militare europea, insieme alla richiesta di maggiori fondi per la difesa dei porti tedeschi, indica un rinnovato focus sulla sicurezza e l’autonomia strategica europea, anche se la dipendenza dal supporto USA rimane una variabile critica.
La competizione per la supremazia nell’intelligenza artificiale, in cui la Cina sta guadagnando terreno, ha implicazioni strategiche di vastissima portata, influenzando la sicurezza, l’economia e il potere globale.
La “flotta ombra” russa e gli incidenti nel Mare del Nord evidenziano la crescente rilevanza strategica delle rotte artiche e la necessità di una maggiore sorveglianza e sicurezza in queste aree.
L’Alleanza AUKUS rimane fondamentale per la strategia americana nell’Indo-Pacifico, sottolineando l’importanza delle alleanze per contenere l’espansione cinese.
La deterrenza contro le aggressioni ibride russe richiede una risposta coordinata e multilivello da parte della NATO, che combini capacità militari classiche con strumenti di resistenza cyber e informativa.

Conseguenze Economiche, Finanziarie ed Energetiche
Le tensioni geopolitiche si riflettono direttamente sull’economia globale. L’instabilità nel Mar Rosso, con l’esplosione sospetta, minaccia le rotte marittime cruciali per il trasporto di petrolio, con potenziali ripercussioni sui prezzi energetici globali.
La Francia si trova sull’orlo di una crisi economica, con stagnazione, debito crescente e la minaccia di un intervento del FMI, che potrebbe avere effetti a cascata sull’intera UE.
L’Italia, stretta tra vincoli europei e nuove spese militari, affronta la difficile sfida di bilanciare rigore finanziario e crescenti esigenze di difesa.
La blue economy, sebbene offra nuove opportunità lavorative, necessita di un consistente gap di competenze da colmare per un pieno sviluppo sostenibile. Infine, la crescente politicizzazione della sicurezza alimentare, dove il cibo diventa strumento di warfare, ha conseguenze devastanti sulle popolazioni più vulnerabili e richiede risposte multilaterali.

Conseguenze Marittime
Le rotte marittime sono sempre più al centro delle dinamiche geopolitiche.
L’esplosione sospetta nel Mar Rosso evidenzia la vulnerabilità delle vie di comunicazione marittime strategiche e la necessità di una maggiore sicurezza per i traffici commerciali e la sicurezza energetica.
La “flotta ombra” russa nel Mare del Nord, con i suoi rischi operativi e ambientali, sottolinea l’importanza crescente delle rotte artiche per il commercio e la rivalità geopolitica.
I porti tedeschi, in quanto infrastrutture critiche, richiedono maggiori fondi per la difesa contro attacchi informatici e sabotaggi, riconoscendo il loro ruolo fondamentale per il commercio e la logistica europea.
La Marina USA, celebrando il suo 250° anniversario, ribadisce il suo ruolo storico e attuale come principale forza navale mondiale, impegnata nella difesa degli interessi nazionali statunitensi.
La blue economy, con la sua crescita e le nuove opportunità, mette in luce l’esigenza di sviluppare competenze specifiche per la gestione sostenibile delle risorse oceaniche.

Conseguenze per l’Italia
Per l’Italia, il quadro geopolitico presenta diverse sfide significative. La marginalizzazione dell’Europa, e in particolare dell’Italia, nella gestione della crisi libica, a favore di un triangolo di influenza Ankara-Cairo-Riad, indica una perdita di rilevanza in un’area di cruciale interesse strategico per Roma.
L’Italia si trova a dover bilanciare i vincoli europei di rigore finanziario con la crescente necessità di aumentare le spese militari, in un contesto di tensioni internazionali. Questo pone interrogativi sulla sua capacità di mantenere la credibilità e la sostenibilità delle sue scelte strategiche.
La sicurezza energetica è minacciata dalle instabilità nel Mediterraneo allargato, come dimostrato dall’esplosione nel Mar Rosso, un’area vitale per le forniture italiane.
Infine, la necessità di rafforzare la difesa informatica e la cooperazione strategica in Europa è cruciale per l’Italia, particolarmente esposta alle minacce ibride e alla guerra elettronica.

Conclusioni e Raccomandazioni
Il 31 agosto 2025 ha segnato un’accelerazione verso un ordine mondiale multipolare alternativo a quello egemonico statunitense.
L’ascesa della SCO, con la Cina al centro, e la strategia della Russia, rappresentano un alternativa all’egemonia occidentale. L’Europa, pur esprimendo ambizioni di autonomia strategica, mostra una persistente dipendenza dagli Stati Uniti, mentre tensioni regionali come quelle in Libia e Gaza continuano a destabilizzare aree cruciali.
Per il futuro, è fondamentale monitorare con attenzione lo sviluppo delle seguenti aree e temi:

  1. L’evoluzione della SCO e del partenariato Cina-Russia-India. Questi attori continueranno a cercare di rafforzare la loro cooperazione e a promuovere un ordine mondiale alternativo, con possibili ulteriori adesioni e un maggiore coordinamento strategico. Sarà cruciale osservare come l’Occidente risponderà a questa crescente coesione.
  2. La corsa all’intelligenza artificiale. La leadership cinese nell’IA avrà implicazioni sempre maggiori per la sicurezza, l’economia e il potere globale. È prevedibile un’intensificazione degli sforzi da parte degli Stati Uniti e di altri attori per recuperare terreno, alimentando una competizione tecnologica senza precedenti.
  3. Le strategie ibride della Russia. Gli episodi di disturbo del GPS e le “aggressioni in zona grigia” continueranno a rappresentare una minaccia costante per l’Europa e la NATO, richiedendo risposte sempre più coordinate e innovative in termini di deterrenza e difesa informatica.
  4. La stabilizzazione del Mediterraneo allargato. Le dinamiche in Libia e la situazione a Gaza rimarranno punti critici. L’Europa dovrà ripensare la propria strategia per riconquistare rilevanza in queste aree, mentre l’instabilità nel Mar Rosso continuerà a influenzare la sicurezza energetica globale.
  5. Le dinamiche interne ai paesi chiave. L’evoluzione politica in Argentina con Milei, le proteste studentesche in Indonesia e la crisi di leadership in Giappone avranno ripercussioni sulla stabilità regionale e globale, influenzando alleanze e strategie economiche.
  6. Il futuro della spesa militare e della cooperazione nella NATO. La capacità dell’alleanza di raggiungere gli obiettivi di spesa e di modernizzare le proprie capacità sarà cruciale per affrontare le minacce emergenti, soprattutto quelle ibride.
    È imperativo che l’Europa, e l’Italia in particolare, sviluppi una strategia più coesa e autonoma, investendo in capacità di difesa e sicurezza, promuovendo la diplomazia attiva nelle aree di crisi e garantendo la resilienza delle proprie infrastrutture critiche. La cooperazione internazionale, non solo con gli alleati tradizionali ma anche con i paesi del Sud Globale, sarà essenziale per affrontare le sfide di un mondo in rapida trasformazione e per prevenire un’ulteriore escalation delle tensioni.

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