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13-08-25 Dal mondo

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13-08-25 Dal mondo

La “pace impossibile”, tra questioni di principio e linee rosse invalicabili

Cosa c’è sul tavolo del vertice USA-Russia sulla guerra in Ucraina

Ucraina. L’avanzata russa sconfessa tre anni di stampa occidentale

Trump e Putin in Alaska. Il gioco indiano sui dazi. Tensione tra Cina e Filippine

I fronti aperti di Netanyahu

Gaza. Netanyahu rilancia l’offensiva mentre cresce la pressione internazionale

L’Egitto e la sua cintura di fuoco

–🇬🇧Russia Wants a “Buffer Zone” Inside Ukraine, UK Defence Ministry Claims

–🇬🇧Russia’s Hybrid War on Poland

–🇬🇧US Gaza Policy: Between Realism and Theater

–🇬🇧Yes, ISIS Is Still A Problem

–🇬🇧How to Win on Immigration

Dazi e incertezza, gelata sulla produzione industriale tedesca

Crollo delle tariffe transpacifiche: valori vicini ai livelli pre-crisi del Mar Rosso

–🇬🇧Trouble in Russian economy means Putin really needs Alaska talks too

–🇬🇧Where American Energy Dominance Strengthens Maritime Power

Perché la Turchia domina il mercato dei droni

–🇬🇧Large-Scale Exercise 2025

–🇬🇧Ukraine Isn’t the Model for Winning the Innovation War

–🇬🇧UN Security Council Sounds Alarm on Rising Threats to Maritime Security

–🇬🇧The Dawn of Automated Warfare

–🇬🇧New Philippine-Japanese Defense Pact to go into Effect Next Month 

–🇬🇧Historic F-35 cross-decking between Royal Navy and Japanese Maritime Self-Defence Force

–🇬🇧The US Navy’s Next-Generation TACAMO Aircraft Just Got Its Official Name

–🇬🇧NAVSEA Building Design Muscles Working on Next-generation Destroyer, Submarine

–🇬🇧NAVSEA Leaders Discuss Advanced Technology Needs

La giornata del 12 agosto 2025 è dominata dall’attesa per lo storico vertice tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin, un evento che proietta la sua ombra su tutti i principali teatri di crisi, in primis l’Ucraina.
Mentre la diplomazia si muove su un crinale sottilissimo, i fronti di conflitto e le tensioni economiche globali non mostrano segni di tregua, delineando un quadro di profonda incertezza e riallineamenti strategici.
Dalla guerra tecnologica in Ucraina alla crisi umanitaria a Gaza, passando per le fragilità economiche di potenze come Russia e Germania, il mondo assiste a una complessa partita a scacchi giocata su più tavoli contemporaneamente.

Evento clou della giornata: il vertice, preludio a un nuovo ordine?
L’evento catalizzatore della giornata è senza dubbio la preparazione del vertice tra Donald Trump e Vladimir Putin, fissato per il 15 agosto ad Anchorage, in Alaska.
• Questo incontro, il primo bilaterale di tale livello dall’inizio della guerra su vasta scala, è visto come un potenziale punto di svolta. L’obiettivo dichiarato di Trump è trovare una via d’uscita dal conflitto, anche attraverso “concessioni dolorose” e possibili scambi territoriali, un’ipotesi che esclude il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dal tavolo negoziale.
• La scelta dell’Alaska è altamente simbolica e pragmatica: un territorio ex-russo, geograficamente vicino alla Russia e al di fuori della giurisdizione della Corte Penale Internazionale, che ha emesso un mandato di arresto per Putin.
• Per il leader del Cremlino, il solo fatto di sedere al tavolo con il presidente USA rappresenta una vittoria diplomatica, spezzando l’isolamento internazionale. Per contro, Zelensky definisce il summit una “vittoria personale per Putin”, ribadendo la ferma opposizione a qualsiasi accordo che implichi la cessione di sovranità ucraina.
L’esito del vertice è incerto, ma la sua stessa esistenza segnala un tentativo di Washington di ridisegnare gli equilibri di potenza, possibilmente a scapito della coesione con gli alleati europei, che osservano con crescente preoccupazione.

Geo-strategia e conflittualità
La scena strategica globale è dominata da conflitti ad alta intensità e da una crescente competizione militare.
• In Ucraina, la guerra ha assunto una nuova dimensione, quella della guerra automatizzata. I droni sono diventati l’arma principale, con le forze ucraine che li utilizzano per distruggere fino al 90% dei veicoli corazzati russi e infliggere l’80% delle perdite umane. Questa evoluzione sta riscrivendo le tattiche militari, permettendo attacchi profondi e precisi senza la necessità di superiorità aerea convenzionale. Sul fronte opposto, la Russia mira a creare una “zona cuscinetto” all’interno dell’Ucraina per consolidare le conquiste e impedire future avanzate. Intanto, si profila una “pace impossibile”, con linee rosse invalicabili da entrambe le parti che ostacolano qualsiasi negoziato concreto.
• Nel Vicino Oriente, la tensione a Gaza è ai massimi livelli. Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato una nuova offensiva per occupare la Striscia, nonostante la crescente pressione internazionale e una catastrofica crisi umanitaria, con la malnutrizione acuta che colpisce centinaia di migliaia di persone. L’Italia e altri partner UE hanno lanciato un appello per garantire pieno accesso umanitario. La posizione di Netanyahu è sotto pressione sia internamente che dall’estero, con gli USA che spingono per una soluzione negoziata per evitare un allargamento del conflitto.
• Altrove, laRussia continua a espandere la sua influenza nel Sahel, sfruttando il sentimento anti-occidentale e offrendo supporto militare e di sicurezza in cambio di vantaggi geopolitici. Questa strategia, portata avanti anche attraverso l’Africa Corps (ex Wagner), mira a sfidare l’Occidente in un’area ricca di risorse.
• Infine, gli Stati Uniti stanno potenziando le proprie capacità militari, con piani per aumentare i reparti di difesa aerea e sviluppare nuovi cacciatorpediniere e sottomarini di prossima generazione per mantenere la superiorità tecnologica.

Geo-economia, industria, mercati e marittimità
L’economia globale è attraversata da segnali contrastanti.
• L’economia russa, dopo una crescita artificiale trainata dalla spesa militare, per alcuni commentatori, sembra mostrare gravi segni di cedimento. Con un PIL previsto sotto l’1% per il 2025, il calo delle entrate petrolifere, le sanzioni e un deficit crescente, Mosca – se tutto ciò fosse stato correttamente analizzato – potrebbe affrontare una crisi strutturale che potrebbe minare la sua capacità di sostenere lo sforzo bellico a lungo termine. Le sanzioni continuano a colpire, bloccando anche le spedizioni di petrolio verso importanti raffinatori indiani.
• In Europa, la risposta alla nuova realtà geopolitica è il piano “ReArm Europe” (o Readiness 2030), che mira a mobilitare centinaia di miliardi di euro per rafforzare l’industria della difesa e raggiungere l’autonomia strategica entro il 2030. Questo sforzo si scontra però con le difficoltà economiche interne, come la “gelata estiva” della produzione industriale tedesca.
• Sul fronte del commercio globale, si assiste a un crollo delle tariffe di trasporto transpacifiche, tornate a livelli pre-crisi del Mar Rosso a causa di un calo della domanda.
• Le tensioni commerciali tra USA e Cina rimangono alte. L’amministrazione Trump ha autorizzato la vendita di una versione depotenziata dei chip AI di Nvidia alla Cina, una mossa vista come un pericoloso precedente che trasforma la sicurezza nazionale in merce di scambio.

Geopolitica e relazioni internazionali
• Le politiche migratorie sono sempre più usate come leva diplomatica. Gli Stati Uniti utilizzano accordi e politiche sui visti per rafforzare alleanze e gestire i flussi da paesi avversari. Allo stesso tempo, le loro politiche restrittive in America Centrale sono state definite “disumanizzanti” da organizzazioni come Medici Senza Frontiere, che denunciano il trattamento assegnato a migliaia di migranti.
• Nel frattempo, si assiste a un rafforzamento di nuove alleanze. Filippine e Giappone hanno siglato un accordo di difesa che entrerà in vigore a settembre 2025, in risposta diretta alle azioni aggressive della Cina nel Mar Cinese Meridionale. Anche il Regno Unito e il Giappone hanno approfondito la loro cooperazione militare con uno storico scambio operativo di jet F-35.

Analisi per Teatro Operativo
• Mediterraneo Allargato. Questo teatro è in ebollizione. La crisi di Gaza rischia di tracimare, con Israele che progetta una rioccupazione e la comunità internazionale (inclusa l’Italia) che chiede un cessate il fuoco. L’Egitto si posiziona come mediatore e “cintura di sicurezza”, mentre l’asse strategico tra Emirati Arabi Uniti e Italia si rafforza. La Russia estende la sua “lunga ombra” sul Sahel, consolidando la sua influenza a discapito dell’Occidente. Le tensioni interne in Iraq e la fragile stabilità nel Caucaso del Sud completano un quadro di elevata instabilità.
• Heartland euro-asiatico. Il destino di questo immenso spazio è legato all’esito del conflitto ucraino e alla tenuta dell’economia russa. Mosca, pur in difficoltà economica, continua a investire in progetti energetici in Estremo Oriente per orientare le esportazioni verso l’Asia e non cede sul campo di battaglia, dove la guerra dei droni ha raggiunto un’intensità senza precedenti. La Cina prosegue la sua strategia di espansione globale attraverso l’energia nucleare civile, mentre gestisce la complessa partita tecnologica con gli Stati Uniti. La guerra ibrida della Russia contro la Polonia testimonia la volontà di Mosca di destabilizzare il fianco orientale della NATO.
• Teatro operativo Boreale-Artico. L’Alaska diventa il centro della diplomazia globale con il vertice Trump-Putin, un evento che potrebbe ridefinire le regole del gioco strategico. Quest’area è anche al centro di nuovi sviluppi militari, con gli USA che potenziano le difese aeree e la flotta di bombardieri strategici B-21 Raider, e la Russia che sviluppa missili a propulsione nucleare soprannominati “Chernobyl volanti”.
• Teatro operativo Australe-Antartico. L’amministrazione Trump ha autorizzato l’uso dell’esercito contro i cartelli della droga in America Latina, segnando un’escalation significativa. In Brasile, le tensioni con gli USA aumentano a causa delle pressioni sul giudice De Moraes. In campo economico, il Sudafrica si prepara a rinegoziare un accordo commerciale con gli Stati Uniti. L’Australia, invece, ripensa la sua strategia di sicurezza nazionale, puntando sul controllo del mare piuttosto che sull’accumulo di riserve.
• Indopacifico. La competizione strategica è al suo apice. Un incidente tra navi cinesi durante l’inseguimento di un’imbarcazione filippina ha riacceso le tensioni nel Mar Cinese Meridionale. In risposta, si rafforzano le alleanze anti-cinesi: l’accordo di difesa Filippine-Giappone e la cooperazione militare tra quest’ultimo e il Regno Unito ne sono la prova più evidente. La Corea del Sud e il Vietnam rafforzano i loro legami bilaterali, mentre l’Indonesia rischia una crescente dipendenza tecnologica dalla Cina nel campo dell’IA.

Conclusioni e possibili sviluppi
Il 12 agosto 2025 si chiude con il fiato sospeso per gli imminenti sviluppi diplomatici. I temi da monitorare nei prossimi giorni sono chiari:
• Il Vertice di Anchorage. L’esito del dialogo tra Trump e Putin è l’incognita principale. Un accordo, anche parziale, sull’Ucraina potrebbe congelare il conflitto ma creare profonde fratture nell’alleanza atlantica. Un fallimento potrebbe invece portare a un’intensificazione delle ostilità.
• La percepita crisi economica russa. Le crescenti difficoltà finanziarie di Mosca potrebbero costringere il Cremlino a ricalibrare la sua strategia bellica. Il nesso tra tenuta economica e capacità militare sarà un fattore decisivo.
• L’offensiva a Gaza. La determinazione di Netanyahu a procedere con l’occupazione della Striscia potrebbe scatenare una reazione a catena, coinvolgendo altri attori regionali e mettendo a dura prova le relazioni di Israele con i suoi partner occidentali.
• Le tensioni nell’Indopacifico. L’incidente nel Mar Cinese Meridionale e il consolidamento di nuove alleanze militari indicano che la regione rimane una polveriera. Un’ulteriore escalation, anche involontaria, è uno scenario possibile.
In sintesi, il quadro globale è quello di un equilibrio precario, dove le mosse di poche grandi potenze possono alterare radicalmente gli scenari. La diplomazia sembra essere tornata al centro della scena, ma si muove su un terreno minato da conflitti radicati e da una competizione strategica che non accenna a diminuire.


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