16-07-25 Dal mondo
16 Luglio 2025 2025-07-16 8:0416-07-25 Dal mondo
Geopolitica
—Ucraina. Droni russi attaccano provenendo dallo spazio aereo bielorusso
—Israele e il mito dell’egemonia in Medio Oriente
—Nuove violenze in Siria: la questione drusa e il ruolo di Israele
—Dalla difesa ai dazi, come cambia l’Occidente. La lettura di Massolo
—La lotta per il potere a Tripoli e le incertezze di una Libia al bivio
–🇬🇧Ukrainians welcome US aid, concerned over Trump’s ultimatum to Putin
–🇬🇧Report to Congress on Patriot Missile Systems to Ukraine
–🇬🇧The Promise and Peril of Recognizing Palestine
–🇬🇧Between Shores: Reframing EU Migration Policy Through an African Lens
–🇬🇧The Fragility of U.S. Spacepower in a Multipolar World
Geoeconomia
—Blue Economy, Confindustria racconta un mare di business
—Zanetti traccia la rotta di Confindustria sulla Blu Economy partendo dai dragaggi dei porti
—Il governo Meloni candida Trieste come terminale europeo della “Via del Cotone”
–🇬🇧The Right Way to Wield America’s Economic Power
–🇬🇧What Are the Energy Dimensions of the “Big, Beautiful Bill”?
–🇬🇧Why American Energy Dominance Is a Strategic Imperative
–🇬🇧EU bets on quantum to regain global influence
Difesa
—La Francia aggiorna la propria strategia nazionale. Ecco il piano di fronte alla minaccia russa
–🇬🇧P-8A Poseidon partnerships in the North Atlantic gaining momentum
–🇬🇧The Time-Crunch for CyberEM Command’s Challenges
–🇬🇧Military AI and the void of accountability
–🇬🇧CMN and Anschütz demonstrate UHSI32 MkII autonomous vessel in France
–🇬🇧North Korea Focuses on Improving Nuclear and Missile Arsenal
Scenari Geopolitici
La giornata del 15 luglio 2025 è stata dominata da una serie di mosse strategiche dell’amministrazione Trump che ridisegnano le alleanze e le rivalità globali, imponendo una nuova e imprevedibile equazione nei rapporti tra Stati Uniti, Europa, Russia e Cina. Mentre la competizione tecnologica e militare accelera, diverse crisi regionali continuano a deteriorarsi, delineando un quadro globale di crescente tensione e frammentazione.
Evento clou della giornata
L’evento principale è l’offensiva diplomatica ed economica del Presidente Trump, che oltre ad aver lanciato un ultimatum di 50 giorni a Vladimir Putin per negoziare la pace in Ucraina, ha contestualmente rovesciato la politica commerciale con la Cina, revocando le restrizioni sull’export dei chip per l’intelligenza artificiale di Nvidia, e ha inasprito la guerra dei dazi con l’Europa, minacciando tariffe del 30% su beni chiave. Questa strategia a tre direttrici (pressione sulla Russia, distensione sulla Cina, scontro con l’Europa) segna un riallineamento aggressivo della politica estera americana, con l’obiettivo di forzare soluzioni rapide ai conflitti e riaffermare il primato economico statunitense.
Geo-strategia e conflittualità
Il panorama strategico è in pieno fermento. La nuova politica americana sull’Ucraina costringe gli alleati europei della NATO a finanziare l’acquisto di armi statunitensi per Kiev, tra cui i sistemi Patriot, accolti con favore ma anche con scetticismo per la tempistica dell’ultimatum. La Russia, nel frattempo, ha intensificato la pressione militare, utilizzando lo spazio aereo bielorusso per lanciare droni contro il nord dell’Ucraina, evidenziando la crescente integrazione militare tra Mosca e Minsk.
Nel teatro indopacifico, la tensione sale con il dispiegamento da parte degli USA del sistema missilistico antinave NMESIS nelle isole Filippine, una mossa strategica per controllare lo Stretto di Luzon e contenere le ambizioni navali cinesi. La Cina, da parte sua, continua a consolidare il potere interno attraverso le purghe di Xi Jinping contro funzionari e militari con “fedeltà dubbia”. Parallelamente, la Corea del Nord accelera lo sviluppo del suo arsenale nucleare e missilistico, aumentando l’instabilità regionale.
La modernizzazione militare è dominata dalla corsa all’intelligenza artificiale. Il Pentagono ha siglato accordi con le principali aziende “frontier” (Google, OpenAI, Anthropic) per integrare l’AI nelle operazioni militari, dalla logistica al riconoscimento dei bersagli. Questa accelerazione solleva però gravi questioni etiche e di responsabilità, con il rischio di un’escalation automatica e di decisioni opache in scenari di conflitto.
Le crisi regionali persistono con brutalità. A Gaza, quasi 900 persone sono morte cercando cibo e le malattie si diffondono a causa delle condizioni disumane tra gli sfollati, aggravando una catastrofe umanitaria. In Libia, nuovi scontri a Tripoli confermano la frammentazione del potere e l’impossibilità di una stabilizzazione.
Geo-economia, industria, mercati e marittimità
L’economia globale è scossa dalla politica commerciale americana. La minaccia di dazi al 30% contro l’Europa rischia di fratturare l’asse transatlantico, costringendo il Vecchio Continente a rivedere il proprio modello economico basato sull’export. Al contrario, la revoca del bando sui chip AI per la Cina ha provocato un’immediata e forte domanda da parte delle aziende cinesi, evidenziando l’interdipendenza tecnologica e la difficoltà di un “decoupling” completo. L’economia cinese, pur rallentando (PIL +5,2%), mostra resilienza, mentre l’inflazione negli Stati Uniti accelera al 2,7%, complicando l’agenda economica interna di Trump.
In risposta alla supremazia tecnologica altrui, l’Europa scommette sulle tecnologie quantistiche per rafforzare la propria sovranità tecnologica e competitività globale. Sul fronte finanziario, i BRICS avanzano con il progetto BRICS Pay, un’infrastruttura di pagamento alternativa per ridurre la dipendenza dal dollaro e dai sistemi occidentali.
Il settore marittimo vive una rivoluzione silenziosa con l’avvento di navi autonome e AI per la navigazione, promettendo efficienza e riduzione dei costi. Tuttavia, l’industria navale statunitense incontra ostacoli nel passaggio dalla fase di studio alla produzione su larga scala di flotte autonome. In Europa, i porti sono in grave ritardo nell’elettrificazione dei moli, un obiettivo chiave per la decarbonizzazione del settore. L’Italia, invece, punta a un ruolo centrale nella Blue Economy, con la candidatura di Trieste come terminal della “via del cotone” e investimenti strategici nei dragaggi.
Geopolitica e relazioni internazionali
Le relazioni internazionali sono fluide e complesse. Mentre la partnership tra Francia e Regno Unito si rafforza con un nuovo summit post-Brexit focalizzato su difesa e tecnologia, le tensioni all’interno dell’UE persistono. L’Ungheria continua a ostacolare il percorso dell’Ucraina verso l’UE e la NATO, e la disputa tra Bulgaria e Macedonia del Nord blocca l’allargamento ai Balcani.
L’India naviga con pragmatismo tra le grandi potenze, partecipando alla Shanghai Cooperation Organization a Pechino mentre è membro del Quad con gli USA e importa petrolio russo.
In Medio Oriente, gli Stati Uniti hanno siglato un’inedita intesa strategica con l’Algeria, mossa che potrebbe ridurre l’influenza russa nel Nord Africa. Preoccupa invece l’avvicinamento della Georgia all’Iran.
La politica interna di diversi attori chiave mostra segnali di instabilità: la coalizione di Netanyahu in Israele si è indebolita con l’uscita di un partito ultra-ortodosso, mentre in Giappone il governo rischia di perdere la maggioranza al Senato. In Africa, l’epidemia di Mpox, con oltre 21.000 casi, rivela la fragilità dei sistemi sanitari e l’insufficienza della risposta globale.
Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Quest’area rimane un arco di crisi. La Libia è nel caos, la catastrofe umanitaria a Gaza peggiora, e la Siria vede nuove violenze. La stabilità politica di Israele è a rischio. Nel Mar Rosso, gli Houthi continuano a minacciare le rotte commerciali. A livello strategico, la firma dell’accordo USA-Algeria e i crescenti legami tra Georgia e Iran ridisegnano le alleanze regionali. L’Europa affronta le conseguenze di queste instabilità, dalla migrazione alle tensioni nei Balcani.
• Heartland euro-asiatico. Il fulcro è la duplice pressione statunitense su Russia e Cina. Mosca affronta un ultimatum che potrebbe costringerla al tavolo negoziale (difficile se non dovesse ottenere quanto da sempre richiede) o isolarla ulteriormente. Pechino beneficia della revoca del bando sui chip, ma rimane un rivale strategico per Washington, come dimostra il continuo consolidamento del potere di Xi Jinping. L’India cerca di bilanciare le proprie relazioni in questo complesso scacchiere.
• Teatro operativo Boreale-Artico. Le tensioni transatlantiche sono al centro della scena, con gli USA che esercitano una forte pressione economica e militare sull’Europa. La cooperazione nel Nord Atlantico sulla sorveglianza marittima (con i velivoli P-8A Poseidon) si intensifica, probabilmente in risposta all’attività sottomarina russa.
• Teatro operativo Australe-Antartico. Le notizie si concentrano sull’America Latina, con un’importante operazione anti-crimine in Colombia e la scoperta di documenti nazisti in Argentina, un passo significativo nel confronto con il passato. L’Africa sub-equatoriale è colpita dall’epidemia di Mpox, che evidenzia una grave crisi sanitaria.
• Indopacifico. Questo teatro è al centro della competizione strategica USA-Cina. Il dispiegamento di missili americani nelle Filippine, la preparazione della portaerei USS Abraham Lincoln per il dispiegamento e la continua corsa agli armamenti della Corea del Nord segnalano un alto livello di militarizzazione. La decisione sui chip Nvidia e la complessa diplomazia indiana mostrano come le dinamiche economiche e tecnologiche siano inestricabilmente legate a quelle militari.
Conclusioni e possibili sviluppi
Il 15 luglio 2025 ha cristallizzato tre tendenze globali: l’assertività di una politica estera americana transazionale e imprevedibile, l’accelerazione della competizione tecnologico-militare e la frammentazione dell’ordine economico globale.
Nei prossimi giorni e settimane, gli sviluppi da monitorare attentamente saranno:
- La risposta della Russia all’ultimatum di Trump. L’avvicinarsi della scadenza dei 50 giorni dirà se la strategia della massima pressione avrà successo o se porterà a un’escalation economica e militare.
- La reazione dell’Europa. L’UE è a un bivio. Dovrà decidere se subire passivamente la pressione americana o elaborare una risposta unitaria, sia sul fronte commerciale che sul sostegno all’Ucraina.
- L’evoluzione dei rapporti USA-Cina. La tregua sui chip potrebbe essere il preludio a un accordo più ampio o solo una mossa tattica. La risposta di Pechino al rafforzamento militare USA nell’Indopacifico sarà cruciale.
- L’escalation delle crisi umanitarie. La situazione a Gaza e l’epidemia di Mpox in Africa sono bombe a orologeria. L’assenza di un intervento internazionale deciso potrebbe portare a conseguenze catastrofiche e a una maggiore destabilizzazione regionale.

